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Kalamatianos (Καλαματιανός) è la danza che, più di ogni altra, chiama insieme la Grecia: appena la musica intona il suo 7/8 asimmetrico, le mani si cercano e la catena si forma da sola, nelle piazze dei panigyria come ai matrimoni, in patria come nella diaspora.
È un syrtós - danza «trascinata», dal verbo sýro, «tirare» - ma con l’andatura saltellante e festosa che gli dà il ritmo eptasemo (3+2+2).
Il nome viene da Kalamata, in Messenia, e dai celebri fazzoletti di seta che il capofila ancora oggi tiene per guidare il secondo danzatore: quel mandili è il legame vivo fra l’artigianato della città e la memoria danzante.
In Italia la incontriamo soprattutto grazie alle comunità elleniche e alle associazioni di amicizia italo-greca, negli stage di danze greche e balcaniche: fuori dal circuito balfolk «classico», ma sempre presente, come una porta che si apre sul Mediterraneo.
Scheda sintetica#
- Nome proprio #
Kalamatianós (Καλαματιανός), nella forma completa Syrtós Kalamatianós (Συρτός Καλαματιανός). In Grecia è spesso chiamato semplicemente Syrtós, essendo la variante più celebre della famiglia dei syrtá.
Il termine indica insieme la danza, il genere musicale (kalamatianó) e i singoli brani: «Kalamatianos» non è dunque soltanto il nome di una coreografia.
- Altri nomi e varianti #
- Syrtós ho Peloponnḗsios (Συρτός ὁ Πελοποννήσιος, «il syrtos del Peloponneso») - nome ottocentesco della danza.
- Syrtós Kalamatianós, Syrtos Peloponnesiakos, Kalamatiano (forma ridotta), Calamatiano / «calamatianò» (italianizzazioni).
- In alcune aree della Rumeila Kagelli, o semplicemente Syrtós.
- Varianti regionali di stile e di repertorio (Nasso, Kalymnos, Macedonia occidentale, Creta), che mantengono la struttura di base.
- Omonimie: il kalamatianó è anche il genere musicale; il nome richiama le olive e la città di Kalamata; il canto Mandili Kalamatiano è spesso usato come sinonimo della danza stessa.
- In Italia non esiste una denominazione propria: si usa il nome greco, talvolta italianizzato.
- Traduzione e significato #
«Di Kalamata», «kalamatiano» (dal suffisso greco -ianós). Il legame con la città della Messenia non è però una prova d’origine: i musicisti popolari chiamavano così la danza perché i versi cantati parlavano dei mandili kalamatiáni, i fazzoletti di seta prodotti a Kalamata.
Syrtós viene dal verbo sýro («tirare, strascicare») e allude al carattere trascinato del passo. La traduzione letterale del nome completo è quindi «syrtos di Kalamata» o «syrtos dei fazzoletti di Kalamata».
- Area geografica e provenienza #
Grecia. L’area d’origine tradizionalmente indicata è il Peloponneso, in particolare la regione di Kalamata-Messenia; la danza è però oggi panellenica, diffusa in tutta la Grecia continentale e insulare, a Cipro e nelle comunità della diaspora (Stati Uniti, Canada, Australia, Germania, Regno Unito).
L’etnocoreologia avverte che il toponimo non basta a dedurne l’origine: la danza è propria della Grecia continentale e già nel XIX secolo circolava oltre i confini regionali.
Italia: nessuna tradizione autoctona né adattamento locale documentato; la presenza è legata alle comunità elleniche e ai circuiti di danza greca.
- Epoca e anno di riferimento #
- Antichità (contesto rivendicato): danze in cerchio aperto descritte nell’Iliade e l’hórmos spartano citato da Senofonte e Luciano - cornice culturale, non continuità documentata.
- XVIII-XIX secolo: formazione della danza come forma riconoscibile e codificata, in area messiniaca; nel XIX secolo è attestata come Syrtós ho Peloponnḗsios.
- XIX-XX secolo: il nome Kalamatianos si afferma; la danza diventa simbolo nazionale e entra nei programmi scolastici.
- 3 marzo 1926: documentata fotograficamente nell’atrio dello Zappeion di Atene.
- 2024: iscrizione nel National Inventory of Intangible Cultural Heritage of Greece.
Danza di festa e di comunità. Si balla a matrimoni, battesimi, panigyria (feste patronali), Pasqua, ricorrenze civili e nazionali, raduni della diaspora - e nei laboratori di danza greca all’estero.
- Funzione: coesione sociale e identità collettiva. La catena aperta accoglie chiunque, di qualsiasi età ed esperienza.
- Danza di apertura e di chiusura: spesso apre la festa; a Ólympos chiude il glénti, all’alba, quando restano i più giovani e la presa si allenta.
- Inclusività: è una delle poche danze greche tradizionali in cui uomini e donne ballano insieme fin dall’origine, e il posto di capofila non è precluso a nessuno.
- In Italia: assume una funzione ricreativa e interculturale, spesso come danza «di accoglienza» nei laboratori.
- Storia e origine #
Credenza popolare. La discendenza diretta dalle danze dell’antichità (l’Iliade, l’hórmos spartano) è una narrazione identitaria suggestiva, ma non supportata come attestazione documentale. Si tratta di una parentela tipologica, non di una filiazione ininterrotta.
Ricostruzione storica.
- La forma riconoscibile nasce in età moderna, probabilmente tra XVIII e XIX secolo, in area messiniaca.
- Nel XIX secolo è nota come Syrtós ho Peloponnḗsios; la sua fortuna si lega al canto Mantili Kalamatiano, che celebra la seta di Kalamata (industria fiorente in età ottomana e post-ottomana).
- Diventa danza panellenica attraverso la scuola, la mobilità di funzionari e militari peloponnesiaci e la diffusione urbana: danza del Sud liberato per primo, assurge a simbolo nazionale.
- Nel XX secolo arrivano la notazione accademica e la messa in scena (Lykeion ton Ellinidon, 1911; Dora Stratou, 1953); i rifugiati dell’Asia Minore contribuiscono a fondere e standardizzare alcuni repertori.
- Note etnocoreologiche #
Appartiene alla grande famiglia delle danze in catena aperta (open circle / chain dance), balcanico-mediterranea.
- Formazione: catena aperta o semicerchio, danzatori per mano (tradizionalmente la destra sopra la sinistra), disposizione mista; presa alta a «W» o bassa a «V» secondo il contesto.
- Senso di marcia: antiorario.
- Capofila (protokorifeos, protostatis): guida la direzione e l’andatura, improvvisa variazioni, fioriture, giri, salti e accosciate (tsakismata), spesso tenendo il secondo danzatore per un fazzoletto (mandili).
- Ultimo danzatore: segna il ritmo senza variazioni, come un’«ancora» temporale della catena.
- Passo: il medesimo del syrtos, ma il metro 7/8 cambia il feel: più ondulato e «trascinato» nel syrtos in 4/4, più saltellante e bouncé nel Kalamatianos.
- Sicurezza e inclusività: chi entra nella catena non ha bisogno di conoscere figure, solo di seguire il vicino.
- Divulgatori e gruppi di riferimento #
Grecia
- Lykeion ton Ellinidon (Lyceum Club of Greek Women, 1911) e la sua sezione di Kalamata, che ha coordinato la candidatura all’Inventario Nazionale.
- Dora Stratou Dance Theatre (Atene, 1953): ricerca, didattica e archivi.
- Archivio di Musica Tradizionale Greca (Simon Karas); Ministero della Cultura e Direzione del Patrimonio Culturale Immateriale.
- Studiosi: Giorgos H. Lykesas (Oi Ellinikoi Horoi, 1993), Yvonne Hunt (1996), Dora Stratou, Lambros Liavas, Irene Loutzaki, Nikos Vavritsas, Maria Koutsouba, Lily Antzaka-Weis.
- Divulgazione internazionale: Athan Karras, Theodore Petrides, folk dance camps nordamericani ed europei.
Italia
- Comunità Ellenica di Parma e Reggio Emilia: corsi regolari con il maestro Zacharias Krypotos «Akis».
- Associazione Piemonte-Grecia (Torino): dal 2009 stage e corsi base e avanzati (insegnante Vassilis Polizois); il gruppo danze, membro CID-UNESCO, conta oltre 150 esibizioni.
- Centro Ellenico di Cultura, Comunità Elleniche di Roma, Milano, Napoli, Bari, Taranto, Trieste, Bologna; Archivio La Prilla; portale DanzaSi.
- Insegnanti e collettivi di danze balcaniche e internazionali (es. Roberto Bagnoli, Francesca Trenta); festival come Andros, Xirò e Carpino Folk Festival.
- Nota: le comunità Griko della Grecìa Salentina e di Bovesia non praticano il Kalamatianos come danza propria (il loro repertorio comprende pizzica, tarantella e balli locali).
- Formazione e tipologia #
Formazione: catena aperta o semicerchio, mista, con danzatori per mano; numero ad libitum, da 4-5 persone fino a catene di decine di partecipanti nelle feste. Capofila all’estremità destra, ultimo danzatore a chiudere la catena.
Tipologia: syrtos festivo panellenico - chain dance di area balcanico-mediterranea. Non è danza di coppia né quadriglia; la rotazione è prevalentemente antioraria, con possibilità di entrare e uscire dalla catena.
- Struttura della danza #
Il passo base è un ciclo di 12 passi su 4 battute di 7/8, che si ripete per tutta la durata del brano: 10 passi in avanti (antiorari) e 2 passi indietro (orari), quest’ultimi come «respiro» che dà elasticità alla catena.
- Conteggio didattico: «lento-lento-lento, veloce-veloce-veloce» (o «lungo-corto-corto»); negli stage italiani si usa anche «1-2-3, 1-2, 1-2».
- Schema esemplificativo (una delle descrizioni diffuse): passo laterale a destra; incrocio del sinistro dietro al destro; passo laterale a destra; passo a sinistra; passo a destra; piccolo incrocio del sinistro davanti; passo a destra; poi piccoli passi alternati in leggera elevazione a chiudere il ciclo.
- Nessuna figura obbligatoria: la sequenza è mono-sezionale e ripetitiva; il capofila vi innesta variazioni, salti sul tempo lungo, accosciate, incroci e giri, la catena mantiene il passo base.
- La danza non ha durata predeterminata: continua finché continua la musica.
- Metro e struttura musicale #
Metro eptasemo in 7/8, scomposizione 3+2+2: una semiminima puntata seguita da due semiminime (lento-veloce-veloce). Corrisponde a tre appoggi per battuta e, in terminologia musicologica, alla famiglia dei ritmi aksak; nella metrica antica è l’epitrito secondo.
- Ciclo: 4 battute per il motivo base (12 passi).
- Forma: strofica, con frasi di 4, 8 o 16 battute, ritornelli e intermezzi strumentali; testo cantato in dimotiká (greco demotico).
- Tempo: da moderato a brillante, circa 110-130 BPM.
- Differenza con il syrtos: quello «classico» è in 4/4, più lento e solenne; il Kalamatianos è più rapido e saltellante.
- Strumenti e stile musicale #
Organico tradizionale variabile per regione:
- klarino (clarinetto) - voce melodica principale;
- violino (violi);
- laouto (liuto a manico lungo) - funzione armonico-ritmica;
- santouri (salterio);
- percussioni: daouli (tamburo a doppia faccia), toubeleki, defi/daf (tamburello);
- in area cretese e macedone la lyra; nei contesti urbani e da taverna il bouzouki; gaida (cornamusa) e fisarmonica dove attestate.
Lo stile è dimotikó, con melodie modali (drómoi vicini a hijaz o rast), ornamentazioni e melismi vocali, e un’andatura bouncing che si riflette nel passo saltellato. Canto solista e corale con ritornelli partecipati.
- Autori e compositori #
Di tradizione orale: nessun autore o compositore documentato per la danza né per il genere. Melodie e testi sono tramandati e rielaborati collettivamente.
Brani di riferimento del repertorio: Mantili Kalamatiano («Fazzoletto di Kalamata»), Samiotissa («La ragazza di Samo»), Milo Mou Kokkino («Mela mia rossa»), To Papaki, Mou Pariggile To Aidoni, I Gerakina, Ola Ta Poulakia, O Haralambis (spesso nuziale), Mekapses Yitonissa.
Elaborazioni moderne: brani éntekhno e laïkó in 7/8 (Mimis Plessas, Stamatis Kraounakis, Stavros Xarchakos), rielaborazioni per banda e orchestra (es. Franco Cesarini) e interpretazioni di cantanti come Glykeria - adattamenti d’autore, non composizioni originali della danza.
- Aneddoti e curiosità #
- Il fazzoletto (mandili) non è un accessorio scenico ma uno strumento di conduzione: il «passaggio del fazzoletto» a un altro danzatore segnala il cambio di guida, momento di riconoscimento e rispetto. Richiama le sciarpe di seta di Kalamata celebrate dal canto Mantili Kalamatiano.
- Feste che durano ore: in molti panigyria il Kalamatianos può protrarsi a lungo, con avvicendamento continuo di danzatori che entrano ed escono dalla catena senza interromperne il flusso.
- Dal folk alla musica colta e pop: Dave Brubeck usò una variante del 7/8 in Unsquare Dance (con la battuta divisa 4+3); Donald Swann ne adottò il ritmo in Requiem for the Living; Cat Stevens scrisse Ruby Love in 7/8 con marcato sapore greco.
- Kalamata 2017: tentativo di record Guinness con centinaia di danzatori riuniti in città.
- Attenzione al Sirtaki: è una coreografia teatrale creata nel 1964 per Zorba il greco (musica di Mikis Theodorakis), ispirata a Syrtos e Hasapiko, ma non è una danza tradizionale né coincide con il Kalamatianos.
- In Grecia si dice che «se sai il Kalamatianos, sai ballare a un matrimonio greco».
- Presenza nei media e nella cultura di massa #
- Cinema: celebre la scena finale de Il mio grosso grasso matrimonio greco (2002), in cui il cast danza un Kalamatianos su Orea Pou Ine I Nifi Mas.
- Discografia etnografica: l’antologia Music of Greece della National Geographic Society (1968) include Mekapses Yitonissa; numerose playlist raccolgono kalamatianá (es. «Kalamatiana: Greek Rhythms»).
- Istituzioni: Teatro Dora Stratou sull’Acropoli, cerimonie olimpiche (Atene 2004), festival e rassegne della diaspora.
- Bande e orchestre: l’esecuzione della United States Marine Band «Kalamatianos (Greek Dance) - Dance in 7/8 time from Kalamata» testimonia la fortuna internazionale del brano-tipo.
- Web: innumerevoli tutorial, riprese di matrimoni e feste reali su YouTube, che costituiscono un archivio visivo vivo.
- In Italia: presentazioni in spettacoli e rassegne dedicate alla Grecia (es. lo spettacolo Hellas a Castenaso) e nelle serate delle comunità greco-ortodosse; nessuna presenza di rilievo in produzioni di largo consumo.
- Difficoltà e adattamenti #
- Catena (base): difficoltà bassa. Il passo è ripetitivo e si impara per assimilazione seguendo il vicino; famoso il conteggio «lento-lento-lento, veloce-veloce-veloce».
- Capofila: difficoltà medio-alta. Richiede repertorio di variazioni, senso musicale e capacità di improvvisare rispettando la fraseologia (salti, tsakismata, giri).
- Il vero scoglio: l’assimilazione del 7/8 asimmetrico, non intuitivo per chi è cresciuto su metri pari (4/4, 2/4). Consigliato ascoltare a lungo il brano prima di danzarlo, per «sentire» l’accento del gruppo di tre.
- Adattamenti (Italia): cerchio più raccolto e presa a «V» bassa per i neofiti; ritmo rallentato didatticamente; riduzione delle variazioni del capofila; basi musicali registrate per isolare il ritmo; conteggio verbale esplicito; uso della danza come «danza di accoglienza».
- Nessuna coreografia fissa imposta: la ricchezza sta nella relazione fra il capofila e la catena, non in una sequenza codificata.
- Note di ricerca e fonti #
Discrepanze riscontrate tra le risposte.
- Radici antiche: il collegamento con Omero e con l’hórmos descritto da Senofonte e Luciano è trattato da alcune schede come «eredità diretta» e da altre come credenza identitaria o parentela tipologica. Qui è presentato come cornice culturale, non come continuità documentata.
- Origine geografica dal nome: l’attribuzione a Kalamata-Messenia è tradizionale, ma alcune schede ricordano che il toponimo non è prova d’origine (erano i versi cantati sui mandili a dare il nome).
- Descrizione del passo base: le schede danno schemi descrittivi diversi, senza però contraddire la struttura 10 passi avanti + 2 indietro.
Equivoci da sfatare. Il Kalamatianos non è il Sirtaki (coreografia teatrale del 1964) e non è il Syrtos «classico» in 4/4: con quest’ultimo condivide i passi, non il metro. Il nome, inoltre, designa insieme danza, genere musicale e singolo canto.
Italia. Non esiste una tradizione autoctona né una mappatura completa degli stage: la presenza è reale ma legata a comunità elleniche, associazioni italo-greche e circuiti di danza greca/balcanica. La voce resta aperta a segnalazioni di caller, insegnanti e danzatori (programmi, registrazioni, testimonianze verificabili).
Questa danza compare in 1 DVD:
Coreografia#
Note d’archivio#
Riferimenti e link#
- [1]Katevas - Greek Folk Dances (Kalamatiana) / ΚαλαματιανάEsecuzione di riferimento: medley di canti kalamatianá (incluso Mandili Kalamatiano) con danza tradizionale in catena.
- [2]Greek Dance 101 - Kalamatiano (video didattico)Lezione sul passo base del kalamatiano, utile per osservare il ciclo di 12 passi e il conteggio del 7/8.
- [3]Greek Dancing - Kalamatiano (lezione)Dimostrazione didattica del passo base e della formazione in catena aperta.
- [4]Kalamatianós Dance - National Inventory of Intangible Cultural Heritage of GreeceScheda ufficiale del Ministero della Cultura greco: iscrizione nell’Inventario Nazionale nel 2024, descrizione etnocoreologica e musicologica, documentazione audiovisiva.
- [5]Kalamatianos - National Inventory of Intangible Cultural Heritage of Greece, scheda completa (PDF, EN)Documento ufficiale con storia, ritmo 7/8 (3+2+2), diffusione, bibliografia e apparato documentario.
- [6]Kalamatianos - Wikipedia (EN)Voce enciclopedica ben referenziata: 12 passi su 4 battute, 10 passi avanti e 2 indietro, nome ottocentesco Syrtós ho Peloponnḗsios, rapporto con il syrtos in 4/4, riferimenti a Omero, Senofonte e Luciano.
- [7]Kalamatianos - Encyclopaedia BritannicaVoce enciclopedica che classifica il Kalamatianos come danza a catena greca, forma del syrtos, e ne descrive il carattere panellenico.
- [8]Kalamatianó (L*), Καλαματιανό / Syrtó - Folk Dance FootnotesScheda di etnocoreologia applicata: distinzione fra syrtó in 4/4 e kalamatianó in 7/8, varianti regionali e repertorio dei canti associati.
- [9]Kalamatianos - Hellenicaworld (Greek Folk Dance)Repertorio folkloristico: contesto esecutivo, ruolo del fazzoletto del capofila e cantici tradizionali del genere.
- [10]Kalamatianos Dance in Greece - DanceUSDescrizione della danza nel repertorio internazionale di danze popolari, con note su occasioni, accessibilità del passo e variazioni del capofila.
- [11]Dora Stratou, Greek dances: our living link with antiquity (Archive.org)Pubblicazione di Dora Stratou sulla tradizione, il significato e la trasmissione delle danze greche.
- [12]Dora Stratou Greek Dances TheatreIstituzione greca di riferimento (attiva dal 1953) per ricerca, didattica e archivi audiovisivi della danza tradizionale ellenica.
- [13]Nikos Vavritsas, Studies in Physical Culture and Tourism, vol. 18 (PDF)Studio accademico che distingue sul piano metrico il syrtos (tetrasimos, 4/4) dal kalamatianos (eftasimos, 7/8) e ne discute le implicazioni coreutiche.
- [14]Lily Antzaka-Weis, Nationalizing Greek Folk Dancing - From Non-Western to Greek-only, ICTM Ethnochoreology Proceedings, 2018 (pp. 129-136)Contributo sull’invenzione e la nazionalizzazione della danza popolare greca: utile per leggere la costruzione ottocentesca del Kalamatianos come danza nazionale.
- [15]Betty Casey, International Folk Dancing U.S.A., University of North Texas Press, 1981/2000 (pp. 151-156)Manuale di riferimento sulla circolazione internazionale delle danze popolari, con la ricezione del repertorio greco nei circuiti statunitensi.
- [16]Kalamatianos: A Dance that Unites Greece - Costa Navarino StoriesArticolo che documenta l’iscrizione nell’Inventario Nazionale del Patrimonio Culturale Immateriale greco e il legame con il fazzoletto di seta di Kalamata (supervisione scientifica di Lambros Liavas e Irene Loutzaki).
- [17]Danze Tradizionali Greche - Comunità Ellenica di Parma e Reggio EmiliaFonte italiana sulla diffusione del Kalamatianos nei corsi di danze tradizionali greche in Italia, con il maestro Zacharias Krypotos «Akis».
- [18]Corsi di danza - Associazione Piemonte-Grecia, TorinoDocumentazione dell’attività italiana di stage e corsi di danze greche (syrtós, kalamatianós) dal 2009 e del gruppo danze membro del CID-UNESCO.
- [19]Greek folk dances explained: Syrtaki, Kalamatianos, Tsamiko - Greek Dance AthensGuida che distingue il Kalamatianos tradizionale dal sirtaki scenico e ne riassume formazione, ritmo e contesto festivo.






