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Cerchio Circasso - Danza mixer scozzese

Video
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C’è una danza che apre quasi ogni festa folk, che accoglie chiunque e che non chiede esperienza: solo la voglia di stringersi per mano e girare insieme. È il Circolo Circasso, il grande cerchio di coppie che avanza verso il centro e si ritrae come una marea, che si separa e si ritrova, che a ogni ripetizione mette ognuno accanto a una persona nuova. Chi entra in quel cerchio non è spettatore: è subito parte del gioco.

Il nome rimanda alla Circassia, ma il Caucaso c’entra poco. Questa è una danza britannica: nasce fra la Scozia e il nord dell’Inghilterra, nelle sale di società e nelle feste di comunità dell’Ottocento, quando la moda europea amava battezzare le danze con nomi esotici. Poi il Novecento l’ha semplificata, il revival folk francese l’ha fatta viaggiare e il balfolk l’ha adottata come biglietto da visita.

Nella nostra pratica la incontriamo sempre in prima serata, quando la sala è ancora fatta di sconosciuti: è la danza con cui si rompe il ghiaccio e si ricorda che la tradizione resta viva solo se si trasmette di mano in mano. Anche in Italia ha messo radici profonde: da Torino a Palermo è una delle prime cose che si insegnano, e qui è conosciuta anche come “Canadese”, secondo un soprannome che nessuna fonte ha ancora spiegato davvero.

Scheda sintetica
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Nome proprio #
Circassian Circle. In italiano la forma corrente e corretta è Circolo Circasso, o Cerchio Circasso. La forma “circassiano”, diffusa nel torinese e nel milanese, è impropria: l’aggettivo italiano corretto è circasso.
Altri nomi e varianti #
  • Cercle circassien (francese), Fröhlicher Kreis (tedesco, “il cerchio allegro”), Tovercirkel (olandese), Le Canadien (Francia settentrionale e Québec), Circassian.
  • In Italia: Circolo Circasso, Cerchio Circasso, Canadese (nome corrente nel Centro-Sud e in parte del Nord), Circolo Lieto (per la seconda parte), Circassiano (forma impropria ma frequente).
  • Nomi storici e tipologici: Sicilian Circle o Circolo Siciliano, The Large Circular Dance, Big Circle, La Daphne, citata in un manuale ottocentesco come figura madre della versione moderna.
  • Varianti coreografiche documentate: versione con tre battiti di mani al centro, versione breve in 16 battute, versione speculare in cui progrediscono le donne, swing a braccia incrociate o valzerato.
  • Da non confondere con la chapelloise bretone, con cui a volte condivide la musica, né con le danze tradizionali circasse del Caucaso (Wuj, Qafa, Islamey), che il nome evoca senza alcun legame.
Traduzione e significato #

Letteralmente “cerchio circasso”. Il riferimento è alla Circassia, regione storica del Caucaso nord-occidentale: un esotismo, non una provenienza.

  • Nessuna fonte documenta un legame coreutico, musicale o rituale con le danze tradizionali del popolo adighé/circasso, che hanno etichetta rigidissima, assenza di contatto fra uomo e donna ed estetica marziale: l’opposto di un cerchio mixer occidentale.
  • Il nome nasce nella moda orientalista del primo Ottocento: la guerra circassa, la fortuna letteraria del Caucaso, le “circassian beauties” del teatro e del circo.
  • Yvon Guilcher legge invece nel nome una contrazione di Sicilian Circle, il Circolo Siciliano da cui la forma deriverebbe: ipotesi suggestiva, non condivisa da tutte le fonti (v. Note di ricerca e fonti).
  • Credenza da sfatare: la “danza guerriera dei Circassi” come origine del ballo è un mito onomastico, senza riscontro documentario.
Area geografica e provenienza #

Area britannica, con tre fuochi documentati.

  • Scozia meridionale: il Lanarkshire, costantemente citato dalle fonti.
  • Inghilterra settentrionale: il Northumberland, dove la danza è stata raccolta dalla tradizione viva.
  • Sale di società di Londra e di Edimburgo, dove nacque come variante circolare di country dance e quadriglia. Si è poi diffusa con la diaspora scozzese (Canada, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda) e, attraverso il revival folk francese, in tutta l’Europa continentale. Oggi è danza di repertorio internazionale; non appartiene alla tradizione autoctona di nessun’altra area.
Diffusione e presenza in Italia #

Amplissima, e non da oggi: il Circolo Circasso è uno dei pilastri dei circuiti balfolk e di danza popolare italiana, da Torino a Milano, da Bologna a Roma, Napoli e Palermo.

  • Didattica: è la prima danza di molti laboratori scolastici (educazione motoria, CEMEA) perché non richiede passi codificati; nei corsi balfolk apre le serate dei principianti e funziona da rompighiaccio.
  • Nomi locali: nel Centro-Sud e in parte del Nord è chiamata Canadese; in alcune zone la seconda parte è detta Circolo Lieto; nei volantini compare spesso la forma impropria “Circassiano”.
  • Pratiche: la versione italiana segue di norma quella francese semplificata; sono documentate esecuzioni su musiche non anglo-celtiche, comprese arie della tradizione locale (per esempio i canti del Carnevale di Bagolino) e brani occitani.
  • Divulgazione e musica: associazioni e insegnanti balfolk di tutta la penisola, festival come il Gran Bal Trad, Ando Folk e Tarantella Power, e gruppi come Lou Tapage, che nel 2005 ne ha inciso un “Circolo circasso”, Orchestrona SMP, Les Fuines, Tona Libre, Trouveur Valdotèn.
  • I circoli di Scottish Country Dance affiliati alla RSCDS, attivi in diverse città, ne conservano invece la versione codificata scozzese.
Epoca e anno di riferimento #

Prima metà dell’Ottocento, con una storia editoriale fitta.

  • 1822: G. M. S. Chivers, nel trattato londinese The Modern Dancing Master, descrive per la prima volta la formazione “Circassian Circle”. È la datazione più accreditata.
  • 1831: in Lowes’ Ball-Conductor and Assembly Guide (Edimburgo) il nome The Circassian Circle appare come titolo di una figura.
  • 1844: il maestro Coulon la consiglia come ballo conclusivo delle serate, “perché tutta la compagnia può unirvisi”.
  • 1852 e 1897: Thomas Wilson e poi D. Anderson fissano la forma moderna, con tutte le coppie che partono insieme in un unico grande cerchio.
  • 1905: James Scott Skinner la descrive in un volume conservato nella biblioteca dell’Università di Aberdeen.
  • Inizio Novecento: Maud Karpeles ne raccoglie le varianti vive nel Northumberland (1918 secondo una fonte, 1928 secondo le altre) e la forma passa nei manuali dell’EFDSS e nel Community Dances Manual.
  • 1924: la Royal Scottish Country Dance Society la inserisce nel primo libro dei suoi repertori come reel di 32 battute.
  • Anni Settanta: Yvon Guilcher la codifica nella versione divulgativa che diventa uno standard del balfolk europeo. Le fonti non concordano su quale di queste date debba valere come “nascita” della danza: le divergenze sono dichiarate in Note di ricerca e fonti.
Occasione e funzione sociale #

Danza di socializzazione prima che di rappresentazione: il suo scopo è far ballare insieme persone che non si conoscono.

  • Nella tradizione: ceilidh scozzesi, barn dance inglesi, matrimoni, feste scolastiche, feste della mietitura e dell’ultimo covone (i kirn scozzesi) e Hogmanay, il capodanno.
  • Nei balfolk: danza di apertura, di benvenuto e talvolta di chiusura; è la scelta rituale del primo minuto di serata e del primo incontro di uno stage.
  • A scuola e nei campeggi: strumento didattico per il ritmo, lo spazio condiviso e l’integrazione, usato con bambini e ragazzi di ogni età.
  • Il cambio di partner è scritto nella struttura: nessuno resta ai margini e ogni ciclo allarga la rete delle relazioni.
Storia e origine #

Nasce come adattamento circolare delle country dances e delle quadriglie di società, non come danza popolare di villaggio.

  • Una delle ricerche ricostruisce la figura a partire da Le Pantalon, prima figura delle quadriglie di Payne, e legge l’intervento di Chivers (1822) come l’invenzione non di una danza ma di uno stile: coppie disposte in Sicilian Circle e partenze scaglionate, in modo che ogni coppia incontri progressivamente tutte le altre.
  • Nell’Ottocento la danza prima si complica (Ladies Chain, Poussette e altre figure) e poi si semplifica.
  • La forma oggi dominante nasce dalla seconda parte della sequenza, il Big Circle: quella raccolta dalla tradizione viva nel Northumberland e pubblicata a parte, che nel Novecento diventa lo standard dei manuali di comunità.
  • In Francia la danza circola fra le due guerre grazie ad Alick-Maud Pledge ed entra nel repertorio dei CEMEA. Nel 1969 Siriano Tondini riceve il disco 45 giri e la scheda dal CEMEA, e ne comincia la diffusione a Imola e Bologna. Negli anni Settanta Yvon Guilcher, fondatore dell’Atelier de Danse Populaire, la rende un pilastro del movimento folk francese, da cui si irradia in Europa come cercle circassien.
  • Nel resto d’Italia arriva con il revival folk e con i balfolk fra gli anni Settanta e Ottanta e si integra stabilmente nel repertorio nazionale. Il processo è quello tipico del revival: una danza di società ottocentesca che diventa patrimonio condiviso, perdendo le figure tecniche e guadagnando funzione comunitaria.
Note etnocoreologiche #

Mixer progressivo in cerchio: la forma più semplice e più aperta della famiglia delle danze a scambio di partner.

  • Struttura spaziale: cerchio unico di coppie rivolte al centro, dama alla destra del cavaliere; a ogni ciclo la coppia cambia, fino a tornare alla partner iniziale se la musica dura abbastanza. Il numero di coppie non è prefissato, purché pari.
  • Alternanza centripeta e centrifuga (avanti e indietro collettivo), isolamento di genere (prima le dame al centro, poi i cavalieri), figura di coppia (lo swing), progressione (promenade con cambio di lato della dama).
  • Prossemica inclusiva: presa di mano collettiva, contatto ridotto, nessuna figura tecnica da imparare; il saluto al cambio di partner conserva però una formalità di ballo di società, memoria dell’ascendenza ottocentesca.
  • Sotto il profilo etnocoreologico è un esempio da manuale di rifunzionalizzazione: una quadriglia di società del XIX secolo riletta come rito di accoglienza novecentesco. La versione che pratichiamo non coincide con le forme ottocentesche documentate.
  • Un dato su cui essere chiari: i battiti di mani diffusi oggi non appartengono alla danza originaria. Quando avanzano le dame, i cavalieri battono tutti gli otto tempi; quando avanzano i cavalieri, il battito cade di norma sul quinto passo, anche se è molto diffuso il battito sul quarto tempo, fra i cavalieri che si guardano.
Divulgatori e gruppi di riferimento #
  • Codificatori storici: G. M. S. Chivers (1822), Joseph Lowe (1831), il maestro Coulon (1844), Thomas Wilson (1852), D. Anderson (1897).
  • Raccolta e codifica novecentesca: Maud Karpeles per la versione del Northumberland, l’English Folk Dance and Song Society con il Community Dances Manual, la Royal Scottish Country Dance Society per la versione reel di 32 battute.
  • Ricerca contemporanea: le ricostruzioni filologiche di upadouble.info, le cronologie di Ron Houston, gli studi di Colin Hume, Don Buskirk (Folkdance Footnotes) e le raccolte della Library of Dance.
  • Francia e movimento folk europeo: Alick-Maud Pledge fra le due guerre, poi i CEMEA e Yvon Guilcher con l’Atelier de Danse Populaire, che diffondono il cercle circassien nei balfolk.
  • Italia: il circuito balfolk e delle danze popolari (associazioni, insegnanti, festival come Gran Bal Trad e Reno Folk Festival), i circoli RSCDS attivi in diverse città, i laboratori CEMEA e i gruppi di riproposta musicale (Lou Tapage, Orchestrona SMP, Les Fuines, Tona Libre, Trouveur Valdotèn e poi praticamente tutti i gruppi e suonatori di balfolk, perché non può mancare un circolo circasso in repertorio).
  • Studiosi e divulgatori italiani: Placida Staro, che ha citato la danza fra gli esempi di adattamento contemporaneo di un ballo tradizionale su musiche non pertinenti.
Formazione e tipologia #

Cerchio unico di coppie, numero illimitato purché pari e alternato uomo-donna.

  • Disposizione: tutti fronte al centro, mano nella mano; ogni cavaliere ha la propria dama alla destra e la vicina alla sinistra. In sale molto affollate si formano cerchi concentrici.
  • Prese: mano nella mano in cerchio; per lo swing, mano destra del cavaliere alla vita della dama e mano sinistra intrecciata, oppure presa a braccio, presa da ballo liscio o braccia incrociate; per la promenade, mano destra del cavaliere sotto la sinistra della dama con il braccio sinistro intorno oppure presa “a farfalla”.
  • Tipologia: danza collettiva progressiva di coppia (mixer), di repertorio di società e poi di comunità; ballo chiamato nei ceilidh, dove il caller annuncia le figure.
  • Nessun requisito d’ingresso: la struttura non chiede passi codificati, ma camminata, saltello o skip-change of step scozzese secondo il contesto.
Struttura della danza #

Schema standard della versione moderna, in quattro parti su 32 battute (64 tempi). È la forma che si danza oggi nei balfolk e nei ceilidh.

  • Preparazione: cerchio di coppie fronte al centro, presa per mano comoda.
  • Parte A (16 tempi): tutti avanzano verso il centro con 4 passi e arretrano con 4 passi; il movimento si ripete identico una seconda volta. È il saluto collettivo del cerchio.
  • Parte B (16 tempi): le dame avanzano al centro con 4 passi, battono le mani e arretrano; poi i cavalieri avanzano con 4 passi, battono le mani, si girano sulla propria sinistra e con 4 passi raggiungono la dama che era alla loro sinistra. Sull’ultimo tempo si allacciano per lo swing.
  • Parte C (16 tempi): swing della nuova coppia; tecnicamente 12 tempi di giro e 4 per disporsi in posizione di promenade, sulla linea di danza verso destra.
  • Parte D (16 tempi): promenade in senso antiorario lungo il cerchio, con la dama all’esterno alla destra del cavaliere: 12 tempi di passeggiata e gli ultimi 4 per riaprire il cerchio e rimettersi fronte al centro, pronti a ricominciare. Varianti e divergenze da conoscere:
  • Il conteggio cambia con la lettura musicale: 4 sezioni da 16 tempi (64 tempi) nella prassi balfolk, 32 battute in 4 frasi da 8 nella lettura della Royal Scottish Country Dance Society, 16 battute in alcune versioni brevi da festa.
  • Alcune fonti fanno progredire le donne invece degli uomini, con lo swing sulla propria partner nella prima metà della frase: è una prassi documentata, minoritaria rispetto alla versione qui descritta.
  • Nei ceilidh scozzesi la danza è spesso la forma a 32 battute con avanti e indietro, swing con la propria dama, promenade e, in coda, la signora che avanza verso il cavaliere successivo con inchino e riverenza.
Metro e struttura musicale #

Musica a frase regolare, su 32 battute ripetute a ciclo.

  • Metro: 6/8 (jig) nella prassi contemporanea dei balfolk, con passo saltellato; 2/4 o 4/4 (reel) nella tradizione scozzese, dove la danza è classificata come reel di 32 battute. Le fonti usano indifferentemente l’uno o l’altro, e molte registrazioni sono reel veloci.
  • Forma: due frasi da 8 battute ripetute (AABB), per un totale di 32 battute, cioè 64 tempi; il ciclo si ripete finché suona la musica.
  • Tempo: vivace e ben scandito, indicativamente 100-110 bpm sul 6/8 e 110-124 bpm sul 2/4 secondo le indicazioni di alcune fonti; il carattere è brillante, regolare, con accenti chiari, perché il cambio di frase coincide con il cambio di figura e di partner.
  • In origine la parte a quattro coppie si danzava su una jig e la seconda parte, il big circle, su un reel: la distinzione è caduta con la semplificazione novecentesca.
Strumenti e stile musicale #
  • Tradizione scozzese e dei ceilidh: fiddle, fisarmonica, tin whistle, flauto traverso, pianoforte o chitarra ritmica, bodhrán e percussioni leggere.
  • Balfolk europeo e italiano: organetto diatonico, fisarmonica, violino, ghironda, cornamusa e gaita, flauti irlandesi, mandolino, bouzouki, chitarra acustica, basso e percussioni.
  • Stile: esecuzione acustica e trascinante, con attacco ritmico marcato e arrangiamenti neo-tradizionali o contemporanei; qualunque jig o reel brillante funziona, purché mantenga un fraseggio regolare.
Autori e compositori #

Di tradizione orale: coreografia anonima, fissata per iscritto nei manuali fra Otto e Novecento, senza un autore documentato.

  • Codificatori storici: G. M. S. Chivers (1822), Joseph Lowe (1831), il maestro Coulon (1844), Thomas Wilson (1852), D. Anderson (1897), poi la Royal Scottish Country Dance Society (1924).
  • Raccolta sul campo: Maud Karpeles, con la English Folk Dance and Song Society, per la versione del Northumberland.
  • Musica: non esiste un unico brano associato. Si suonano reel e jig tradizionali, da Irish Washerwoman a Bonnie Dundee, da Miss McLeod’s Reel a Good Humour e The White Cockade, oltre al reel eponimo Circassian Circle, di autore ignoto, che una delle fonti indica come il brano più suonato.
Aneddoti e curiosità #
  • Nel 1888 Rudyard Kipling mise in bocca a Jhansi McKenna, nel racconto The Daughter of the Regiment (raccolta Plain Tales from the Hills), la battuta: “A gentleman who doesn’t know the Circassian Circle ought not to stand up for it”. Il senso è ironico: chi non conosce le regole di una pratica sociale non dovrebbe pretendere di parteciparvi.
  • Nel 1905 James Scott Skinner descrive il Circassian Circle, insieme alla Galopade Country Dance e alla Haymaker’s o Roger de Coverley, in un volume conservato nella biblioteca dell’Università di Aberdeen, che ne ha curato anche una ricostruzione video.
  • Il soprannome “Canadese”, corrente in Italia centrale e meridionale, resta un piccolo mistero: le spiegazioni proposte sono le più varie, dalle truppe canadesi che l’avrebbero ballata nel 1945 all’etichetta Canadian Barn Dance in uso nel Regno Unito, fino a una semplice assonanza nel circuito del ballo liscio. Nessuna è documentata.
  • In Bretagna il cercle circassien viene talvolta danzato come una chapelloise, ma con passo di polka e senza cambio di partner.
  • La versione con i tre battiti di mani al centro trasforma il momento di massima vicinanza in un applauso collettivo, a cui i musicisti rispondono.
  • Nei balfolk francesi e italiani circola la regola scherzosa del bacio sulla guancia al cambio di partner.
  • Gli insegnanti italiani la chiamano “la danza che non si sbaglia: l’errore più frequente, restare con il partner sbagliato, è in realtà il meccanismo stesso della danza”.
  • Dove il cerchio è molto numeroso si formano doppi cerchi concentrici o una spirale; chi resta senza partner al momento del cambio viene integrato al giro successivo, senza interrompere il ballo.
Presenza nei media e nella cultura di massa #
  • Video e didattica: moltissime esecuzioni e tutorial in rete, dalle ceilidh scozzesi ai balfolk francesi e italiani; la danza è un classico dell’insegnamento per principianti.
  • Scuola: presente nei programmi di educazione motoria e nei laboratori di danza popolare per l’infanzia, in Italia anche attraverso i materiali CEMEA.
  • Festival: esecuzione simbolica al Grand Bal de l’Europe di Gennetines, al Gran Bal Trad, al Reno Folk Festival,e nelle serate balfolk di tutta Europa, Italia compresa.
  • Cinema, televisione e romanzo: nessun ruolo di primo piano documentato; le tracce più solide restano la citazione di Kipling (1888) e il repertorio discografico folk, con il reel eponimo e le incisioni dei gruppi di riproposta.
Difficoltà e adattamenti #

Difficoltà molto bassa: è tra le danze più accessibili del repertorio europeo.

  • Non richiede passi codificati: camminata, saltello o passo di polka bastano; si impara in pochi minuti e funziona anche senza insegnamento formale.
  • Adattamenti per principianti e bambini: versione ridotta a 32 tempi senza swing, passi camminati, giro a due mani o valzer lento al posto dello swing; cerchi concentrici o disposizione a spirale per gruppi molto numerosi.
  • Nelle classi numerose si integra chi resta senza partner al cambio, senza interrompere il giro.
  • Per la didattica il punto d’ingresso consigliato è il conteggio “quattro passi avanti, quattro indietro, con il battito di mani marcato sulla progressione dei cavalieri”.
Note di ricerca e fonti #

Questa scheda fonde nove ricerche indipendenti. Nei casi di discordanza si è scelta la tesi meglio sostenuta dalle fonti storiche, segnalando qui ogni variante.

Convergenze solide:

  • Origine britannica, ottocentesca, di ambito di società, con la Circassia estranea alla genealogia della danza: tutte le ricerche lo affermano.
  • Tipologia di mixer progressivo in cerchio, con presa di mano collettiva, avanti e indietro, ingresso alternato al centro, swing e promenade con cambio di partner.
  • Diffusione italiana capillare nei balfolk, nella didattica e nelle feste.
  • Denominazioni straniere e italiane (Cercle circassien, Fröhlicher Kreis, Canadese, Circolo Lieto) e grafia corretta dell’aggettivo italiano, circasso.

Divergenze, cautele e verifiche:

  • Datazione: Qui si è scelto il 1822 come prima attestazione, registrando le altre tappe citate nelle ricerche.
  • Raccolta di Maud Karpeles: una ricerca indica il 15 maggio 1918 a Netherwitton (Northumberland); mentre sei ricerche indicano il 1928. Le pubblicazioni a stampa seguono in tempi diversi (edizione EFDSS del 1933, Community Dances Manual del 1949). Si sono riportate entrambe le indicazioni come dato divergente.
  • Metro: 2/4 reel secondo due ricerche (che lo danno come metro originario), 6/8 jig come metro oggi dominante, 2/4 oppure 6/8. Si è scelto di dichiarare entrambi come prassi reali, con il 6/8 prevalente nei balfolk contemporanei.
  • Conteggio: 32 battute (64 tempi); quattro sezioni da 16 tempi; 16 battute per una variante citata da una ricerca. Non è una contraddizione sostanziale, dipende dalla lettura della battuta, ma è stata esplicitata per non generare errori in didattica.
  • Direzione della progressione: gli uomini verso la dama di sinistra è la prassi prevalente; una ricerca descrive invece il passaggio delle donne verso il cavaliere successivo e lo swing con la propria partner. Entrambe le prassi sono documentate in contesti diversi: qui la versione con gli uomini è quella principale, l’altra è segnalata come variante.
  • Versione in 32 tempi con swing, promenade e coda con inchino e riverenza: presente in tre ricerche mentre quattro si fermano al ciclo a quattro parti. Si è tenuta come variante dei ceilidh scozzesi.
  • Melodia di riferimento: il reel eponimo Circassian Circle, Irish Washerwoman, arie tradizionali varie. Vera per tutte: non esiste un brano unico, e il repertorio comprende più reel e jig interscambiabili.
  • Nome: esotismo orientalista del primo Ottocento contro l’ipotesi di Yvon Guilcher di una contrazione di Sicilian Circle. Si è tenuta la lettura dell’esotismo come principale e l’ipotesi di Guilcher come variante in campo.
  • Canadese: nessuna fonte documenta l’origine del soprannome; una ricerca ipotizza un’assonanza nel circuito del ballo liscio, un’altra una leggenda sui soldati canadesi, poi le truppe del 1945 e l’etichetta Canadian Barn Dance. Sono registrate come ipotesi, non come storia.
  • Le Pantalon e le quadriglie di Payne come matrice della figura: tesi sostenuta solo da una ricerca, coerente con la filologia di upadouble.info ma non confermata dalle altre ricerche; è riportata come lettura possibile.
  • Battiti di mani e rotazione al momento del cambio: una ricerca li colloca nella forma originaria con battito sul quinto passo, altre fonti li presentano come aggiunta moderna e diffuse con il battito sul quarto tempo fra i cavalieri che si guardano. Si è scelto di descrivere la prassi corrente e di dichiararne la storicità incerta.

Fonti principali: le trascrizioni ottocentesche (Chivers 1822, Lowe 1831, Wilson 1852, Anderson 1897) e la loro analisi filologica su upadouble.info; i materiali della English Folk Dance and Song Society e il Community Dances Manual; i repertori della Royal Scottish Country Dance Society; la raccolta di Maud Karpeles; J. F. e T. M. Flett, Traditional Dancing in Scotland (1964); H. A. Thurston, Scotland’s Dances (1954); Yvon Guilcher, La danse traditionnelle en France; la tesi di Giulia Ghiozzi sul balfolk in Italia (2015).

Questa danza compare in 2 DVD:


Coreografia
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Preparazione

Cerchio di coppie fronte centro, presa per mano comoda

Esecuzione

• Parte A 16T (16 battute) Saluto del gruppo avanti e indietro
1. 8T+8T
Tutti avanti con 4 passi, e indietro con 4 passi
si fa due volte
• Parte B 16T (16 battute) dame e cavalieri al centro
1. 8T
Le dame vanno avanti verso il centro con 4 passi e tornano indietro con 4 passi
2. 8T
I cavalieri vanno al centro con 4 passi, si girano alla propria sinistra e ogni cavaliere va verso la propria dama (ex contropartner) con 4 passi
Nell’ultimo tempo si allacciano per fare lo swing
• Parte C 16T (16 battute) swing delle coppie
1. 16T
swing delle coppie che termina in posizione di promenade sulla linea di danza verso destra, per camminare in senso antiorario
Tecnicamente sono 12 tempi per lo swing + 4 per mettersi in posizione di promenade
• Parte D 16T (16 battute) promenade sulla linea di danza
1. 16T
passeggiata delle coppie in senso antiorario rispetto al cerchio
12 tempi per la passeggiata e gli ultimi 4 per mettersi in posizione fronte cerchio, pronti a ricominciare
• La danza ricomincia da capo

Note d’archivio
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nessuna

Riferimenti e link#

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