↓ Salta al contenuto principale
  1. Danze /
  2. Farewell Marian

Farewell Marian

Video
#

Esecuzione registrata nel DVD 004
Cliccando Play accetti l’avvio del player YouTube No-Cookie

Farewell Marian è un circle mixer in tempo di valzer: le coppie, disposte in doppio cerchio con gli uomini all’interno, cambiano partner a ogni giro di danza.

Il suo fascino nasce da un piccolo equivoco poetico. La musica è Ffarwel i’r Marian, una struggente melodia tradizionale gallese per arpa il cui titolo significa «Addio alla riva»: in gallese marian è la spiaggia, il litorale di ciottoli, non un nome di donna.

Ma in inglese «Marian» è anche un nome femminile, e proprio su questo doppio senso Gwyn Williams ha costruito, nel 1967, un mixer in cui ogni cavaliere si congeda dalla dama attuale per incontrarne una nuova.

È una creazione moderna che dialoga con la tradizione, non un reperto antico: come amano ricordare gli studiosi del repertorio gallese, le danze tradizionali autoctone del Galles sono pochissime, e ciò che oggi si balla come «gallese» è spesso opera di autori del Novecento.

Farewell Marian è tra le più amate: leggera, accessibile, capace di far ballare insieme principianti ed esperti. Nella nostra pratica la incontriamo pochissimo in Italia: la melodia circola nei tunebook col generico nome di «valzer irlandese» (in Italia questo nome indica anche una danza un po’ diversa), la danza invece resta appannaggio degli ambienti di English Country Dance. Chi l’ha incontrata in stage o serate italiane è invitato a segnalarlo.

Scheda sintetica
#

Nome proprio #
Farewell Marian (forma inglese consolidata nel repertorio English Country Dance). In gallese la danza compare come Ffarwel Marian o Ffarwèl Marian.
Altri nomi e varianti #
  • Gallese: Ffarwel Marian, Ffarwèl Marian; per la melodia Ffarwel i’r Marian / Ffarwel Ir Marian.
  • Inglese: Farewell to the Shore (traduzione letterale), Farewell to Marian.
  • Omonimie da non confondere: Farewell to the Shore di Daniel Seppeler (2012), Farewell to Nel di Colin Hume, Masha Poka!, Mandy’s Farewell to Fairbourne di Trevor Monson: sono danze diverse costruite anche sulla stessa aria.
  • La melodia compare in alcune raccolte etichettata come «valzer irlandese»: etichetta errata, la melodia è gallese.
Traduzione e significato #

Il titolo gallese Ffarwel i’r Marian significa letteralmente «Addio alla riva» (Farewell to the Shore): marian è la riva, lo scanno di ciottoli, il terreno sassoso lungo l’acqua.

  • L’inglese Farewell Marian è una lettura omofonica consolidata, che suggerisce «Addio, Marian» e fa pensare a un nome di donna.
  • Gwyn Williams giocò proprio su questo doppio senso: poiché Marian è anche un nome femminile, il titolo si prestava a una danza progressiva in cui l’uomo si congeda dalla partner presente e ne conquista una nuova a ogni ripetizione.
  • Gene Murrow definì la resa inglese del titolo «a total corruption» rispetto al significato gallese originale.
Area geografica e provenienza #

Galles, con epicentro nella comunità riunita attorno alla Cymdeithas Ddawns Werin Cymru (Welsh Folk Dance Society, fondata nel 1949); Gwyn Williams operava da Bangor.

Diffusione successiva nei circuiti English Country Dance di Regno Unito, Stati Uniti e Canada.

Italia: nessuna diffusione documentata nei circuiti popolari e balfolk; la danza è nota solo agli ambienti di English Country Dance.

Epoca e anno di riferimento #
  • 1967: anno di pubblicazione nel fascicolo Pedair Dawns Twmpath / Four Welsh Barn Dances (Welsh Folk Dance Society).
  • Alcune fonti (Colin Hume) collocano l’ideazione già negli anni ‘50, durante l’attività di calling di Williams nelle comunità rurali gallesi.
  • La melodia è tradizionale, di età non precisabile (attestata in raccolte novecentesche come Blodau’r Grug, 1992).
Occasione e funzione sociale #
  • Twmpath (serate di danza di granaio gallesi), ceilidh, serate sociali di English Country Dance e community dance.
  • Funzione dichiarata di mixer: favorire l’incontro, far cambiare partner e includere i principianti in una danza lenta e accessibile.
  • Non è legata a riti calendariali o cerimoniali.
Storia e origine #

Creazione novecentesca d’autore su materiale tradizionale. Gwyn Williams raccontò di essere stato conquistato dalla «haunting harp-melody» di Farwel i’r Marian e di averne tratto una danza in cui il saluto alla riva diventava saluto alla partner.

  • La melodia è tradizionale gallese; la coreografia è moderna e non va retrodatata alla tradizione rurale gallese.
  • Il contesto è quello del revival: in Galles pochissime danze tradizionali sono attestate, e gran parte di ciò che si balla oggi è composizione novecentesca (Pat Shaw, Gwyn Williams) o danza inglese rietichettata.
  • Pat Shaw introdusse e diffuse la danza nel Nord America (Pinewoods, 1974), ma non ne è l’autore: la confusione attributiva è ben documentata.
Note etnocoreologiche #
  • Tipologia: circle mixer / waltz mixer a doppia progressione.
  • Formazione: cerchio di coppie, «as many as will» (numero aperto); uomini all’interno con le spalle al centro, donne all’esterno di fronte al partner.
  • La «home position» resta sempre con gli uomini all’interno: la danza privilegia la consapevolezza spaziale e la capacità di recuperare l’errore.
  • Stile: passo di valzer fluido e legato, enfasi sul primo tempo, nessun rimbalzo.
  • Nel mixer i partner cambiano due volte in B1 e una in B2, con avanzamento di due posizioni per giro.
Divulgatori e gruppi di riferimento #
  • Gwyn Williams (Bangor) e la Welsh Folk Dance Society / Cymdeithas Ddawns Werin Cymru: ideazione e pubblicazione.
  • Colin Hume: principale divulgatore in rete (scheda, caller training e testimonianza dell’autore).
  • Pat Shaw: diffusione della versione nordamericana.
  • George W. Williams V: animazione didattica su upadouble.info.
  • Bare Necessities (Earl Gaddis, Mary Lea, Peter Barnes, Jacqueline Schwab): registrazione di riferimento in Simple Pleasures (2000).
  • Circuito internazionale: English Country Dance, CDSS e Country Dance Society, Boston Centre. In Italia nessun divulgatore stabile documentato.
Formazione e tipologia #
  • Cerchio di coppie, uomini all’interno fronte al partner.
  • Tipologia: English Country Dance in forma di circle mixer progressivo in valzer.
  • Formazione aperta («circle as many as will»): non richiede un numero fisso di coppie.
Struttura della danza #

Coreografia di 32 battute (versione Colin Hume / Simple Pleasures), in quattro sezioni di 8:

  • A1 (1-8) – presa a due mani col partner: quattro chassé / slide verso sinistra dell’uomo (senso antiorario); poi balance away and together e turn single away (uomo a sinistra, donna a destra).
  • A2 (1-8) – ripetizione identica di A1 nella stessa direzione.
  • B1 (1-4) – mano destra al partner: balance forward and back, poi cambio di posto facendo passare la dama sotto il braccio.
  • B1 (5-8) – mano sinistra alla persona in diagonale sinistra (nuovo partner): balance forward and back, poi cambio di posto con la dama sotto il braccio.
  • B2 (1-8) – presa di ballo con il nuovo partner e valzer in direzione di sala, chiudendo con gli uomini all’interno.

Variante documentata su upadouble.info: quattro singoli in B1 invece dei balance (usata da Daniel Seppeler per Farewell to the Shore, 2012). Le figure ricorrenti comprendono anche box the gnat e swat the flea. Non tutte le schede coincidono: la pluralità delle versioni (Williams, Shaw, Seppeler) va dichiarata.

Metro e struttura musicale #
  • Valzer in 3/4, 32 battute (8+8+8+8), forma AABB.
  • Tonalità: Re minore nelle animazioni di riferimento; alcune fonti notano la melodia anche in Fa maggiore, segno di un carattere modale della linea.
  • Tempo moderato da community waltz, circa 110 counts per minute, rallentabile in fase di apprendimento.
  • La danza può essere eseguita anche su qualsiasi valzer di 32 battute.
Strumenti e stile musicale #
  • All’origine melodia tradizionale per arpa gallese.
  • Nelle esecuzioni moderne da country dance band: violino, pianoforte, viola, fisarmonica, concertina, mandolino; circolano anche trascrizioni per quartetto di mandolini e versioni per arpa sola.
  • Stile cantabile e legato, con accompagnamento in tre che enfatizza il primo tempo per sostenere il push-two-three del valzer folk.
Autori e compositori #
  • Coreografia: Gwyn Williams, 1967 (ideazione forse già negli anni ‘50), pubblicata dalla Welsh Folk Dance Society.
  • Melodia: tradizionale gallese anonima (Ffarwel i’r Marian / Farewell to the Shore); nessun compositore documentato.
  • Versioni e adattamenti: Pat Shaw (1974, diffusione nordamericana); sulla stessa aria una danza distinta di Daniel Seppeler (Farewell to the Shore, 2012).
Aneddoti e curiosità #
  • La danza nasce dal doppio senso del titolo: l’«addio alla riva» riletto come «addio a Marian» genera la meccanica del saluto e del cambio di partner.
  • Colin Hume definisce Farewell Marian il «bel valzer lento di comunità» di cui ogni serata ha bisogno; Williams la chiamava «nice slow mixer community dance».
  • Gene Murrow parlò della resa inglese del titolo come di «a total corruption».
  • Ambiguità bibliografica tra Gwyn Williams di Bangor e W.S. Gwynn Williams, altro storico personaggio della Welsh Folk Dance Society.
  • Su The Session la melodia è discussa come «valzer irlandese tradizionale»: esempio di come una melodia gallese possa diventare «irlandese» solo cambiando circuito di sessione.
Presenza nei media e nella cultura di massa #
  • Nessuna presenza nel cinema, nella televisione o nella cultura di massa.
  • Presenza di nicchia ma continua nel circuito English Country Dance: animazioni didattiche, schede PDF delle federazioni di danza folk, video amatoriali, spartiti su The Session (tune #1427).
  • Registrazione di riferimento: Bare Necessities, Simple Pleasures (2000, serie Boston Centre vol. 3).
  • In Italia la melodia circola nei tunebook di sessione (spesso scambiata per valzer irlandese), ma la danza non compare nei programmi dei festival.
Difficoltà e adattamenti #
  • Difficoltà bassa / introduttiva: le figure sono standard del repertorio English Country Dance (set, turn single, box the gnat, swat the flea, valzer finale).
  • Ottima per far ballare insieme principianti ed esperti; la musica si presta a tempi rallentati.
  • Adattamenti documentati: esecuzione iniziale lenta senza musica (prassi di Hume), singoli al posto dei chassé per ridurre la vicinanza, versioni per spazi ridotti (Sicilian Circle o longways), varianti «spiritual dance» per il distanziamento.
  • Nessun adattamento italiano documentato.
Note di ricerca e fonti #

Sintesi delle fonti e segnalazione delle discrepanze:

  • Attribuzione autoriale — discrepanza principale. La danza è opera di Gwyn Williams (1967) per le fonti specialistiche di riferimento (upadouble.info, Colin Hume, Playford’s Progeny, The Session). Alcune schede nordamericane e la scheda SoCal Folk Dance la attribuiscono invece a Pat Shaw: in realtà Shaw ne curò una versione e la diffuse nel Nord America (Pinewoods, 1974), ma non ne è l’autore. Nel testo principale si è adottato Gwyn Williams.
  • Datazione. Maggioranza delle fonti: 1967, anno di pubblicazione in Four Welsh Barn Dances / Pedair Dawns Twmpath. Colin Hume riferisce però di un foglietto della Welsh Folk Dance Society degli anni ‘50: le due indicazioni sono compatibili (ideazione vs pubblicazione) e qui entrambe segnalate.
  • Formazione — seconda discrepanza. Quasi tutte le fonti descrivono un circle mixer in doppio cerchio con gli uomini all’interno. Una scheda di origine libraria la presenta come duple minor progressive longways contra dance di 64 tempi, corredata di bibliografia americana (Ralph Page, Ted Sannella, Don Armstrong): si tratta con ogni probabilità di una sovrapposizione con il repertorio contra dance statunitense, non adottata nel testo principale.
  • Nazionalità della melodia. Gallese secondo le fonti gallesi e i tune-archives (Blodau’r Grug 1992; The Traditional Tune Archive); su The Session è talvolta etichettata «valzer irlandese», etichetta non corretta.
  • Significato del titolo. marian = «riva» (significato originale gallese) e «nome proprio femminile» (lettura inglese diffusa): le due letture convivono, e il doppio senso è all’origine stessa della danza.
  • Versioni multiple. Sulla stessa aria esistono coreografie diverse (Williams, Shaw, Seppeler): la pluralità delle schede è documentata e va dichiarata, non appiattita su un’unica versione.
  • Italia. Nessuna attestazione di pratica, insegnamento o adattamento italiano: la voce resta aperta a contributi. Circola solo la melodia, come brano da sessione.
  • Bibliografia. Le voci librarie sulla contra dance americana sono state conservate per completezza (figuravano in una scheda di origine libraria), ma riguardano un repertorio affine e non documentano direttamente questa danza gallese.

Questa danza compare in 1 DVD:


Coreografia
#


Note d’archivio
#

nessuna

Riferimenti e link#

Articoli correlati