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«Bal in de straat»: in fiammingo vuol dire, semplicemente, «ballo in strada». Ed è proprio questo che fa questa danza: porta la festa fuori dalle sale, in un cerchio che gira, si allarga e si stringe, dove a ogni ripetizione cambi compagno e il girotondo riparte.
Nella nostra pratica la incontriamo come una danza fiamminga progressiva di coppia, semplice e generosa, di casa nei circoli di volksdans delle Fiandre, nei campi estivi dei movimenti giovanili belgi (Chiro, KLJ, JNM) e nei laboratori di folk dance internazionale.
È una «danza di comunità» del Novecento, non una sopravvivenza rurale antica. Codificata dal movimento fiammingo e passata per gli Stati Uniti d’America con il nome tradotto Dancing in the Street - la stessa musica, due cuori e due tradizioni.
Il titolo “Dancing in the Street” conserva il nome con cui la danza ci è giunta tramite Cesare e Francesca e che Siriano ha registrato nella sua collezione. Per rispetto verso la sua origine e con gratitudine verso chi l’ha tramandata e custodita, le restituiamo qui il nome originale: Bal in de Straat.
Scheda sintetica#
- Nome proprio #
- Bal in de Straat (grafia normalizzata), letteralmente in fiammingo/neerlandese «ballo in strada». Nel circuito del volksdans fiammingo è nota anche semplicemente come «de Bal». La versione statunitense porta il titolo inglese Dancing in the Street.
- Altri nomi e varianti #
- Dancing in the Street (o Dancin’ in the Street): titolo inglese e nome della versione round dance statunitense.
- Bal in da Straat: trascrizione fonetica usata nei materiali anglofoni (Folk Dance Federation of California; pronuncia circa BAH uhn dah STRAHT).
- Het Bal in de Straat; «Ballo in strada» (traduzione italiana corrente).
- Nei cataloghi olandesi della NVS compare come «GS 228», dalla registrazione su EP «Dans Met Ons». Attenzione all’omonimia: la danza NON è la canzone soul «Dancing in the Street» di Martha and the Vandellas (1964).
- Traduzione e significato #
- «Ballo in strada» o «festa da ballo in strada» (bal = ballo/festa danzante; in de straat = nella strada). Il nome non indica una forma antica ma una funzione e un luogo: il ballo che esce dalle sale e occupa lo spazio pubblico, aperto e gratuito. Bal è la stessa parola del francese bal e dell’italiano ballo (dal latino ballare): la lingua registra prima l’importazione del ballo di sala europeo, poi la sua «ribellione» all’aperto.
- Area geografica e provenienza #
- Fiandre (Belgio neerlandofono), con pratica e diffusione anche nei Paesi Bassi; la scheda della Folk Dance Federation of California la classifica esplicitamente come danza belga. È di casa nei circoli di volksdans fiamminghi, nelle scuole e nei movimenti giovanili (Chiro, KLJ, JNM, Scouts). Una versione in cerchio con il titolo inglese Dancing in the Street è documentata negli Stati Uniti (Decatur, Illinois; circuito della Folk Dance Federation of California).
- Epoca e anno di riferimento #
- Danza del Novecento, non di tradizione rurale antica. Nel repertorio fiammingo e in quello internazionale è già consolidata negli anni Sessanta-Settanta: compare nel programma del Sonoma Vintage Festival (30 settembre 1973) e fu introdotta nel circuito californiano da June Schaal all’Idyllwild Workshop del 1971. La versione statunitense in cerchio si deve a Dot e Date Foster (Decatur, Illinois). L’anno esatto di origine della forma fiamminga non è documentato.
- Danza di socializzazione e di festa: serate e corsi di volksdans, laboratori, feste scolastiche, campi estivi e veglie dei movimenti giovanili fiamminghi (per Chiro e KLJ è una tradizione fissa, attesa e tramandata), balli di paese, matrimoni. La progressione continua fa ballare tutti con tutti: è un «mixer» che rompe le coppie fisse, accoglie i principianti e mette nello stesso cerchio generazioni diverse. Spesso usata come danza d’apertura o di chiusura delle serate.
- Storia e origine #
Al centro c’è un intreccio transatlantico. Il movimento fiammingo di raccolta e valorizzazione della danza popolare, avviato nel 1927 con la fondazione della Volksdanscentrale voor Vlaanderen (VDCV, oggi Danskant vzw), ha trasmesso Bal in de Straat come danza progressiva di cerchio del proprio repertorio, radicandola nei gruppi di volksdans, nelle scuole e nei movimenti giovanili delle Fiandre.
Negli Stati Uniti, Dot e Date Foster di Decatur (Illinois) ne hanno elaborato una versione round dance con il titolo inglese Dancing in the Street: stessa musica, ma due progressioni per ripetizione invece di una. La danza è poi rientrata nei circuiti americani grazie a June Schaal (Idyllwild, 1971). La direzione dell’origine - belga con derivazione americana o americana con adozione fiamminga - è discussa: se ne veda la sintesi in Note di ricerca e fonti.
- Note etnocoreologiche #
Danza sociale progressiva di coppia in formazione circolare (progressive circle dance / mixer), non una danza rituale né di tradizione orale antica: appartiene al «folk revival didattico» novecentesco, in cui la trasmissione passa per via associativa ed editoriale più che per lignaggio familiare.
Il vocabolario motorio è essenziale - two-step, camminata, step-touch, giravolta della dama sotto le braccia, battito di mani come segnale di transizione. Il cuore è la progressione: i danzatori si allontanano e si riavvicinano battendo le mani prima di accogliere un nuovo partner, trasformando il cerchio statico in un cerchio dinamico. Da non confondere con lo «street dance» hip-hop (omonimia solo terminologica) né con la canzone soul del 1964.
- Divulgatori e gruppi di riferimento #
- Belgio: Volksdanscentrale voor Vlaanderen (VDCV, fondata nel 1927) e la sua erede Danskant vzw, che ha pubblicato musica e descrizione della danza (raccolta «Bal in de straat», 58 danze); gruppi di volksdans (Volkskunstgroep Pierlala, De wereld een dansfeest, ’t Schoppeke, Pallieterke) e movimenti giovanili (Chiro - in particolare Chiro Hallaar -, KLJ, JNM, Scouts).
- Stati Uniti: Dot e Date Foster (codifica della versione round dance), June Schaal (introduzione a Idyllwild, 1971), Folk Dance Federation of California (scheda e revisione della descrizione, 1982), Richard Powers (Stockton Folk Dance Camp).
- Paesi Bassi: Nederlandse Volksdans Stichting (NVS), che la cataloga come «GS 228»; la figura del raccoglitore Ate Doornbosch (serie radiofonica Onder de groene linde).
- Italia: nessun divulgatore o gruppo di riferimento nazionale documentato oltre a Cesare Malservisi e Francesca Ciampi; la danza è rara o assente nei circuiti balfolk e popolari.
- Formazione e tipologia #
- Coppie in numero illimitato disposte in un grande cerchio (una coppia dietro l’altra), presa di valzer (waltz hold) o prese a due mani, avanzamento in senso antiorario. Tipologia: danza di coppia progressiva in cerchio - mixer (progressive circle dance) di ambito volksdans. In alcune comunità si balla in cerchio, in altre in linee/longways. Difficoltà da principianti.
- Struttura della danza #
Non esiste una sola versione standardizzata; la descrizione fiamminga più diffusa segue un ciclo di 4×8 tempi (circa 32 tempi):
- 1ª serie di 8 tempi: avanzamento in senso antiorario in posizione di valzer.
- 2ª serie: la persona esterna gira in senso orario e prende le mani del partner; due tempi di salto verso l’esterno e due verso l’interno, mantenendo le mani.
- 3ª serie: quattro tempi di passi allontanandosi con schiocco delle dita, quattro di riavvicinamento battendo le mani del partner.
- 4ª serie: allontanamento con schiocco, riavvicinamento scivolando di un partner e ripresa della posizione di valzer. In sintesi i passi base sono: passo avanti, tocco, passo indietro, battito di mani, giravolta della dama sotto le braccia unite e progressione verso un nuovo partner. La versione belga prevede una progressione per ripetizione, quella statunitense dei Foster due.
- Metro e struttura musicale #
- Metro binario, tipicamente 4/4 (alcune fonti indicano 2/4), tempo vivace e regolare, fraseggio in blocchi di 8 battute (ciclo musicale tipico di 4×8 = 32 tempi, con introduzione). La musica delle versioni belga e statunitense è la stessa. Metro e velocità in BPM non sono uniformemente documentati nelle fonti: si vedano le note di ricerca.
- Strumenti e stile musicale #
Le registrazioni didattiche del movimento fiammingo (VDCV/Danskant) usano un organico da ensemble folk-didattico: fisarmonica, fiati, violino, basso e percussioni leggere; nelle serate dal vivo prevale la fisarmonica (anche diatonica) con strumenti acustici.
Nella tradizione di strada fiamminga si aggiungono la cornamusa fiamminga (doedelzak) e il tamburo a frizione (rommelpot); nei Paesi Bassi l’organo meccanico di strada (draaiorgel). Alcune descrizioni associano la danza alla registrazione della canzone soul Dancing in the Street del 1964, altre a una melodia folk specifica: punto poco documentato.
- Autori e compositori #
- Coreografia fiamminga: di tradizione di movimento, autore non documentato (molte fonti parlano genericamente di «adattamento collettivo del volksdans fiammingo»). Versione statunitense round dance: Dot e Date Foster (Decatur, Illinois). Musica: per la versione fiamminga il compositore della melodia didattica non è documentato; la melodia è talvolta messa in relazione con la canzone Dancing in the Street (1964) di Marvin Gaye, William «Mickey» Stevenson e Ivy Jo Hunter, interpretata da Martha and the Vandellas - relazione però non univocamente provata.
- Aneddoti e curiosità #
- Il titolo americano non è che la traduzione letterale del nome fiammingo, tanto che per anni, nel circuito folk statunitense, si credette che l’originale fosse il nome belga: era invece la traduzione dell’inglese «Dancing in the Street».
- Nel dicembre 2019 a Heist-op-den-Berg (Anversa) 312 persone hanno ballato simultaneamente «Bal in de Straat» in piazza, superando il precedente record di 221 partecipanti (iniziativa di Chiro Hallaar e del duo GodZijDrank).
- Il dj-duo GodZijDrank ne ha tratto una versione après-ski, «Bal in de Straat 2.0», che ha rilanciato il brano nelle feste fiamminghe.
- La canzone soul omonima del 1964 è un «gemello» linguistico: nelle strade di Amsterdam e Gand l’invito «dancing in the street» suona senza traduzione, ma è cosa diversa dalla danza progressiva.
- Presenza nei media e nella cultura di massa #
- Presenza legata ai circuiti specialistici: video didattici e tutorial su YouTube (canali del movimento volksdans, Danskant vzw, Chiro, Arteveldehogeschool), raccolte discografiche didattiche («Bal in de straat» CD1/CD2 di Danskant, vinile VDCV, catalogo NVS), schede della Folk Dance Federation of California, materiali didattici di Richard Powers. Menzioni occasionali sulla stampa fiamminga (Gazet van Antwerpen, Het Nieuwsblad, VRT) in occasione di eventi e record. Nessuna presenza significativa nella cultura di massa internazionale; assente dai media italiani.
- Difficoltà e adattamenti #
- Difficoltà molto bassa, adatta a principianti, bambini (dai 6-7 anni; è insegnata nelle scuole elementari fiamminghe) e gruppi intergenerazionali; nei cataloghi è classificata «principiante». L’unico punto di attenzione è la progressione e la sincronizzazione collettiva. Adattamenti documentati: versione semplificata per le scuole (solo camminata e battito di mani), valzer semplificato senza salto, versione «seduta» per anziani; la stessa versione americana dei Foster (due progressioni) è più dinamica ma non più complessa. In Italia, se proposta in stage, viene insegnata come mixer di riscaldamento per principianti.
- Note di ricerca e fonti #
Ricostruzione elaborata incrociando la letteratura associativa ed editoriale del movimento volksdans (le fonti più affidabili) con le schede del circuito international folk dance. Base principale: le pubblicazioni e i materiali didattici di Danskant vzw (erede della VDCV, fondata nel 1927); la scheda della Folk Dance Federation of California («Bal in da Straat» / «Dancing in the Street», rivista nel 1982 da Zora-Mae Torburn e Bruce Wyckoff); il programma del Sonoma Vintage Festival del 1973; i cataloghi della Nederlandse Volksdans Stichting (NVS); la documentazione sul campo dei movimenti giovanili fiamminghi (Chiro, KLJ, JNM).
Avvertenza: sotto il titolo «Bal in de Straat» / «Dancing in the Street» circolano almeno tre cose da non sovrapporre - (1) una danza progressiva di cerchio del repertorio volksdans fiammingo; (2) una versione round dance statunitense elaborata dai Foster (stessa musica, due progressioni); (3) la canzone soul omonima del 1964 di Martha and the Vandellas, la cui omonimia genera frequenti confusioni.
Discrepanze e punti aperti:
- Direzione dell’origine: diverse schede legano la danza alla round dance americana dei Foster (Decatur, Illinois), giunta nelle Fiandre nei primi anni Sessanta; la fonte più accreditata (Folk Dance Federation of California) classifica però la danza come belga e distingue la variante statunitense. Tesi più prudente: danza del repertorio volksdans fiammingo, con una parallela codifica americana, di direzione originaria non dimostrabile.
- Paternità e data: autore e anno della forma fiamminga non documentati; collocazione generica nel Novecento, con codifica associativa negli anni Sessanta-Settanta.
- Metro: le fonti oscillano tra 4/4 e 2/4, con struttura in frasi di 8 battute (ciclo 4x8).
- Musica: la melodia didattica fiamminga non ha compositore documentato; una parte delle schede la identifica con la canzone Motown del 1964, ma si tratta di un’associazione non univoca che più fonti sconsigliano come confusione.
- Ricostruzioni discordanti: alcune schede descrivono «bal in de straat» come tradizione olandese di festa urbana con repertorio funk/reggae/kaseko; tali ricostruzioni non risultano confermate dalle fonti associative sul volksdans e sono da considerare non documentate.
- Diffusione in Italia: assente come danza codificata nei circuiti balfolk e popolari italiani; proponibile in stage di volksdans belga o di international folk dance.
Questa danza compare in 1 DVD:
Coreografia#
Parti:
A B
Preparazione
Cerchio di coppie in open position, fronte LOD (senso antiorario). Mano destra dell’uomo con mano sinistra della donna. La donna è a destra dell’uomo.
Esecuzione
Note d’archivio#
Riferimenti e link#
- [1]Dancin’ in the street (Bal in de straat) USA - Danskant vzwEsecuzione video di riferimento della danza (Danskant vzw), con la variante statunitense della round dance e la melodia didattica condivisa.
- [2]Bal in de Straat - Dancing In The Street (Belgium, US) - Folk Dance Federation of CaliforniaScheda storica e coreografica: origine Foster, differenza di progressioni (belga 1 / USA 2) e introduzione di June Schaal (Idyllwild, 1971).
- [3]Bal in de straat - Dansgids - Danskant vzwCatalogo e raccolta didattica della VDCV/Danskant, con musica e descrizione della danza nel repertorio standard del volksdans fiammingo.
- [4]Near and Far A-3 - Folk Dance Federation of California Dance Research Committee (PDF)Descrizione coreutica completa (formazione, passi, struttura, progressione), rivista nel 1982 da Zora-Mae Torburn e Bruce Wyckoff.
- [5]Arteveldehs volksdans: Bal in de straat - Sara De CauwerEsecuzione didattica e dimostrativa della danza fiamminga, utile riferimento visivo dei passi base.
- [6]Bibliotheek NVS - Bal in de Straat (GS 228) - Nederlandse Volksdans StichtingCatalogo olandese (NVS) che classifica la danza come «GS 228», dalla registrazione su EP «Dans Met Ons».
- [7]Bal in de Straat - GodZijDrank feat. Ronny LeeVersione pop moderna («Bal in de Straat 2.0») che ha rilanciato la danza nelle feste fiamminghe e nei record di partecipazione.
- [8]Balfolk - Wikipedia (IT)Contesto del movimento balfolk in Italia ed Europa, utile per documentare l’assenza della danza dai circuiti italiani.






