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Camptown Races nasce come canzone, non come danza: è il minstrel song che Stephen Collins Foster pubblicò a Baltimora nel febbraio 1850 con il titolo «Gwine to Run All Night, or De Camptown Races». Eppure su quella melodia sincopata, sul ritornello «Doo-dah! Doo-dah!» e sulle sue cesure ritmiche intere comunità hanno ballato e continuano a ballare. Nel Novecento i caller del New England ne hanno fatto una singing square - la Doo Dar del repertorio di Linn Cady, nelle Grange Hall del Vermont - mentre altri repertori vi hanno innestato un Sicilian Circle, una contra dance, perfino una North West Morris inglese e, più di recente, una line dance.
Nella nostra pratica la incontriamo soprattutto come brano d’animazione: melodia immediata, figure semplici, nessun virtuosismo. In Italia non è una danza dei circuiti balfolk: da noi circola quasi soltanto come canzone per l’infanzia, motivetto dei cartoni animati e pezzo da serata a tema americano.
Scheda sintetica#
- Nome proprio #
Camptown Races è il titolo con cui il brano è universalmente noto; la prima edizione (F. D. Benteen, Baltimora, febbraio 1850) uscì come «Gwine to Run All Night, or De Camptown Races».
Come denominazione coreutica il nome indica, per estensione, le danze costruite su quella melodia: la singing square diffusa nel New England come Doo Dar / Doodah, la versione in Sicilian Circle pubblicata da Rickey Holden nel 1951, le due coreografie di square dance catalogate dal repertorio francofono Vitrifolk. Non esiste invece una coreografia tradizionale unica e antica con questo nome: è buona prassi citare sempre la versione accanto al titolo del brano, per non confondere il nome della musica con quello del ballo.
- Altri nomi e varianti #
Per la canzone
- Gwine to Run All Night; De Camptown Races; The Celebrated Ethiopian Song / Camptown Races (seconda edizione, 1852).
- Camptown Ladies, dal verso della prima strofa.
- Doo-Dah, dal ritornello.
Per le danze
- Doo Dar, Doodah, Doodar, Doodah-Day: varianti della singing square del New England, attestate nel programma dell’IOCA Barn Dance 1942 e in Northern Junket (1953).
- Camptown Races (Sicilian Circle): versione di Rickey Holden in The Square Dance Caller (San Antonio, 1951).
- Camptown Races (1) e Camptown Races (2): due coreografie distinte catalogate da Vitrifolk come square dance statunitensi.
- Una contra dance omonima attribuita a Jaap Krug e una line dance moderna a 32 conti di Kimberley Bounds.
Omonimie da non confondere
- Camptown Hornpipe, figura di quadriglia nel manuale Ball-Room Dancing without a Master (Hurst & Co., 1872).
- Le Camptown Races podistiche della Pennsylvania (10 e 5 km), gare nate intorno al 1965.
- Traduzione e significato #
«Le corse di Camptown» (o «le gare di Camptown»). Camptown era il nome corrente dei villaggi-cantiere - accampamenti di boscaioli, barcaioli fluviali, squadre ferroviarie - sorti attorno a una pista di corse improvvisata; il testo racconta una corsa di cavalli di cinque miglia («The Camptown racetrack’s five miles long») e le scommesse che la accompagnano, in un dialetto di scena stereotipato.
Il ritornello «Doo-dah! Doo-dah!» è una sillaba ritmica senza significato. Il nome della danza deriva da lì, per estensione onomastica: chiamare Doo Dar una routine non vuol dire altro che «si balla su quel motivo». Il riferimento geografico più citato è Camptown, nella Bradford County (Pennsylvania), che Foster attraversò negli anni di formazione ad Athens Academy (1839-1841); la Pennsylvania Historical and Museum Commission non conferma però l’esistenza di un ippodromo locale. Il significato letterale del titolo, da solo, non prova l’esistenza di una danza tradizionale omonima.
- Area geografica e provenienza #
Stati Uniti d’America.
- La melodia nasce in Pennsylvania - Camptown, Bradford County, a circa 30 miglia da Athens e 15 da Towanda - e viene pubblicata a Baltimora; secondo Richard Jackson (New York Public Library) fu composta a Cincinnati.
- La danza appartiene alla tradizione della square dance del Nord-Est: Vermont (Sherburne Center Grange Hall, Farm & Wilderness Camps di Plymouth), New Hampshire e Massachusetts tramite le pubblicazioni di Ralph Page. Il repertorio di Doo Dar è documentato in Vermont.

- Altre versioni: la Sicilian Circle di Rickey Holden è legata al Texas (San Antonio Recreation Department, 1948-1952); la melodia è stata adottata da gruppi di North West Morris inglesi; la line dance omonima circola nei circuiti country internazionali.
- Italia: la singing square non risulta praticata nei circuiti balfolk né nei gruppi di danza popolare italiani. Il brano invece è noto - decontestualizzato dalla matrice minstrel - come canzone per l’infanzia, pezzo pianistico didattico, motivetto dei cartoni animati e cover eurodance. L’unica traccia di un uso coreutico italiano è una testimonianza orale raccolta su H-Net per la Puglia, dove il brano sarebbe stato impiegato per «danze selvagge e divertenti» in un contesto ricreativo moderno: ricezione curiosa, non tradizione locale.
- Epoca e anno di riferimento #
- 1849: composizione del brano, secondo parte delle fonti.
- Febbraio 1850: prima edizione a stampa (F. D. Benteen, Baltimora); la copertina indica l’esecuzione da parte dei Christy & Campbell Minstrels e dei New Orleans Serenaders.
- 1852: riedizione con accompagnamento di chitarra, The Celebrated Ethiopian Song / Camptown Races.
- 1911: prima incisione fonografica documentata (Billy Murray con l’American Quartet).
- 1942: la singing square figura nel programma dell’IOCA Barn Dance come «Doodah, Doodah-Day (Camptown Races)».
- 1951: pubblicazione della versione Sicilian Circle di Rickey Holden.
- Novembre 1953: Doodah Camptown Races in Northern Junket (Vol. 4, No. 4; una versione precedente nel numero del mese prima).
- Agosto 1989: registrazione di Doo Dar da parte di Dudley Laufman.
- Le due coreografie Camptown Races (1) e (2) di Vitrifolk non hanno datazione documentata; la line dance di Kimberley Bounds è creazione contemporanea.
Danza sociale e ricreativa, pensata per far ballare insieme generazioni diverse:
- Serate di square dance del New England, nelle Grange Hall di paese e nei campi estivi. La registrazione del 1989 nasce dalla reunion per il 50° anniversario dei Farm & Wilderness Camps di Plymouth, dove i campeggiatori erano accompagnati alle Old Time Vermont Square Dances di Linn Cady.
- Barn dance, play-party e feste comunitarie rurali, con il caller che canta le figure sulla melodia.
- Circuito universitario statunitense (IOCA) e repertorio didattico per bambini, dove la melodia serve da impalcatura per apprendere le figure di base.
- Inghilterra: processioni e uscite di North West Morris. Circuiti country: serate di line dance.
- Italia: nessuna funzione sociale documentata, né rituale né calendariale.
- Storia e origine #
La canzone. Stephen Collins Foster (1826-1864) la scrisse per il palcoscenico minstrel, con struttura a solista e interventi corali e un inglese afroamericano imitato («de», «gwine»). Richard Crawford (America’s Musical Life) vi legge il modello di Old Dan Tucker di Dan Emmett: contrasto fra registro acuto e voce grave, esagerazione comica, call and response, sincope - ma con una melodia più «jaunty and tuneful» (“allegra e melodiosa”).
Il genere nacque sotto il segno del blackface: la popolarità del brano non cancella quel dispositivo scenico, e la scheda lo ricorda come parte necessaria della sua storia. Richard Jackson la definì «uno dei gioielli dell’era minstrel».
L’enorme circolazione ne fece un brano autonomo dai teatri: repertorio domestico, scolastico e militare (fu cantata da entrambi gli schieramenti nella Guerra di Secessione), poi old-time e folk revival.
Gli usi coreutici. Non discendono da una coreografia ottocentesca coeva al brano: sono riusi funzionali della melodia, maturati nel revival della square dance new-englandese tra anni Trenta e Cinquanta, quando i caller costruirono routine cantate su motivi orecchiabili. Da qui la singing square Doo Dar, la Sicilian Circle di Holden (1951), le coreografie didattiche dei manuali angloamericani e, più tardi, la line dance.
Tre livelli da tenere distinti: la canzone, documentata negli archivi; le coreografie costruite sulla sua melodia, documentate una per una; le versioni didattiche dei repertori internazionali. La melodia è stata accostata anche alla sea shanty Banks of Sacramento (corsa all’oro californiana, 1849): il rapporto resta incerto.
- Note etnocoreologiche #
Non esiste «la» coreografia di Camptown Races: esistono versioni documentate, da non fondere in un’unica descrizione.
Doo Dar / Doodah (Vermont)
- Singing square su quadrato di quattro coppie: il caller canta le figure sulla melodia e il ritornello collettivo fa da collante del gruppo.
- Figure ricorrenti: allemande, grand right and left, promenade, cerchi a tre e a quattro, forward and back di sei, scambi di partner, passo camminato e buzz-step.
- Il testo completo della chiamata non è liberamente accessibile: la documentazione online non riproduce l’intera sequenza.
Camptown Races (1) (Vitrifolk)
- Square dance classica con saluti, allemande, English chain, promenade, cerchi a tre e a più coppie, passaggi sotto gli archi delle braccia e cambi di partner.
Camptown Races (2) (Vitrifolk)
- Quattro coppie a quadrato, rivolte al centro; allemande left, grand right and left, promenade, cerchi a quattro e a tre danzatori, figure progressive con cambio temporaneo di partner; passo camminato e buzz-step.
Sicilian Circle (Rickey Holden, 1951)
- Grande cerchio di coppie affrontate - ogni due coppie formano un quadrato - con progressione lungo il cerchio.
Altre pratiche
- Contra dance di Jaap Krug: heys, down-the-hall, gypsy.
- North West Morris inglese: formazioni processionali.
- Line dance moderna di Kimberley Bounds: 32 conti, 2 muri, livello Improver, con heel jack, shuffle, pivot, hip bumps.
Cinesica ricorrente. Le versioni tradizionali privilegiano camminata, galoppo esagerato, battito delle mani e delle ginocchia, cerchi e catene delle dame: scelte motorie coerenti con l’immaginario ippico del testo. Nelle versioni per la scuola il ritornello funziona da frase di risposta mimico-ritmica, con battimani sull’esclamazione «Doo-dah!» e giro di coppia prima della ripresa.
- Divulgatori e gruppi di riferimento #
- Stephen Collins Foster (1826-1864), autore di parole e musica.
- Christy’s Minstrels (E. P. Christy): primi interpreti e divulgatori scenici, 1850.
- Linn Cady (talvolta Lynn): dance master della Sherburne Center Grange Hall, Vermont; dal suo repertorio proviene Doo Dar.
- Dudley Laufman: figura centrale della documentazione e della diffusione delle square dance del New England; ha condotto e registrato Doo Dar nell’agosto 1989, con Jacqueline Gilman Laufman al violino e Tony Parkes al pianoforte.
- Ralph Page: caller e animatore editoriale; ne dà conto in Northern Junket (1953).
- Rickey Holden: autore della versione Sicilian Circle (San Antonio, 1951).
- Helen e Peter Kennedy (Square Dances of America; Singing Squares, Caller’s Manual No. 2, c. 1942) ed Edwards Music Company (America’s Most Popular Square Dances and Calls, 1943).
- Michael Herman’s Folk Dance Orchestra: incisione didattica del brano come musica per Sicilian Circle negli anni Quaranta-Cinquanta.
- IOCA Barn Dance 1942: circuito universitario del Nord-Est, che porta la danza a un pubblico giovane.
- Kimberley Bounds (line dance), Jaap Krug (contra).
- Italia: nessun gruppo o insegnante documentato che proponga questa singing square.
- Formazione e tipologia #
- Formazione prevalente: quadrato di quattro coppie (four-couple square set), danzatori rivolti verso il centro.
- Varianti: Sicilian Circle, cerchio di coppie affrontate che progredisce; longways per la contra dance; formazione in linea, muro a muro, per la line dance; file processionali nel North West Morris.
- Tipologia: danza di gruppo cantata - singing square / singing call -, mixer con cambio di partner, danza di animazione e contraddanza didattica. Non è una longways inglese né una danza di coppia chiusa.
- Struttura della danza #
Nessuna struttura unica codificata: la sequenza dipende dalla versione.
Doo Dar - schema standard della singing square
- Introduzione – figura per le teste (due volte) – break centrale – figura per i lati (due volte) – closer.
- Ogni figura occupa 64 battiti (32 misure).
- La figura di chiamata più nota, Forward Up Six, prevede progressione delle coppie, cerchi a tre e a quattro, forward and back di sei, scambi e promenade, ripetuti per ciascuna coppia.
Sicilian Circle
- Sequenza semplificata, spesso usata con i bambini: avanti e indietro, cerchio, catena delle dame, swing.
Versioni didattiche
- Strofa di avanzamento e arretramento (forward and back) con do-si-do e promenade, alternata al ritornello con battimani sull’esclamazione «Doo-dah!» e giro di coppia o cambio di partner.
Non si riportano conteggi o sezioni non documentati.
- Metro e struttura musicale #
- Metro: 2/4 nelle trascrizioni originali (Allegro vivace); 4/4 in molte edizioni didattiche, per comodità di lettura.
- Forma: canzone strofica con ritornello; frasi di 8 misure, forma AABB tipica delle plantation melodies di Foster, con alternanza solista/coro.
- Ritornello: «Gwine to run all night / all day» con interiezioni «Doo-dah!».
- Andamento: brillante e incalzante, tempo di reel o di marcia veloce (stime intorno a 116-128 BPM); nei contesti di danza moderna è talvolta reso come polka.
- Versione coreutica (2) di Vitrifolk: sezione A di 8 misure in 2 tempi ripetuta due volte; sezione B di 8 misure in 2 tempi eseguita quattro volte. Indicazioni valide per quella versione, non per ogni arrangiamento.
- Line dance: frase di 32 conti.
- Strumenti e stile musicale #
- Prima edizione (1850): voce solista, coro SATB e pianoforte.
- Organico minstrel: banjo, violino, tamburello (tambo), ossa (bones), con interiezioni corali.
- Square dance e folk dance: fiddle, banjo a cinque corde, chitarra, contrabbasso, pianoforte, fisarmonica; square dance band e old-time string band.
- Registrazione Doo Dar (1989): violini, pianoforte e altri contributi strumentali, con sonorità sintetizzate aggiunte in post-produzione.
- North West Morris: concertina, fisarmonica, strumenti a fiato, tamburi processionali.
- Stile: sincopato, bouncy, con call and response; «jauntily tuneful» secondo Crawford.
- Autori e compositori #
- Stephen Collins Foster (1826-1864): parole e musica. Prima edizione F. D. Benteen, Baltimora, febbraio 1850; riedizione con chitarra nel 1852.
- Nessun coreografo tradizionale documentato. La versione Sicilian Circle è attribuita a Rickey Holden (1951); l’attribuzione circolata tramite Dancilla non è verificata, e la fonte più antica (Douglas & Kennedy) precede i viaggi europei di Holden.
- Doo Dar: sono documentati il repertorio di Linn Cady e la registrazione di Dudley Laufman; da questi dati non si deduce la paternità originaria della coreografia.
- Autori moderni: Kimberley Bounds (line dance), Jaap Krug (contra).
- Aneddoti e curiosità #
- Il villaggio che cambiò nome: Camptown, nel New Jersey, divenne Irvington nel 1852 - la tradizione vuole per iniziativa della moglie del postmaster (il direttore dell’ufficio postale), imbarazzata dall’associazione con un brano ritenuto licenzioso; la scelta omaggia Washington Irving.
- I quarantanovini: durante la corsa all’oro californiana (1849–1850), il brano divenne l’inno non ufficiale dei cercatori d’oro, detti Forty-Niners, che si riunivano attorno ai fuochi di bivacco.
- Gare omonime: dal 1965 circa la zona di Camptown, in Pennsylvania, celebra la canzone con corse podistiche (Camptown Race 10 e 5 km), che nulla hanno a che vedere con la danza.
- Foghorn Leghorn: il gallo dei Looney Tunes canticchia il motivo in 28 corti tra 1946 e 1963.
- Il coro di Wembley: la melodia è alla base del coro calcistico inglese «Two World Wars and One World Cup».
- Mezzogiorno e mezzo di fuoco (Blazing Saddles, 1974): nella celebre scena del cantiere ferroviario, i lavoratori neri cantano Camptown Races dopo la richiesta dei capisquadra bianchi; il coro dei lavoratori bianchi si unisce poi al ritornello. L’episodio usa il brano per smontare satiricamente gli stereotipi razziali del repertorio minstrel.
- La registrazione del 1989: conserva anche le spiegazioni introduttive di Laufman su Linn Cady e sulla provenienza del repertorio.
- Presenza nei media e nella cultura di massa #
Il brano è onnipresente:
- prime incisioni e biopic: Billy Murray con l’American Quartet (1911), Swanee River (1939) con Al Jolson, Il canto del fiume (1940), La gioia della vita (1950) con Bing Crosby.
- animazione: Looney Tunes / Merrie Melodies, con Foghorn Leghorn e con il finale in blackface de La lepre sfacciata, oggi tagliato dalle trasmissioni.
- cinema e TV: Mezzogiorno e mezzo di fuoco (Blazing Saddles), Riding High, Sweet Savage, Stepfather - Il patrigno; I Simpson (stagione 7, ep. 16, Chief Wiggum).
- musica colta: Louis Moreau Gottschalk, Grotesque Fantasie «The Banjo» op. 15 (1855); Charles Ives, Sinfonia n. 2 (1909).
- pop: la cover eurodance DooDah! dei danesi Cartoons (1998, top 10 europea, n. 3 in Danimarca); The Ghost of Stephen Foster dei Squirrel Nut Zippers (1998); il musical Paradise Square (2019).
La danza ha presenza documentata solo negli archivi specializzati - Square Dance History Project, Northern Junket, biblioteca della NVS olandese, Ceder.net, SoCal Folk Dance - e nei repertori di square dance e line dance: fuori da quel circuito non ha penetrazione nella cultura di massa.
- Difficoltà e adattamenti #
- Livello: basso, da principianti; è tra le musiche usate per introdurre la square dance ai bambini e ai nuovi ballerini.
- Prerequisiti della singing square: figure di base (allemande, grand chain, promenade, do-si-do, swing) e capacità di seguire la chiamata cantata.
- Sicilian Circle: familiarità con la formazione a cerchio di coppie affrontate. Contra: heys, down-the-hall, gypsy. Line dance: livello Improver, per la presenza di heel jack e pivot.
- Adattamenti: la melodia è impiegata di frequente nella didattica primaria per la sua memorabilità e la struttura simmetrica; nella nostra pratica con i principianti le versioni si riducono a camminata, galoppo, battimani e cerchi.
- Italia: non risultano adattamenti didattici locali né versioni in italiano della chiamata.
- Note di ricerca e fonti #
Impianto della scheda. Distinguiamo tre livelli: la canzone, documentata negli archivi (Library of Congress, Lester S. Levy Sheet Music Collection, University of Toronto, guida Foster della Library of Congress); le singole coreografie attestate (Square Dance History Project, Northern Junket, Rickey Holden 1951, Vitrifolk); le versioni didattiche dei repertori internazionali.
Discrepanze rilevate tra le risposte analizzate
- Natura del brano-danza. Le fonti librarie (Casey, Burchenal, Shaw) presentano Camptown Races come square dance e circle mixer codificati, con struttura strofa/ritornello e battimani. Le ricerche d’archivio mostrano invece che non esiste una coreografia unica con questo nome: esistono versioni nominate e databili. Nel testo principale abbiamo tenuto la seconda tesi, conservando la prima come tradizione didattica documentata dai manuali.
- Data: composizione 1849, pubblicazione febbraio 1850; alcune schede indicano il 1850 anche come anno di composizione.
- Metro: 2/4 originale contro 4/4 delle edizioni didattiche; il valore di 116-128 BPM è una stima, non un dato d’archivio.
- Toponimo: Camptown in Pennsylvania (Bradford County) come riferimento del testo; Camptown nel New Jersey, ribattezzata Irvington nel 1852. Le due località vengono talvolta sovrapposte.
- Grafia del maestro di danza: Linn Cady nelle fonti d’archivio, Lynn Cady in parte della divulgazione.
- Attribuzioni: la Sicilian Circle a Rickey Holden è riferita da Dancilla, ma la fonte più antica (Douglas & Kennedy) la precede; la paternità resta non verificata. Doo Dar e le due versioni Vitrifolk non vanno identificate automaticamente tra loro né con la contra di Jaap Krug.
- Omonimie: Camptown Hornpipe (Hurst, 1872) è una figura di quadriglia distinta; le corse podistiche omonime non sono danze.
- Italia: nessuna attestazione documentale di una pratica continuativa nei circuiti balfolk e di danza popolare; non si può escludere un insegnamento occasionale. L’unica traccia è la testimonianza orale su H-Net relativa alla Puglia, da trattare come ricezione ricreativa moderna e non come tradizione locale.
Punti aperti. Il testo completo della chiamata di Doo Dar non è disponibile online: chi possiede Northern Junket Vol. 4 No. 4 (1953), appunti di stage di Laufman, Page o Cady, o memorie dirette della Sherburne Center Grange Hall è invitato a contribuire. Lo stesso vale per i dettagli coreutici della contra di Jaap Krug e per eventuali programmi di serate italiane.
Questa danza compare in 1 DVD:
Coreografia#
Note d’archivio#
Riferimenti e link#
- [1]Camptown Races - esecuzione danzata, DVD 006 (Archivio Siriano Tondini)Esecuzione di riferimento documentata dall’archivio, registrata nel DVD 006 alla Videoteca storica Battilani: la sequenza comincia a 1:51 dall’inizio del video.
- [2]Doo Dar - Dudley Laufman (Square Dance History Project)Registrazione audio (3:53) della singing square Doo Dar, agosto 1989: chiamata e violino di Dudley Laufman, Jacqueline Gilman Laufman al violino, Tony Parkes al pianoforte; repertorio di Linn Cady, Sherburne Center Grange Hall, Vermont.
- [3]Camptown Races - Wikipedia (EN)Storia del brano di Foster: febbraio 1850, F. D. Benteen, Christy’s Minstrels, Roud 11768, Camptown in Pennsylvania e nel New Jersey; bibliografia (Jackson, Crawford, Studwell).
- [4]Gwine to Run All Night, or, De Camptown Races - Library of CongressPrima edizione musicale del 1850, fonte primaria per titolo originale, data, autore, organico e contesto minstrel.
- [5]Foster’s Plantation Melodies. No. 3. Camptown Races - Lester S. Levy Sheet Music CollectionArchivio della Johns Hopkins University con la partitura originale, i dati editoriali e l’organico della composizione.
- [6]Camptown races - Library of Congress, edizione del 1852Edizione musicale pubblicata a Baltimora da F. D. Benteen and Co., classificata fra i canti con chitarra e la musica minstrel.
- [7]Gwine to Run All Night, or, De Camptown Races - Representative Poetry Online, University of TorontoScheda documentaria con testo originale e indicazioni sulla struttura strofica e sul ritornello.
- [8]Squares from Northern Junket - indice a cura di Colin HumeIndice delle singing squares e quadrilles pubblicate da Ralph Page in Northern Junket (1949-1984); attesta Doodah Camptown Races in Vol. 4 No. 4, novembre 1953.
- [9]Rickey Holden - Master Teacher Profile (SoCal Folk Dance)Biografia di Rickey Holden, con conferma bibliografica del manuale The Square Dance Caller (San Antonio, 1951), dove è pubblicata la versione Sicilian Circle.
- [10]Square Dance History Project - IOCA Barn Dance 1942Programma del barn dance del 1942: attesta DOODAH, DOODAH-DAY (Camptown Races) nel repertorio di singing square già all’inizio degli anni Quaranta.
- [11]Camptown Races (1) - VitrifolkDescrizione coreografica della prima versione omonima, classificata come square dance statunitense: formazione e successione delle figure.
- [12]Camptown Races (2) - VitrifolkSeconda descrizione coreografica, con formazione a quattro coppie, figure, passi e indicazioni musicali.
- [13]Camptown Races (1) - Traditional Tune ArchiveNotizie sulla melodia come air e polka e sul suo impiego in country dance, North-West Morris e square dance.
- [14]Camptown Races (Kimberley Bounds) - CopperKnobStepsheet della line dance moderna a 32 conti, 2 muri, livello Improver.
- [15]Camptown Races - Dancilla WikiVoce di wiki specializzata: discussione dell’attribuzione, non verificata, a Rickey Holden e rimandi ai manuali di square dance.
- [16]Betty Casey, International Folk Dancing U.S.A., University of North Texas Press, 1981/2000 (sezione American Square & Circle Dances)Manuale di riferimento per le danze americane in cerchio e in quadrato diffuse nei repertori didattici internazionali.
- [17]Elizabeth Burchenal, American Country Dances, G. Schirmer, New York, 1918Raccolta storica di danze di campagna americane, tra le fonti della codificazione didattica novecentesca.
- [18]Helen e Peter Kennedy, Square Dances of America / Singing Squares, Caller’s Manual No. 2, Novello, c. 1942 (nuova edizione 1965)Manuali angloamericani che includono esplicitamente Camptown Races fra le singing squares; la descrizione completa è nell’edizione 1965.
- [19]Phil Jamison, Hoedowns, Reels, and Frolics: Roots and Branches of Southern Appalachian Dance, University of Illinois Press, 2015Studio sulle radici delle danze degli Appalachi e sulla circolazione delle melodie da ballo di tradizione angloamericana.
- [20]Mark Knowles, The Wicked Waltz and Other Scandalous Dances, McFarland, 2009Storia sociale delle danze «scandalose» del XIX secolo e del loro contesto culturale.
- [21]H-Net Discussion: Camptown Races in PugliaTestimonianza orale sull’uso del brano in Puglia per danze ricreative: ricezione italiana particolare, non una tradizione coreutica locale.
- [22]CAMPTOWN RACES (1850) ~ Words and music by Stephen Foster - 2nd South Carolina String BandEsecuzione del brano originale in stile period: base musicale di riferimento per le versioni cantate e per la singing square.
- [23]Camptown Races - Mother Goose Club Rhymes for KidsVersione per l’infanzia: documenta la circolazione del brano come filastrocca e canzone didattica, molto oltre la pratica coreutica.












