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Kan Badarom

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Kan Badarom (כאן בדרום, «Qui nel Sud») è una delle danze di coppia più amate del repertorio israeliano - uno rikud zugot che da mezzo secolo mette in cerchio le coppie e le fa entrare nel ballo senza chiedere vere e proprie posizioni da sala.

Creata nel 1974 da Moti Elfassi sulla canzone di Gabi Swissa e Shulamit Shomron, interpretata dal gruppo Sufa BaMidbar («Tempesta nel deserto»), porta nel titolo e nel testo il paesaggio assolato del Sud d’Israele: il silenzio del Negev, il sole che brucia, il Mar Morto immobile. Basta una mano tesa e pochi passi camminati - più lo yemenite, la figura-chiave di mezzo repertorio israeliano - per impararla: per questo è tra le prime danze di coppia che si insegnano ai principianti, nei campi estivi e nelle harkadot di tutto il mondo.

In Italia la incontriamo nei corsi e nelle serate di danza israeliana e di International Folk Dance, non nei circuiti balfolk «classici». Chi l’ha ballata da noi è invitato a raccontarcelo: questa scheda cresce anche con le vostre memorie.

Scheda sintetica
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Nome proprio #

Kan Badarom (כאן בדרום), nella grafia più precisa Kan Ba’Darom. Nelle fonti anglofone circolano le traslitterazioni Kan BaDarom, Ken Badarom e Khan Badarom.

Il nome indica al tempo stesso la danza e la canzone su cui è costruita: una prassi consueta nel repertorio israeliano, dove la coreografia nasce come «veste corporea» di un brano già noto.

Altri nomi e varianti #
  • Grafie traslitterate: Kan Ba’Darom, Kan BaDarom, Ken Badarom, Khan Badarom.
  • Kan Badarom Hacham («Qui nel caldo Sud») - dal ritornello della canzone.
  • Versioni coreografiche catalogate (7, secondo il database israelidance.com): Long, Short, 2x, 3x, New, Old e Rock style - Short - tutte attribuite a Moti Elfassi e adattate nel tempo dallo stesso autore.
  • Kan Badarom (Dance Version) - versione strumentale da ballo nell’album Shalom Al Israel - Israeli Folk Dances Vol. 2 (1991).
  • Omonimia: Layla Badarom («Notte nel Sud»), brano del 1968 di Edna Goren e Kobi Recht, è un canto diverso, con cui la danza viene talvolta confusa.
  • Nessun nome italiano documentato.
Traduzione e significato #

«Qui nel Sud» o «Qui nel caldo Sud»: kan = «qui», ba-darom = «nel Sud», hacham = «caldo». Non è un toponimo puntuale, ma un riferimento poetico-geografico al meridione d’Israele: il silenzio del Negev, il sole che brucia, il vento, le rocce, il Mar Morto.

La traduzione inglese attestata è Here in the South. Attenzione a non confonderlo con Layla Badarom, «Notte nel Sud».

Area geografica e provenienza #

Israele. La danza appartiene al repertorio dei rikudei am (danze popolari israeliane «create»), sviluppato nei kibbutzim, nelle harkadot e nelle scuole di danza urbana, e diffuso in tutto il mondo nei campi estivi e nei gruppi di Israeli folk dance (Stati Uniti, Francia, Europa).

Il riferimento al Sud appartiene al titolo e al testo della canzone, non indica una specifica provenienza regionale della coreografia.

Italia: nessuna tradizione autoctona; presenza legata a corsi, stage e serate di danza israeliana e di International Folk Dance.

Epoca e anno di riferimento #
  • 1974: anno di creazione della coreografia di Moti Elfassi e del brano musicale (attestato da dansesdisrael.fr, dall’archivio Rokdim e dalla maggior parte delle fonti).
  • 1991: la versione strumentale da ballo entra nell’album Shalom Al Israel - Israeli Folk Dances Vol. 2 (Effi Netzer Band con Yonathan Gabay).
  • 2006: presentata al Stockton Folk Dance Camp (descrizione di Loui Tucker, Southern California Folk Dance Federation).
  • 2011: esecuzione pubblica al camp HiLuLa 2.0 (Purim 2011).

Il database israelidance.com non riporta l’anno; una fonte indica 1985 (variante, vedi Note di ricerca).

Occasione e funzione sociale #

Danza sociale ricreativa: si balla nelle harkadot (serate di danza israeliana), nei matrimoni e nelle feste comunitarie, nei campi estivi, nei raduni di danza popolare internazionale e negli eventi legati alla cultura ebraica.

  • Funzione: socialità e apprendimento - è la porta d’ingresso tipica al repertorio israeliano di coppia, perché non chiede la posizione chiusa da sala.
  • Contesto d’uso: ripresa in programmi e campi (Stockton 2006, HiLuLa 2011); in alcuni repertori americani è classificata «C» - danza di coppia non programmata di routine, eseguita su richiesta.
  • Non documentata una funzione rituale specifica: è una danza d’autore moderna, non una pratica cerimoniale tradizionale.
Storia e origine #

Kan Badarom è una danza d’autore su canzone d’autore - la forma tipica del repertorio israeliano moderno. La coreografia è di Moti Elfassi (1974); la canzone ha testo di Shulamit Shomron, musica di Gabi Swissa ed è interpretata dal gruppo Sufa BaMidbar («Tempesta nel deserto», in inglese Storm in the Desert Band).

  • Si inserisce nel filone delle danze di coppia che, dagli anni Sessanta-Settanta, hanno arricchito un repertorio fino ad allora dominato dalla hora e dalle danze in cerchio comunitarie.
  • Non è una sopravvivenza di una danza tradizionale antica né una coreografia di trasmissione rurale: è una composizione moderna, databile e firmata.
  • Il termine rikudei am («danze del popolo») non va letto come «tradizione contadina anonima»: designa un repertorio costruito, in cui convivono elementi della diaspora (yemenite, hasidici, balcanici, mediorientali) e forme nuove.
Note etnocoreologiche #

Classificata come rikud zugot (danza di coppia) eseguita in un grande cerchio di coppie, con rotazione antioraria.

  • Presa: semplice, per le mani interne, affiancata - non nella posizione chiusa del ballo da sala (è l’elemento che la rende accessibile).
  • Passi e figure: passi camminati, Back Yemenite a ritroso, Yemenite sul posto, brevi hold che scandiscono il fraseggio; nella seconda parte allontanamenti circolari individuali e ritorno affiancati, con transizioni a contatto palmo a palmo.
  • Lo yemenite è una figura tecnica ricorrente in gran parte del repertorio israeliano: la sua presenza non implica un’origine yemenita della danza.
  • Discrepanza minore: alcune fonti collocano l’uomo all’interno del cerchio, altre la donna - entrambe le versioni sono circolate nei descrittivi (vedi Note di ricerca).
Divulgatori e gruppi di riferimento #

Coreografo e musica

  • Moti Elfassi (anche Motti, Mofi Alfassi, Moti Elfasy, Elfasi), attivo fra anni Sessanta e Ottanta.
  • Interpreti: Sufa BaMidbar (Storm in the Desert Band); la versione strumentale da ballo è della Effi Netzer Band con Yonathan Gabay (1991).

Divulgazione internazionale

  • Camp e festival di danza israeliana: Stockton Folk Dance Camp (2006, descrizione di Loui Tucker per la Southern California Folk Dance Federation), HiLuLa (2010-2011), Yachad.
  • Archivi e database: Rokdim (rokdim.co.il), israelidances.com, israelidance.com, hebrewsongs.com, Danses d’Israël; notazione ABC di John Chambers; Evansville Folk Dancers.

Italia

  • Roberto Bagnoli (Reggio Emilia, Firenze, Milano; seminari a Bagno a Ripoli e Genova nel 2009; campo Balkanot), Terra di Danza (Parma, Modena, Reggio Emilia - Carla Padovani, Sara Calzetti), Eli Sasson (Roma), gruppi Yachad, associazioni Ariadidanze e FARE, comunità ebraiche e gruppi di International Folk Dance.
  • Nei circuiti balfolk non è attestata una presenza stabile.
Formazione e tipologia #

Formazione: un grande cerchio di coppie, con i partner affiancati (l’uomo a sinistra della donna o, secondo altre fonti, all’interno del cerchio), presa per le mani interne; nella seconda parte della danza i partner si fronteggiano, si allontanano su traiettorie curve e si ricongiungono.

Tipologia: rikud zugot / couple dance del repertorio israeliano moderno. Non è una catena singola né una quadriglia, ma non è nemmeno una danza da sala: la presa resta semplice e aperta.

Struttura della danza #

La coreografia si articola in due parti principali e transizioni, costruite su frasi di 8 tempi:

  • Parte I: motivo base ripetuto - tre passi camminati in avanti con il piede interno e un hold, poi Back Yemenite con il piede esterno e un hold; la sequenza si ripete. Transizione: i partner si voltano l’uno verso l’altro e si toccano i palmi delle mani.
  • Parte II: i partner si fronteggiano e si allontanano descrivendo un piccolo cerchio individuale (step-together-step lenti: l’uomo in un senso, la donna nell’altro), quindi eseguono due Yemenite sul posto e tornano affiancati, pronti a ricominciare.
  • Transizione finale: brush del piede interno in preparazione della ripetizione.
  • Il numero di ripetizioni varia secondo la versione (da cui le varianti Long, Short, 2x, 3x).

Per la pratica è opportuno seguire una dimostrazione o una lezione: la sola descrizione scritta non sostituisce l’osservazione dei movimenti.

Metro e struttura musicale #

Metro 4/4, tempo moderato (circa 108 BPM), tonalità di Mi minore secondo una delle schede tecniche.

  • Forma: canzone con strofe e ritornello che si alternano; il testo è in ebraico (zemer ivri, canzone d’autore israeliana).
  • Versione da ballo: Kan Badarom (Dance Version), incisione strumentale dell’album Shalom Al Israel - Israeli Folk Dances Vol. 2 (1991), tra le più usate nei campi.
  • Una minoranza delle fonti indica un metro di 2/4 o 4/4 (vedi Note di ricerca).
Strumenti e stile musicale #

Canzone israeliana degli anni Settanta sulla linea del zemer ivri: voce solista e corale, chitarre acustiche, basso, tastiere e percussioni leggere, con influenze pop-folk mediterranee.

Interpretazione originale: Sufa BaMidbar (Storm in the Desert Band). Versione strumentale da ballo: Effi Netzer Band con Yonathan Gabay (1991). Lo stile è melodico e narrativo, con tempi moderati che assecondano i passi camminati e gli yemenite.

Autori e compositori #
  • Coreografia: Moti Elfassi (1974).
  • Musica: Gabi Swissa (trascritto anche Suissa).
  • Testo: Shulamit Shomron (trascritto anche Shlomit Shimron).
  • Interpretazione originale: Sufa BaMidbar (Storm in the Desert Band).

La variabilità delle grafie nei nomi è tipica delle traslitterazioni dall’ebraico (vedi Note di ricerca).

Aneddoti e curiosità #
  • La danza-maestra dei principianti: da oltre trent’anni le schede dei campi la descrivono come una delle prime danze di coppia da insegnare, perché «richiede solo una presa semplice delle mani (non la posizione da sala) e passi camminati elementari».
  • Un classico che resiste: al camp HiLuLa di New York (2011) era ancora in programma a 37 anni dalla creazione - segno di come il repertorio israeliano «storico» conviva con le novità annuali.
  • Sette versioni catalogate (Long, Short, 2x, 3x, New, Old, Rock style): la coreografia è «viva», riadattata più volte dallo stesso autore secondo il brano, il livello dei danzatori e l’occasione - prassi consueta nel rikudei am contemporaneo.
  • La canzone Kan Badarom è un evergreen della radio israeliana, cantata nelle feste e attorno ai falò; il testo invita una ragazza ad ascoltare il silenzio del deserto e a guardare il sole che brucia.
  • Da non confondere con Layla Badarom («Notte nel Sud»), il canto del 1968 di Edna Goren e Kobi Recht: i due titoli si somigliano e vengono talvolta sovrapposti.
Presenza nei media e nella cultura di massa #

Nessuna presenza nel cinema o nella televisione di rilievo, né nella cultura popolare italiana. La visibilità passa dai circuiti specialistici:

  • video di esecuzione e di insegnamento del canale Rokdim e riprese dei camp (HiLuLa, Stockton);
  • database e repertori online (Rokdim, israelidances.com, israelidance.com, hebrewsongs.com, Danses d’Israël);
  • incisioni musicali per danza (Shalom Al Israel - Israeli Folk Dances Vol. 2, 1991) e diffusione su piattaforme di streaming;
  • cue sheet e dispense dei campi (Southern California Folk Dance Federation 2006, Evansville Folk Dancers).
Difficoltà e adattamenti #

Livello principiante. La semplicità della presa e dei passi camminati la rende adatta anche a chi non ha esperienza di danza di coppia; è spesso il primo rikud zugot che si insegna.

Dove sta la difficoltà:

  • l’esecuzione ritmica ed espressiva dello yemenite, vera «chiave di volta» di gran parte del repertorio israeliano;
  • la coordinazione con il partner nelle transizioni e nei piccoli cerchi individuali della Parte II;
  • la memoria della sequenza fra le due parti, se non si segue un caller o un insegnante.

Adattamenti: insegnata senza modifiche, talvolta rallentata nella fase didattica; nei contesti di danze popolari internazionali si usa una presa bassa per favorire i neofiti. Non è adattata ai repertori balfolk: entra semmai come danza ospite nelle serate che aprono una finestra sulle danze israeliane.

Note di ricerca e fonti #

Tesi accolta. Kan Badarom è una danza di coppia coreografata da Moti Elfassi nel 1974 sulla canzone omonima di Gabi Swissa (musica) e Shulamit Shomron (testo), interpretata da Sufa BaMidbar. La tesi è corroborata da fonti primarie indipendenti e convergenti: israelidance.com (ID 2439: Type: Partner, By: Moti Elfassi, Performer: Storm in the Desert Band, Lyrics: Shlomit Shimron, Music: Gabi Suissa, sette versioni), dansesdisrael.fr (Moti Alfassi, 1974, Gabi Swissa, Schulamit Shomron), israelidances.com (DanceID 65, partner dance), il cue sheet del Southern California Folk Dance Camp 2006, hebrewsongs.com e l’archivio Rokdim.

Discrepanze e varianti.

  • Anno: 1974 è la data attestata dalla maggior parte delle fonti; una indica 1985. Il database israelidance.com lascia il campo «Year» vuoto.
  • Brano musicale: una fonte lega la danza a Layla Badarom («Notte nel Sud», Edna Goren e Kobi Recht, 1968). Si tratta di un canto diverso: il titolo della danza («Qui nel Sud») e quello del brano citato («Notte nel Sud») non coincidono, ed è probabilmente all’origine della confusione.
  • Grafia del coreografo: Moti Elfassi / Elfasy / Elfasi / Alfasi / Alfassy / Mofi Alfassi; del compositore: Gabi Swissa / Suissa.
  • Testo: Shulamit Shomron / Shlomit Shimron.
  • Posizione dei partner nel cerchio: alcune fonti collocano l’uomo all’interno, altre la donna; entrambe le letture sono state riportate. Segnalazione non verificata. Una fonte propone un’omonimia con un’espressione pop scandinava: la verifica non ha dato riscontri e la segnalazione non è stata accolta.

Riferimento video. La voce 1 della bibliografia è il video ufficiale dell’archivio Rokdim.

Italia. Non esiste una mappatura completa dei corsi e delle serate: la danza è praticata nei circuiti di danza israeliana e di International Folk Dance, non nei balfolk. La voce resta aperta a contributi di insegnanti e danzatori con programmi, locandine o registrazioni.

Questa danza compare in 1 DVD:


Coreografia
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Note d’archivio
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nessuna

Riferimenti e link#

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