Video#
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Una fila di coppie, i cavalieri dietro le dame, tutti rivolti verso la stessa parete. Poi le dame si girano, gli uomini restano fermi, e la fila si scioglie in un ballo di coppia, in posizione chiusa, tra spostamenti laterali e rotazioni. È il ricordo più nitido di Capri, la danza collettiva che abbiamo ricevuto dallo stage CEMEA di Capodimonte del 1993 e che oggi presentiamo sulla musica di Isle of Capri, nell’incisione orchestrale di Billy Vaughn.
La nostra ipotesi di lavoro è che Capri sia molto probabilmente una semplificazione, un adattamento didattico maturato nel laboratorio CEMEA a partire dalla coreografia Isle of Capri, documentata nel repertorio delle danze collettive nordamericane.
Il titolo e la musica coincidono, e alcuni elementi motori - il grapevine, il passaggio in posizione chiusa - sembrano imparentati. Manca però il documento che chiuda il cerchio: nessun programma, nessuna dispensa e nessuna registrazione dello stage confermano la derivazione, e non conosciamo il nome di chi insegnò la danza.
Per questo la scheda tiene distinte con cura le fonti storiche dalla memoria. Se avete partecipato a quello stage, conservate materiali didattici o ricordate una versione diversa, scriveteci dalla pagina contatti: è così che un archivio vivo ricostruisce la propria storia.
Scheda sintetica#
- Nome proprio #
- Capri. Il nome vive nella copertina scritta da Siriano Tondini che produsse questo documento video al laboratorio CEMEA di Capodimonte nel 1993. Una danza omonima, Isle of Capri, è documentata nella letteratura delle danze collettive nordamericane: non è però dimostrato che la versione CEMEA discenda direttamente da quella coreografia.
- Altri nomi e varianti #
Sotto il titolo Isle of Capri circolano coreografie diverse, tutte sulla stessa musica:
- Isle of Capri nella raccolta di Alex Mulligan: grande cerchio, grapevine laterale, dos-à-dos, two-step e progressione verso le coppie successive.
- Capri Square, attribuita a Muriel Peck e presentata nel 1953 durante una lezione di Lloyd Shaw: una square dance con figure collettive e formazione differenti.
- Isle of Capri Mixer di Bob Howell (dicembre 2006): grapevine, dos-à-dos, quattro two-step in posizione chiusa e cambio di partner.
- La variante CEMEA ricordata nel 1993, che non coincide integralmente con nessuna di queste descrizioni.
- Traduzione e significato #
- Isle of Capri significa letteralmente «Isola di Capri». Il titolo della canzone rimanda all’isola italiana, ma il nome della danza è legato alla composizione musicale: non è, di per sé, una prova di origine caprese o italiana della coreografia.
- Area geografica e provenienza #
La documentazione coreografica appartiene soprattutto all’ambito delle danze sociali e delle folk dance nordamericane, statunitensi e canadesi. La variante che ci interessa proviene invece dall’esperienza didattica CEMEA di Capodimonte, in Italia, nel 1993.
Non sappiamo dove sia stata elaborata la variante né per quale via sia arrivata allo stage italiano. La coincidenza con una canzone dedicata a Capri non va confusa con una provenienza geografica italiana della danza: il legame con l’isola è nel titolo, non nella tradizione. Il punto di riferimento resta la famiglia di danze nate su Isle of Capri, mentre il nostro esemplare è un adattamento italiano da laboratorio.

- Epoca e anno di riferimento #
Le date che ci aiutano a orientarci:
- 1934: composizione di Isle of Capri.
- giugno 1953: Capri Square di Muriel Peck, presentata durante una lezione di Dr. Lloyd Shaw.
- 1958-1959: incisione di Billy Vaughn, pubblicata e poi distribuita come singolo.
- 1960-1970: Isle of Capri nella raccolta di Alex Mulligan per gli allievi di Toronto.
- dicembre 2006: versione mixer di Bob Howell.
- 1993: stage CEMEA di Capodimonte, la testimonianza da cui parte questa scheda.
L’anno di elaborazione della variante CEMEA e la sua eventuale circolazione precedente non sono documentati.
Le versioni nordamericane appartengono al repertorio delle danze sociali e ricreative, pensate per la partecipazione collettiva; le versioni mixer favoriscono l’incontro tra i danzatori e prevedono il cambio di partner.
La variante CEMEA si colloca nel contesto educativo e ricreativo degli stage di formazione e animazione. La sua struttura - una prima parte di gruppo, una seconda parte in coppia - accompagna chi balla dal movimento coordinato all’interazione tra i partner: un passaggio graduale, rassicurante, adatto a chi si avvicina alla danza.
- Storia e origine #
La storia della danza va tenuta distinta da quella della musica. Isle of Capri è una canzone del 1934, composta da Wilhelm Grosz su testo di Jimmy Kennedy; ebbe larga circolazione internazionale e fu interpretata da moltissime orchestre. L’incisione di Billy Vaughn, nostro riferimento sonoro, è del 1958, con una successiva diffusione discografica nel 1959.
Sul fronte coreografico:
- 1953: Capri Square di Muriel Peck, presentata nel giugno durante una lezione di Lloyd Shaw con il disco Lloyd Shaw X-53; una square dance con figure proprie.
- 1960-1970: Isle of Capri nella raccolta di Alex Mulligan, in grande cerchio, con coppie frontali, grapevine laterali, dos-à-dos, two-step e passaggio alle coppie successive.
- 2006: la versione mixer di Bob Howell.
- 1993: la variante CEMEA, con formazione iniziale in tandem - cavalieri dietro le dame, tutti verso la stessa direzione - poi rotazione delle dame, uomini fermi, e parte finale in posizione chiusa con spostamenti laterali e rotazioni.
L’ipotesi più ragionevole è quella di un adattamento didattico della famiglia di danze legate a Isle of Capri, ma non esistono documenti sufficienti per stabilire una derivazione diretta dalla versione di Mulligan o da quella di Howell.
- Note etnocoreologiche #
Il caso è esemplare: una stessa composizione musicale riutilizzata per strutture coreografiche molto diverse - una circle and line dance nella raccolta di Mulligan, una square dance con Capri Square, un mixer progressivo con Howell, e infine l’adattamento CEMEA.
La variante CEMEA parte da un’organizzazione dei ballerini in posizione tandem: il cavaliere dietro la dama; posizione che in letteratura si può descrivere come tandem o shadow position, senza attribuirle significati simbolici o rituali. Il passaggio alla posizione frontale e poi a quella chiusa trasforma la relazione tra i partner: dal movimento parallelo e coordinato si arriva all’interazione di coppia. La sequenza ricorda i procedimenti didattici delle danze collettive di animazione, dove figure semplici e ripetitive facilitano la partecipazione.
Non è possibile, però, ricondurre questa struttura a una tradizione etnica o regionale. Le informazioni sulla variante derivano dalla testimonianza video e dal nome scritto da Siriano, non da una notazione coreografica originale.
- Divulgatori e gruppi di riferimento #
Per il versante nordamericano:
- Alex Mulligan, autore della raccolta di danze e chiamate per i suoi allievi di Toronto.
- Muriel Peck, autrice di Capri Square (1953).
- Bob Howell, autore della versione mixer del 2006.
- Dr. Lloyd Shaw, riferimento didattico della presentazione di Capri Square.
Per la variante italiana il riferimento è lo stage CEMEA di Capodimonte 1993 con Jac Vivant. Il CEMEA del Lazio descrive oggi le proprie danze collettive come frutto di una ricerca maturata nel tempo, con finalità educative, ludiche e partecipative: una cornice metodologica utile, che non prova però nulla sulla provenienza di questa specifica coreografia.
- Formazione e tipologia #
Nella versione fatta a questo stage, la formazione iniziale è fatta di file di danzatori in tandem: il cavaliere dietro la dama, tutti rivolti verso una stessa parete. Non sono documentati il numero di coppie per fila né la distanza esatta tra i partecipanti.
Nella seconda parte le dame si girano verso i cavalieri, che restano fermi, e le coppie prendono una posizione chiusa da ballo sociale. La tipologia è quindi quella di una danza collettiva che passa da una formazione in linea a una danza di coppia. Vale per la variante del 1993, non per la formazione circolare descritta da Mulligan.
- Struttura della danza #
La ricostruzione, affidata alla memoria del partecipante, individua due sezioni.
- Prima sezione. Danzatori su file, cavalieri dietro le dame, sguardo verso la stessa direzione. Movimenti laterali riconducibili al grapevine, con passi incrociati e spostamenti a destra e a sinistra.
- Seconda sezione. Le dame ruotano di 180 gradi e si trovano di fronte ai cavalieri, che restano fermi. Si passa alla posizione chiusa: spostamenti laterali a destra e a sinistra, accompagnati da rotazioni sul posto.
Un partecipante allo stage ricorda vagamente una scansione ritmica assimilabile a «1, 2, 1-2-3», ma la sequenza esatta dei passi, il numero di battute, le ripetizioni e l’ordine completo delle figure va ricostruito basandosi sul video.
La versione di Mulligan è diversa: grapevine laterale, dos-à-dos, two-step e passaggio alla coppia successiva in formazione circolare.
- Metro e struttura musicale #
Isle of Capri nasce nel 1934 nel solco della canzone popolare orchestrale internazionale, con un andamento di tango-foxtrot e una struttura regolare, adatta al ballo sociale. L’incisione di Billy Vaughn indicata come riferimento dura circa 2 minuti e 17 secondi nelle edizioni discografiche documentate.
Chi ha partecipato allo stage ricorda un andamento swing moderato e comodo, adatto a movimenti non veloci.
- Strumenti e stile musicale #
Il riferimento è la versione orchestrale di Billy Vaughn, nel solco della musica leggera orchestrale americana degli anni Cinquanta: arrangiamento melodico, andamento regolare, il caratteristico impiego di sassofoni in coppia e orchestrazioni di facile ascolto.
Non è una registrazione di musica tradizionale caprese, né una testimonianza musicale proveniente dall’isola: è musica internazionale di consumo, scelta per ballare.
- Autori e compositori #
- Musica: Wilhelm Grosz (1894-1939), compositore austriaco noto anche come Will Grosz.
- Testo: Jimmy Kennedy (1902-1984), paroliere britannico.
- Pubblicazione: Isle of Capri, 1934.
- Interprete della registrazione di riferimento: Billy Vaughn and His Orchestra.
- Coreografia CEMEA: autore non documentato.
- Aneddoti e curiosità #
Il titolo Isle of Capri ha contribuito a diffondere nel mondo l’immagine musicale dell’isola italiana. La canzone, composta nel 1934, fu interpretata da innumerevoli artisti e orchestre e divenne un motivo riconoscibile anche fuori dal repertorio italiano.
La stessa melodia è stata usata per coreografie molto diverse - una circle and line dance, una square dance, versioni mixer e di ballo sociale fino al nostro adattamento didattico. È la prova più bella di come, nel repertorio delle danze collettive, una melodia possa essere adottata e piegata a strutture motorie e formative differenti.
- Presenza nei media e nella cultura di massa #
Isle of Capri è una canzone internazionale del 1934, interpretata da numerose orchestre. La versione di Billy Vaughn, pubblicata alla fine degli anni Cinquanta, è diventata una delle registrazioni strumentali più riconoscibili del brano.
La musica compare anche nei repertori di folk dance e square dance, dove è stata utilizzata per coreografie differenti; lo testimoniano schede di danza, raccolte di chiamate e repertori discografici. Della variante CEMEA, invece, non è documentata alcuna presenza nei media né registrazioni audiovisive pubbliche.
- Difficoltà e adattamenti #
La danza sembra adatta a un pubblico eterogeneo e a partecipanti con esperienza limitata:
- la prima sezione chiede soprattutto coordinazione spaziale, orientamento rispetto alla parete di riferimento e capacità di eseguire passi laterali incrociati;
- il passaggio frontale richiede attenzione alla rotazione della dama e alla formazione della coppia;
- la parte finale domanda coordinazione reciproca negli spostamenti laterali e nelle rotazioni sul posto.
Il ritmo moderato dell’incisione di Billy Vaughn rende plausibile un’esecuzione comoda, coerente con il ricordo dello stage. Non sono documentati adattamenti didattici ufficiali, variazioni regionali italiane o indicazioni tecniche originali del CEMEA.
- Note di ricerca e fonti #
La ricerca ha individuato una famiglia di coreografie legate alla canzone Isle of Capri, ma non un documento che dimostri la derivazione diretta della variante CEMEA dalla versione di Alex Mulligan. La coreografia di Mulligan è una danza in grande cerchio con grapevine, dos-à-dos e progressione; la variante ricordata nel 1993 parte invece da file in tandem e prosegue in coppia, in posizione chiusa. La coincidenza musicale e alcuni elementi motori suggeriscono una parentela o un adattamento - è la premessa di questa scheda - ma l’ipotesi resta da verificare.
La testimonianza dello stage di Capodimonte del 1993 è la nostra fonte orale diretta. Non abbiamo reperito programmi originali, dispense, schede coreografiche o registrazioni dello stage: un vuoto che riguarda tanto la variante quanto il nome del suo insegnante.
Sul piano italiano la questione è netta. La specifica coreografia Capri non ha riscontri bibliografici né una diffusione significativa nei circuiti balfolk o nei festival di danze popolari: non è una danza tradizionale italiana e non si può attribuirle una diffusione nazionale. L’unica traccia italiana della variante è quella conservata dal nostro archivio, con la registrazione del DVD 006 e la memoria dei partecipanti. Più che di una danza nota, quindi, per ora si tratta di una esclusiva di repertorio dell’Archivio Siriano; la famiglia Isle of Capri è invece ampiamente documentata fuori dall’Italia, in ambito nordamericano.
La scheda resta aperta: testimonianze di partecipanti, nomi degli insegnanti, dispense originali e video della danza permetterebbero di ricostruire con precisione la variante CEMEA. Chi avesse informazioni diverse può scriverci dalla pagina contatti.
Questa danza compare in 1 DVD:
Coreografia#
Note d’archivio#
Riferimenti e link#
- [1]Isle of Capri - Billy Vaughn and His OrchestraRegistrazione musicale riconosciuta dal partecipante come la musica della danza. Riferimento sonoro principale.
- [2]Alex Mulligan’s Collection of Square Dance Calls - Canadian Olde Tyme Square Dance AssociationIndice della raccolta di Alex Mulligan, compilata per gli allievi di Toronto tra il 1960 e il 1970: Isle of Capri a pagina 8, categoria circle and line (contra) dances.
- [3]Isle of Capri - descrizione coreografica di Alex MulliganGrande cerchio, grapevine laterale, dos-à-dos, two-step e progressione verso la coppia successiva. Utile per il confronto con la variante CEMEA.
- [4]Five Years of Square Dancing - Capri Square di Muriel PeckDocumento storico su Capri Square, presentata da Muriel Peck durante la lezione di Lloyd Shaw del giugno 1953, con il disco Lloyd Shaw X-53.
- [5]Isle of Capri - Bob Howell, Northeast Square Dancer, dicembre 2006Versione mixer con grapevine, dos-à-dos, four two-steps in posizione chiusa e cambio di partner.
- [6]Folk Dance Database - Isle of CapriDatabase internazionale che registra Isle of Capri come danza americana e round dance, con riferimenti a Billy Vaughn, a una versione mixer e a una round dance.
- [7]Isle of Capri - dati discografici di Billy VaughnRiferimento discografico della registrazione di Billy Vaughn, pubblicata nel 1958 e distribuita come singolo nel 1959; riporta gli autori Jimmy Kennedy e Will Grosz.
- [8]Billy Vaughn - Kentucky Music Hall of FameProfilo biografico del direttore d’orchestra e arrangiatore, utile per contestualizzare il suo stile orchestrale e la sua attività discografica.
- [9]Laboratori di Danze Popolari - CEMEA del LazioPresentazione del metodo CEMEA per le danze collettive, con attenzione alla partecipazione, alla socializzazione e alla dimensione educativa. Contesto metodologico, non documento dello stage del 1993.












