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La Salamandre

Video
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La Salamandre - in alsaziano D’r Alamànder - è una delle danze più emblematiche della pianura del Reno. Il nome inganna: non ha nulla a che vedere con l’anfibio del fuoco, ma rimanda agli Alamanni, il popolo germanico che ha dato il nome alla regione alemanna.

È una ronda di coppie che gira nel «senso del sole», dove gli uomini entrano ed escono dal centro e le donne intrecciano una ghirlanda attorno a loro.

Scheda sintetica
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Nome proprio #
La Salamandre (francese); D’r Alamànder nella forma alsaziana / alemanna. È una danza di coppie in cerchio della pianura del Reno.
Altri nomi e varianti #
  • D’r Alamànder, Alamander, Alaman, D’r Alamander Tanz: forme dialettali alemanne
  • La Salamandre d’Alsace; nei quaderni di danza americani La Salamandre (Alsace) o La Salamandre (France)
  • In alcune aree alemanniche Familienwalzer («valzer delle famiglie»), per l’uso intergenerazionale
  • In italiano, nei materiali didattici, semplicemente «Salamandra»
  • Da non confondere con: la Mazurka de la Salamandre (composizione recente in 3/4 dello stesso areale), il film svizzero La Salamandre di Alain Tanner (1971) e l’omonimo Bransle de la Salamandre dell’Orchésographie di Arbeau
Traduzione e significato #

Salamandre significa «salamandra», ma il nome della danza non deriva dall’animale. Secondo la filologia alsaziana (Sàmmle / OLCA) è l’adattamento di Alamànder / Alamans, cioè gli Alemanni, il popolo germanico stanziato nella pianura renana: significato letterale «danza degli Alemanni» o «alla maniera alemanna».

L’associazione con la salamandra - creatura leggendaria immune al fuoco, emblema di Francesco I di Francia con il motto Nutrisco et extinguo - è una credenza / ri-significazione popolare posteriore, priva di fondamento storico documentato.

Area geografica e provenienza #

Alsazia, pianura del Reno (Francia nord-orientale), con centro di riferimento nella valle di Munster (Haut-Rhin). Storicamente diffusa in tutto il settore alemannico del Reno superiore, sul versante francese e tedesco: Alsazia, Baden limitrofo e Svizzera tedesca. È stata inoltre trasmessa nei circuiti internazionali del folk dance (Canada, Stati Uniti).

In Italia la danza non appartiene al repertorio autoctono.

Epoca e anno di riferimento #

Struttura a due strati cronologici:

  • Figure arcaiche (ronde des couples e va-et-vient degli uomini) di tradizione orale secolare, non databili con precisione (probabile origine medievale o precedente)
  • Seconda parte (tour du couple e galop latéral) messa in forma da Jeanne Lau di Munster all’inizio del XX secolo (ca. 1900-1920)
  • Sistemazione scritta in Elsässischi Volksdänz di Paul Boistelle (1936); rilevamento sul campo negli anni ‘70
  • Diffusione internazionale dal 1988 (Heritage ‘88 International Festival, Canada) ad opera di Germain Hébert, che l’aveva appresa da Solange Denni, e poi presentata allo Stockton Folk Dance Camp (1993)
Occasione e funzione sociale #
  • Danza comunitaria e festiva: balli di villaggio, feste patronali (Kirb), feste agricole e di primavera/estate
  • Secondo la lettura etnocoreologica alsaziana, la sua funzione originaria sarebbe apotropaica e di fecondazione del suolo, legata al ciclo solare (il va-et-vient verso il centro) - lettura interpretativa, non prova documentaria
  • In alcune aree alemanniche è detta Familienwalzer («valzer delle famiglie»), occasione intergenerazionale a cui partecipavano tutte le età
  • Oggi: danza di rappresentazione nei gruppi folklorici alsaziani e di bal trad in Alsazia, presente anche nei repertori internazionali di folk dance
Storia e origine #

Danza popolare della pianura del Reno, appartenente al patrimonio alsaziano-alemanno. La struttura più antica si riconosce nella ronda di coppie e nel va-et-vient degli uomini verso il centro, gesti che la ricerca alsaziana legge come residui di antiche pratiche rituali europee. La seconda parte - giro di coppia e galop laterale - è più recente e fu ordinata nella forma attuale da Jeanne Lau (Munster) nei primi decenni del Novecento.

La danza è raccolta e diffusa dai gruppi folklorici alsaziani e documentata da Sàmmle / OLCA e dalla Fédération des Groupes Folkloriques d’Alsace; la versione circolata nei festival internazionali risale a Solange Denni → Germain Hébert (Heritage ‘88, poi Stockton 1993).

Ipotesi locale, non unanimemente accolta: la melodia deriverebbe da una marcia militare portoghese del 1790 («Rutsch hin, rutsch her»). La datazione puntuale della danza resta incerta.

Note etnocoreologiche #
  • Ronda di coppie in cerchio chiuso, mista, che progredisce in senso orario (il «senso del sole»); la tradizione alsaziana carica di significato il verso di marcia - l’antiorario era percepito come «inverso» e sfavorevole
  • Differenziazione dei ruoli nel tema B: gli uomini entrano ed escono dal centro in va-et-vient, mentre le donne «tessono» (weaving) una ghirlanda attorno a loro
  • Passi: camminato, stamp (battuta di piede con trasferimento di peso), chassé laterale, frappé verso il centro immaginario, giro di coppia
  • Il nome Alamànder/Alamanni lega la danza all’identità linguistica e territoriale alemanna; l’interpretazione simbolica (cerchio cosmico, rito di fertilità) è una lettura etno-antropologica
  • Parentele coreologiche con le Kettentänze austriache e con le ronde del Baden-Württemberg
Divulgatori e gruppi di riferimento #
  • Alsazia: gruppi folklorici Les Cigognes de Strasbourg, Echo du Château de Kaysersberg, D’Illmattà Pàrlà, gruppo di Geispolsheim; Sàmmle / OLCA (Office pour la Langue et la Culture d’Alsace) e la Fédération des Groupes Folkloriques d’Alsace
  • Trasmissione internazionale: Solange Denni → Germain Hébert (Heritage ‘88; Stockton Folk Dance Camp 1993); notazione della Folk Dance Federation of California
  • Musicisti e arrangiatori: Paul Boistelle (Elsässischi Volksdänz, 1936) e le orchestre folkloriche alsaziane
  • In Italia: non risultano gruppi stabili dedicati; la danza compare in stage monografici sulle danze alsaziane o renane tenuti da insegnanti alsaziani ospiti (es. Gran Bal Trad di Vialfrè, 2022)
Formazione e tipologia #

Danza di coppie in cerchio chiuso (ronda), mista. I partner sono disposti lungo il cerchio e si tengono in posizione chiusa o in promenade.

  • Nel tema B la struttura si apre: gli uomini al centro, le donne all’esterno in tessitura
  • Tipologia: ronda tradizionale alsaziano-alemanna, danza di coppia e di gruppo con scambi e intrecci
  • Numero di partecipanti: gruppi di più coppie; adattabile a formazioni di dimensioni diverse
Struttura della danza #
  • Tema A - Ronda di coppie: il cerchio avanza in senso orario con passi camminati e stamp; gli uomini vanno e vengono dal centro (va-et-vient) con un frappé verso un centro immaginario
  • Tema B - Tessitura e giri: le donne intrecciano / «tessono» (weaving) attorno agli uomini, con chassé laterali e cambi di posizione; seguono il tour du couple (giro della coppia) e il galop latéral in posizione back promenade / closed ballroom
  • Sequenza: alternanza dei temi A e B, ripetuti sulle frasi musicali; chiusura con la battuta finale e ripresa del ciclo
  • Struttura modulare e ripetitiva; le versioni internazionali differiscono per numero di ripetizioni e dettagli delle figure
Metro e struttura musicale #
  • Metro: 2/4 secondo la notazione della Folk Dance Federation of California (talvolta indicato 4/4), andamento moderato-allegro
  • Struttura in sezioni (A e B) su 32 battute per sezione, con fraseggio regolare
  • Carattere ritmico e quasi marziale nel tema della ronda, più vivace nel galop finale
  • Ipotesi locale: la melodia deriverebbe da una marcia militare portoghese del 1790 («Rutsch hin, rutsch her»)
Strumenti e stile musicale #
  • Organico tradizionale renano-alsaziano: violino, fisarmonica (anche diatonica), flauto, clarinetto, strumenti a corda
  • Stile chiaro e ritmato, da ballo di paese; andamento ora solenne (ronda) ora vivace (galop)
  • Registrazioni storiche di riferimento: Danses populaires d’Alsace (OMC 67067) e Elsässischi Volksdänz di Paul Boistelle
Autori e compositori #
  • Di tradizione orale per le parti antiche: non riconducibili a un autore individuale
  • Jeanne Lau di Munster: messa in forma della seconda parte (giro di coppia e galop) all’inizio del XX secolo - riorganizzazione coreografica, non «autorialità» compositiva
  • Arrangiamenti musicali: Paul Boistelle e i musicisti dei gruppi folklorici alsaziani
  • Trasmissione internazionale: Solange Denni e Germain Hébert
Aneddoti e curiosità #
  • Il nome inganna: molte presentazioni turistiche collegano la danza all’anfibio immune al fuoco (emblema di Francesco I, Nutrisco et extinguo); le fonti alsaziane precisano che si tratta di Alamànder / Alamans, dagli Alemanni
  • Il senso di marcia: la tradizione attribuisce significato al verso della ronda; si racconta che nel XVI secolo alcune donne di Munster fossero sospettate di stregoneria per aver danzato «nel verso sbagliato» (antiorario) - episodio da trattare con prudenza storica
  • Dal folklore al campus: la danza è passata dai balli di villaggio alsaziani ai campus americani grazie a Solange Denni e Germain Hébert (1988-1993)
  • Il nome ricorre anche in denominazioni di sottogruppi folklorici locali (es. Salamandre des petits)
Presenza nei media e nella cultura di massa #
  • Presente nei video e negli spettacoli dei gruppi folklorici alsaziani (Geispolsheim, D’Illmattà Pàrlà, Les Cigognes de Strasbourg) e in documentari regionali
  • Documentata nei repertori e nei campus internazionali di folk dance (Folk Dance Federation of California, Stockton)
  • Non ha una presenza significativa nella cultura di massa: da non confondere con l’omonimo film svizzero La Salamandre di Alain Tanner (1971), estraneo alla danza
Difficoltà e adattamenti #
  • Difficoltà media: i passi base (camminato, stamp, chassé, giro di coppia) sono accessibili; la complessità sta nella differenziazione dei ruoli nel tema B (va-et-vient maschile e tessitura femminile) e nel mantenere coesione del cerchio e pulsazione
  • Adattamenti: nei contesti didattici internazionali si riducono le ripetizioni e si semplificano gli intrecci; in Italia, quando proposta, a volte si esegue solo la ronda senza il galop, per piste piccole. Le versioni folkloriche alsaziane curano invece portamento e marcatezza dei frappé rituali
Note di ricerca e fonti #

Fonti primarie: Sàmmle / OLCA, Fédération des Groupes Folkloriques d’Alsace, la notazione della Folk Dance Federation of California (1993), Matzen & Schneider (1975), Guilcher (1969) e Boistelle (1936).

Discrepanze e varianti riscontrate:

  • Etimologia: prevalente e documentata Alamànder / Alamans (Alemanni); l’origine «animale salamandra» è una credenza popolare secondaria
  • Metro: 2/4 secondo la notazione FDF (alcune fonti 4/4)
  • Lettura rituale: il carattere solare e di fertilità della ronda è una lettura etno-antropologica, non una prova storica
  • Melodia: l’ipotesi della marcia portoghese del 1790 non è unanimemente accolta; la datazione puntuale resta incerta

Questa danza compare in 1 DVD:


Coreografia
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Note d’archivio
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nessuna

Riferimenti e link#

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