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Le Maître de la Maison — «Il padrone di casa» — è un branle cantato dell’Est della Francia, entrato nel repertorio internazionale con una voce che chiede, strofa dopo strofa: «Mais où est donc le maître de la maison?». La risposta è una galleria di ritratti domestici poco esemplari: il padrone che dimentica l’aratro, la padrona che cucina senza uova né farina, il figlio, la figlia, la serva. Una satira contadina che si balla ridendo.
La danza è una catena aperta o un cerchio, mani in V o presa per il mignolo, passi doppi e semplici che fanno avanzare verso sinistra, poi un giro individuale. La semplicità è la sua forza: non ci sono passi diversi per uomini e donne, e il canto tiene insieme il gruppo.
Le fonti la collocano tra Lorena e Alsazia; l’abbiamo ricevuta anche attraverso le raccolte internazionali e i video dei gruppi lorenesi. In Italia circolano soprattutto le versioni affini in an dro e rondeau, mentre il branle alsaziano-lorenese resta una rarità. Lo balliamo con la curiosità di chi sa che una canzone può viaggiare più lontano dei passi.
Scheda sintetica#
- Nome proprio #
- Le Maître de la Maison (grafie Le Maitre de Maison, Le Maître de Maison) è il titolo di un branle cantato e della canzone che lo accompagna. In francese la locuzione significa «il padrone di casa»; non è un termine tecnico coreutico. La forma cantata circola anche come Bonsoir Maître de Maison / Bonsoir le maître de la maison, ma con questo titolo esistono anche un an dro bretone e un rondeau guascone: sono tradizioni coreiche diverse sullo stesso materiale narrativo.
- Altri nomi e varianti #
- Branle du maître de maison, Branle coupé de Lorraine, Branle coupé de Lorraine – Le Maître de Maison: denominazioni coreutiche francesi.
- Bonsoir Maître de Maison, Bonsoir le maître de la maison: forma cantata; attenzione, è anche il titolo di un an dro bretone e di un rondeau guascone.
- Le Maitre de Maison (simple) e Le Maitre de la Maison (fancy): versioni didattiche internazionali.
- Hive Dance (Bransle du maître de la maison): titolo usato dal gruppo Tabernis.
- Branle del padrone di casa, Il padrone di casa: uso italiano informale.
- Omonimie da non confondere: maître de maison nel linguaggio alberghiero; Maitre de la Maison di Musica Calamus (Jens Ewald, 2010), composizione medieval-fantasy non tradizionale; Bonsoir le maître de la maison come canto di questua; l’an dro bretone omonimo.
- Traduzione e significato #
- «Il padrone di casa» o «il maestro della casa». Maître indica il capofamiglia; il titolo riprende l’incipit del canto. Il testo è uno Spottlied, una canzone di scherno: elenca i membri della famiglia e ne mette in ridicolo l’assenza o le occupazioni. In Bretagna e in Guascogna lo stesso materiale narrativo è stato riassorbito in altre forme coreiche (an dro, rondeau): il titolo non identifica da solo una sola danza.
- Area geografica e provenienza #
Lorena, nell’Est della Francia, è l’attribuzione prevalente delle fonti francesi (tradi-danses, Accrofolk, Wikipedia DE, gruppo Les Neugeottes de Malzéville); Alsazia è l’attribuzione delle note americane della Folk Dance Federation of California, basate sulla raccolta di Marilyn Wathen (1982). L’area culturale è quella lorenese-alsaziana, di confine franco-tedesco; la danza è entrata nei repertori internazionali di danza folk e nei circuiti balfolk europei.

Italia. Nessuna tradizione autoctona. Il branle alsaziano-lorenese è raro; circolano di più le versioni affini in an dro (Bretagna) e rondeau (Guascogna), che condividono parte del materiale musicale e narrativo. La presenza italiana del branle è occasionale, legata a stage e gruppi di danze francesi.
- Epoca e anno di riferimento #
- La famiglia dei branles è attestata dal XV-XVI secolo ed è descritta da Thoinot Arbeau nell’Orchésographie (1589).
- La specifica danza non ha una data di nascita documentata; la sua storia è ricostruibile solo a partire dalle raccolte del Novecento.
- 1982: Marilyn Wathen raccoglie la versione alsaziana; 1986 la presenta allo Statewide Institute di Santa Rosa; 1987 all’University of the Pacific Folk Dance Camp.
- 1988: note della Folk Dance Federation of California in Let’s Dance.
- 2000: arrangiamento di Marc Lemonnier per Reveeveille; 2016: trascrizione di Claire Goujon per Folkadanse.
- La diffusione nei balfolk europei e nei campi medievali è recente e non documenta l’origine della danza.
- Chant à danser comunitario per veglie, feste di villaggio e bals folk; il testo a botta e risposta ne fa una danza di coesione e di satira sociale.
- Oggi è usato come Mitmach-Tanz, danza partecipata: non ci sono passi diversi per uomini e donne, quindi è adatta a gruppi grandi e principianti.
- In Italia circola in qualche festa e laboratorio come danza di apertura o riscaldamento, ma non è un repertorio stabile dei balfolk.
- Non è documentata un’occasione rituale o calendariale specifica.
- Storia e origine #
- La danza appartiene alla famiglia dei branles coupés: danze collettive in cerchio o catena, con passi doppi e semplici alternati a figure di «rottura».
- Il testo della canzone circola in più raccolte francesi, con varianti che confermano una diffusione pan-occitana, bretone e guascone; il riferimento al «marchand de mort subite» è forse un’allusione al vino di Bordeaux.
- La coreografia cambia con la regione: branle in Alsazia e Lorena, an dro in Bretagna, rondeau in Guascogna. Il testo viaggia più facilmente dei passi, e ogni area lo ricontestualizza nel proprio genere.
- La raccolta Wathen del 1982 è il primo documento etnocoreologico formale sulla versione alsaziana; le fonti francesi la classificano come branle coupé de Lorraine.
- Non esiste un trattato cinquecentesco o seicentesco che menzioni esplicitamente questa danza: le ipotesi su origini più antiche restano congetture.
- Note etnocoreologiche #
- Danza-canto: il movimento è legato alla forma strofica del canto a risposta, con ritornelli nonsense (lantirelire, lan-dire dire lan-di-ra) che scandiscono gli appoggi.
- Formazione: cerchio aperto o catena, capofila all’estremità sinistra, mani in V; alcune descrizioni prevedono cerchio chiuso e presa per il mignolo.
- Progressione verso sinistra: i passi a sinistra sono più ampi di quelli a destra, così la catena avanza in senso orario.
- Nessuna differenziazione di genere: uomini e donne eseguono gli stessi passi; il giro individuale è l’unico momento solistico.
- Varianti: simple e fancy nella tradizione didattica; branle coupé de Lorraine nella tradizione francese; branle alsaziano nella versione Wathen.
- La danza appartiene a una famiglia europea di branles cantati e satirici, non a una tradizione cortese o di coppia.
- Divulgatori e gruppi di riferimento #
- Marilyn Wathen: raccoglitrice sul campo in Alsazia (1982) e prima divulgatrice didattica negli Stati Uniti.
- Folk Dance Federation of California (note 1988) e Andrew Carnie (Folk Dance Musings, 2014).
- Fonti francesi: tradi-danses, Accrofolk / Fromages et Desserts Folk, Vitrifolk (Michel Landry), Ambaltrad, gruppo Les Neugeottes de Malzéville, La Poupée du Loup.
- Repertori musicali: Ensemble Tournevire, Sonerien Du, Les Compagnons du Gras Jambon, Canard Folk, OrluDiato.
- Scena medievale tedesca: Vermaledeyt, Frank und Frei / Eulenspiel, L’Archanteur, Tabernis (Hive Dance).
- Italia: non risultano gruppi o insegnanti stabili dedicati a questa danza; il repertorio affine in an dro e rondeau è invece diffuso nei balfolk.
- Formazione e tipologia #
- Formazione: cerchio aperto o catena, con il capofila all’estremità sinistra e le mani congiunte in V; in alcune versioni cerchio chiuso e presa per il mignolo.
- Tipologia: branle coupé cantato, sottotipo branle à danser chanté.
- Non è una danza di coppia, né una quadriglia, né un an dro: queste ultime sono tradizioni coreiche distinte costruite sullo stesso materiale narrativo.
- In Italia viene proposta come catena aperta con presa a V, talvolta a cerchio chiuso per chiudere la serata.
- Struttura della danza #
Struttura bipartita AABB con ripetizioni, ballata fino alla fine della musica. Introduzione di due misure senza azione.
- Parte A (due volte): DL - DR - DL - DR - SL - SR - SL - SR - DrL. Dove DL = double a sinistra, DR = double a destra, SL/SR = simple a sinistra/destra, DrL = rotazione di sei passi sulla spalla sinistra.
- Parte B (due volte): DL - DR - DL - DR - SL - SR.
- Descrizione francese semplificata: due passi a sinistra, due piccoli a destra, due a sinistra, due a destra; sul posto quattro balancés (sinistra-destra-sinistra-destra); giro sulla spalla sinistra.
- Notazione americana (1988): passo sinistro a sinistra, destro accanto, sinistro a sinistra, chiudi; ripeti dal lato opposto; slancio della gamba in avanti; giro completo in senso antiorario su tre passi (sinistro-destro-sinistro).
- Il canto è strofico: ogni strofa viene cantata due volte (bis). Le versioni simple e fancy semplificano o arricchiscono la sequenza.
- Metro e struttura musicale #
- Metro 2/4, indicato dalle fonti didattiche e dalla notazione californiana.
- Tempo moderato, adatto all’oscillazione della catena e al canto; le versioni da bal possono essere più vivaci.
- Struttura musicale di 8 + 8 battute, spesso con anacrusi per sincronizzare catena e cantori.
- Tonalità variabile: Re minore in alcune versioni moderne (con formula Lam Mim Lam), maggiore in altre trascrizioni; non è un dato normativo.
- Il canto è strofico: ogni strofa viene cantata due volte; il ritornello nonsense segna gli appoggi.
- Strumenti e stile musicale #
- Originariamente a cappella, cantato dai danzatori stessi.
- Nelle esecuzioni attuali: organetto diatonico, violino, ghironda, cornamuse (Hümmelchen, Gemshorn), chitarra, percussioni.
- Stile sillabico, ironico, moderato; il canto deve restare intelligibile perché il testo è parte della danza.
- Le versioni medievali aggiungono flauti, percussioni e strumenti da rievocazione.
- Autori e compositori #
- Di tradizione orale: nessun autore o compositore documentato per melodia e testo.
- Arrangiamento moderno citato: Marc Lemonnier (Reveeveille, dicembre 2000).
- Trascrizione francese: Claire Goujon per Folkadanse (2016).
- Le versioni di Sonerien Du (1978, 1994) e dei Compagnons du Gras Jambon sono interpretazioni, non composizioni originali.
- Aneddoti e curiosità #
- Il testo è una galleria di ritratti antieroici: il padrone scende in strada e dimentica l’aratro; la padrona cucina senza uova né farina e nasconde il gruzzolo; il figlio suona il piffero e gracida come un rospo; la figlia a messa riceve carezze da «un reggimento» di amanti; la serva imburra tutta la stanza rincorrendo il gatto.
- Il «marchand de mort subite» del finale è forse un’allusione al vino di Bordeaux: un mercante di morte improvvisa, immagine ironica della sbornia.
- In area tedesca il brano è chiamato scherzosamente il pezzo di session più inflazionato, e proprio per questo quasi «cultura generale».
- La somiglianza con Bonsoir le maître de la maison ha creato confusioni: è un canto di questua, non necessariamente la stessa danza.
- La traccia Maitre de la Maison di Musica Calamus (Jens Ewald, 2010) è una composizione medieval-fantasy, non una fonte tradizionale.
- Presenza nei media e nella cultura di massa #
- Video del gruppo lorenese Les Neugeottes de Malzéville (Nancy, 2013), con canto e danza.
- Video didattico della versione simple al Surrey International Folk Dancing Retreat (2019).
- Esecuzioni medievali e folk: Mittelalterliche Tänze, Vermaledeyt, Musica Calamus, Ensemble Tournevire.
- Presenza in repertori e session book: Balfolk Burghausen, Tabernis (Hive Dance), tutorial L’Archanteur.
- In Italia: la canzone circola attraverso ToFolk, mentre le versioni coreiche affini (an dro, rondeau) sono documentate da Balli Folk.
- Nessuna presenza nel cinema o nella televisione generalista.
- Difficoltà e adattamenti #
- Difficoltà facile / introduttiva: passi semplici, ripetitivi, senza differenze di genere.
- L’unico momento che richiede attenzione è il giro individuale; la presa a V o per il mignolo chiede morbidezza per non strattonare i vicini.
- Adatta a grandi gruppi intergenerazionali, laboratori scolastici e animazione medievale.
- Adattamenti: catena che si snoda tra il pubblico, mani in V bassa, oscillazione dolce, cerchio chiuso per chiudere la serata.
- In Italia è spesso usata come primo branle della serata, ma la sua presenza resta occasionale.
- Note di ricerca e fonti #
La scheda incrocia le risposte disponibili e privilegia le fonti documentarie convergenti: le note della Folk Dance Federation of California, la scheda di Andrew Carnie, le fonti francesi (tradi-danses, Accrofolk, Vitrifolk, Ambaltrad) e le registrazioni dei gruppi lorenesi.
Fonti principali. Folk Dance Federation of California, note del 1988 [6][7]; Andrew Carnie, Folk Dance Musings [8]; tradi-danses [9]; Accrofolk / Fromages et Desserts Folk [10]; Wikipedia DE, Branle Coupé [11]; Vitrifolk [12]; Ambaltrad [13]; spartito Reveeveille [14]; trascrizione Folkadanse [15]; Balfolk Burghausen [16]; Canard Folk [17]; OrluDiato [18]; Sonerien Du [19]; ToFolk [20]; L’ours dansant [21]; Singular Productions [22]; Balli Folk per an dro e rondeau [24][25].
Video e registrazioni. Les Neugeottes de Malzéville [1]; Ensemble Tournevire [2]; versione simple al Surrey retreat [3]; Mittelalterliche Tänze [4]; Musica Calamus [5]; Vermaledeyt [23].
Discrepanze e cautele.
- Geografia. Le fonti francesi collocano la danza in Lorena (branle coupé de Lorraine); le note americane della Folk Dance Federation, basate sulla raccolta di Marilyn Wathen, la indicano come alsaziana. L’area culturale è contigua e la danza appartiene al patrimonio condiviso dell’Est della Francia: nel corpo seguiamo l’attribuzione lorenese, segnalando quella alsaziana [6][9][10].
- Coreografie parallele. Esistono almeno due presentazioni: la versione americana di Wathen (passi laterali, slancio della gamba, giro) e la versione francese da bal (due branles doubles, deux branles simples, tour). Le sequenze coincidono nel nucleo, non nei dettagli [6][9][10].
- Metro e tonalità. Il 2/4 è il dato prevalente. La tonalità varia: Re minore in alcune versioni moderne, maggiore in altre trascrizioni; non va attribuita alla fonte tradizionale [14][15].
- Titolo e omonimie. Lo stesso materiale narrativo è alla base del branle, dell’an dro bretone e del rondeau guascone. La pagina riguarda il branle: le altre forme sono tradizioni coreiche distinte, non varianti della stessa danza [19][24][25].
- Italia. Due risposte la descrivono come molto diffusa nei balfolk italiani; le fonti più prudenti la indicano come rara o non documentata, con una presenza occasionale in stage e laboratori. Seguiamo la seconda lettura; la circolazione italiana riguarda soprattutto le versioni affini in an dro e rondeau [20][24][25].
- Data. Il 1982 è l’anno della raccolta di Wathen, non dell’origine della danza. Non esiste una datazione certa; le ipotesi su origini medievali o rinascimentali restano congetture [6][8].
- Dettagli non confermati. L’origine in Centro-Francia, Valle della Loira e Provenza, il metro 2/4 o 4/4 a 110-120 BPM, la diffusione stabile in Italia e l’aneddoto del padrone minacciato di «svegliare le galline» provengono da una sola risposta e non trovano riscontro nelle altre fonti: non sono stati ripresi.
- Musica Calamus. La traccia Maitre de la Maison di Jens Ewald (2010) è una composizione medieval-fantasy, non un’attestazione tradizionale: va esclusa dalle fonti della danza.
Aree grigie. L’origine esatta della danza, il rapporto tra la versione lorenese e quella alsaziana, l’estensione della circolazione italiana e il titolo completo del canto restano da documentare. La scheda è aperta a contributi di insegnanti, danzatori e musicisti (programmi, appunti, registrazioni).
Questa danza compare in 1 DVD:
Coreografia#
Note d’archivio#
Riferimenti e link#
- [1]Le maître de maison, chantée et dansée par Les Neugeottes de MalzévilleEsecuzione cantata e danzata dal gruppo folkloristico lorenese Les Neugeottes de Malzéville (Nancy, 2013): riferimento principale per la versione di Lorena.
- [2]Bransle du maître de maison — Ensemble TournevireRegistrazione di riferimento del brano dall’album J’écoute, je danse (ADF-Studio SM, 1990).
- [3]Le Maitre de la Maison (simple) — Surrey International Folk Dancing Retreat 2019Video didattico della versione simple insegnata al retreat di Surrey (Canada, 2019); esiste anche la versione fancy.
- [4]Mittelalterliche Tänze - Maitre de la Maison — esecuzione in cerchio e serpentinaVideo di riferimento che mostra la danza come Mitmach-Tanz medievale, in cerchio o a serpentina, senza passi differenziati per genere.
- [5]Le Maitre De La Maison (Branle) — Musica CalamusEsecuzione musicale del branle pubblicata dall’ensemble Musica Calamus.
- [6]Le Maitre de Maison — Folk Dance Federation of California, note 1988 (PDF)Notazione storica con formazione, passi, metro, sequenza e testo cantato; indica l’Alsazia come provenienza e cita la raccolta di Marilyn Wathen (1982).
- [7]Le Maitre de Maison (France) — Folk Dance Federation of CaliforniaScheda riassuntiva della Federazione californiana con riferimenti video e nota sulla trasmissione didattica.
- [8]Maître De La Maison (Branle) — Folk Dance Musings, Andrew Carnie (2014)Note coreografiche dettagliate con metro, formazione, struttura battuta per battuta e variante fancy.
- [9]Le Maître de maison (branle) — Tradi-danses, Longecourt-en-PlaineScheda francese che colloca il branle in Lorena e ne descrive la struttura in branles doppi, semplici e giro individuale.
- [10]Branle, danse de bal folk — Accrofolk / Fromages et Desserts FolkCompendio didattico sul branle coupé de Lorraine: sequenza di passi, balancés e tour sur l’épaule gauche.
- [11]Branle Coupé — Wikipedia (DE)Analisi della famiglia dei branles coupés, con la struttura DL-DR-SL-SR-DrL e la descrizione del testo come Spottlied.
- [12]Le Branle — Vitrifolk, descrizione di Michel LandryDescrizione della variante francese da bal: due passi a sinistra, due piccoli a destra, balancés e giro.
- [13]Branle du maître de maison — AmbaltradRepertorio francese di danze folk che classifica il brano come branle lorrain.
- [14]Le maître de maison — Traditionnel Lorraine, spartito di Marc Lemonnier (PDF)Spartito con indicazione Traditionnel Lorraine e formula di accompagnamento Lam Mim Lam, arrangiamento dicembre 2000.
- [15]Branle «Le maître de la maison» — trascrizione di Claire Goujon, Folkadanse (PDF)Trascrizione francese del 2016 con il testo della canzone associata alla danza.
- [16]Le maître de la maison — Balfolk BurghausenRepertorio balfolk con partitura e registrazione del branle, riferimento musicale contemporaneo.
- [17]Bonsoir le maître de la maison — Canard Folk, repertorio per fisarmonica diatonicaRepertorio che scheda il brano come rondeau di tradizione guascone: utile per distinguere la versione coreica.
- [18]Bonsoir, maître de maison, en dro — OrluDiatoTablatura per fisarmonica diatonica che scheda la versione bretone in an dro.
- [19]Bonsoir Maître De Maison — Sonerien Du, album Gwerz Penmarc’h (1978)Pagina ufficiale del gruppo bretone con testo, nota storica e riferimenti discografici (1978, 1994).
- [20]Bonsoir Maître de Maison — ToFolk, canzone, testo e audioPortale italiano di musica folk con testo, audio e versione per organetto della canzone affine: testimonianza della circolazione tra i musicisti italiani.
- [21]Gert Dannemann, L’ours dansant — Volume 1, Verlag der SpielleuteRaccolta di danze di gruppo che include Le Maître de la Maison; non costituisce da sola una prova dell’origine storica.
- [22]Interactive Folk Dance List — Singular ProductionsRepertorio internazionale che elenca Le Maitre de la Maison nelle versioni simple e fancy.
- [23]Vermaledeyt — Le Maitre De La Maison, versione musicaleEsecuzione folk-medievale moderna con testo completo, utile per timbro e pronuncia.
- [24]An Dro — Balli FolkRisorsa italiana sull’an dro, utile per distinguere la versione bretone omonima dal branle.
- [25]Rondeau — Balli FolkRisorsa italiana sul rondeau di Guascogna, inquadramento della versione guascone dello stesso materiale narrativo.






