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Les Bergers De Ballersdorf

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Les Bergers de Ballersdorf - «I pastori di Ballersdorf» - è un branle dell’Alsazia meridionale, nato dall’incontro tra la memoria pastorale del Sundgau e la grande famiglia delle danze a catena francesi. Il nome è quello di una melodia e di una canzone; la danza che vi si accompagna è nota anche come Branle des Bergers e, in alsaziano, Hirtereige vo Ballersdorf.

La tradizione racconta che i pastori di Ballersdorf si recassero alla crèche danzando: un pastrage alsaziano, parente di quello provenzale. La documentazione scritta e sonora è però novecentesca, e la coreografia oggi praticata deve molto al lavoro di raccolta e ricostruzione di Richard Schneider negli anni Settanta.

La danza alterna passi laterali e trépignements sul posto, in cerchio o in catena. In Italia è rara: la incontriamo in qualche stage tematico, non nella serata ordinaria dei balfolk. È una danza semplice e festosa, che si impara in fretta e lascia il segno per la sua aria di Natale paesano.

Scheda sintetica
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Nome proprio #
Les Bergers de Ballersdorf («I pastori di Ballersdorf») è il titolo con cui circolano la melodia e la danza. Il nome coreutico più preciso è Branle des Bergers o Branle des bergers de Ballersdorf; in alsaziano la melodia è nota come Hirtereige vo Ballersdorf. Il titolo unisce il tema pastorale al luogo di raccolta, Ballersdorf, comune del Sundgau (Haut-Rhin); non è un’etichetta inventata, ma un nome attestato in repertori, registrazioni e pubblicazioni didattiche.
Altri nomi e varianti #
  • Branle des Bergers, Le branle des bergers de Ballersdorf: forma coreutica più precisa.
  • Hirtereige vo Ballersdorf: nome alsaziano della melodia, dal tedesco Hirtenreigen, «danza rotonda dei pastori».
  • Noël des bergers de Ballersdorf: titolo con cui la melodia è catalogata in ambito natalizio.
  • Branle simple coupé, Branle simple coupe: classificazione usata nelle raccolte e nel catalogo Mucem.
  • Danse des bergers: forma generica attestata in repertori alsaziani.
  • Nelle raccolte per fisarmonica: Les bergers de Ballersdorf (Branle / Trad. Alsace).
  • Omonimie da non confondere: il Branle des bergers – Les Sept Pas / Siebenschritt è un’altra danza; Les Bergers di Jacques Offenbach (1865) è un’opéra comique senza rapporto; Bergers et barons è un altro titolo alsaziano.
Traduzione e significato #
«I pastori di Ballersdorf». Bergers significa «pastori»; Ballersdorf è il comune dell’Haut-Rhin, tra Altkirch e Dannemarie. Hirtereige deriva dal tedesco Hirtenreigen, «danza rotonda dei pastori»: un nome che descrive il cerchio, non un’origine documentata. Il titolo rinvia al tema pastorale e al luogo di raccolta; non dimostra da solo che la danza sia nata in un contesto di pastori.
Area geografica e provenienza #

Ballersdorf, comune del Sundgau, dipartimento dell’Haut-Rhin, regione Grand Est (Alsazia), Francia. Il villaggio si trova tra Altkirch e Dannemarie, nella pianura dell’Ill, ai margini del Sundgau di lingua e tradizione alsaziana. La melodia vi fu raccolta e la coreografia ricostruita a Strasburgo da Richard Schneider negli anni Settanta; il repertorio circola in tutta l’Alsazia e in alcune raccolte francesi per fisarmonica diatonica.

Mappa di Ballersdorf, in Alsazia, Francia, nel territorio del Sundgau

Italia. Nessuna tradizione autoctona: la danza arriva solo attraverso stage tematici, contatti con gruppi alsaziani e repertori di musica da ballo. Nei balfolk italiani è rara o assente.

Epoca e anno di riferimento #
  • La famiglia dei branles è attestata dal XV-XVI secolo e codificata da Thoinot Arbeau nell’Orchésographie (1589), ma la specifica danza di Ballersdorf non ha una datazione certa.
  • La memoria locale la lega ai giochi di presepe vivente medievali e al pastrage; la documentazione scritta e sonora è però otto-novecentesca.
  • Raccolta e ricostruzione: anni Settanta del Novecento, ad opera di Richard Schneider.
  • Diffusione moderna: CD Du piment dans le kugelhopf (1994), raccolta didattica Trad Magazine (1997), registrazioni conservate al Mucem e video del 2025.
  • La datazione c. 1400-1460 proposta da OpenMusicRepository riguarda il motivo musicale, non la coreografia oggi praticata.
  • Nessuna data di composizione: melodia e passi sono di tradizione orale.
Occasione e funzione sociale #
  • Memoria natalizia: i pastori di Ballersdorf si recavano alla crèche danzando un branle, secondo la testimonianza raccolta dai gruppi folklorici alsaziani.
  • Feste di villaggio, esibizioni di gruppi folklorici e bal convivial; oggi anche stage di danze tradizionali e serate balfolk.
  • Funzione devozionale e comunitaria, non di corteggiamento: è un cammino collettivo verso il presepe, non una danza di coppia.
  • La continuità con il rito medievale non è documentata in modo diretto: va presentata come tradizione locale, non come prova storica.
Storia e origine #
  • La famiglia dei branles attraversa il Rinascimento francese e renano; in Alsazia il repertorio si trasmette oralmente fino al Novecento.
  • Dopo la frattura culturale del secolo, Richard Schneider ricostruisce negli anni Settanta un ampio panel di danze alsaziane, ispirandosi a collectages antichi e a memorie orali. La coreografia oggi praticata è in larga parte frutto di questa ricostruzione colta.
  • I gruppi folklorici alsaziani adottano il repertorio; dal 1990 circa l’ensemble Au Gré des Vents lo rivisita con arrangiamenti più accessibili.
  • La connessione con i giochi di presepe vivente è riportata dalle fonti divulgative, ma non è dimostrata una continuità coreografica ininterrotta dal Medioevo a oggi.
  • Distinguere due livelli: la melodia, anonima e forse antica; la coreografia, documentata e ricostruita nel Novecento.
  • Nessun mito fondativo documentato: il nome pastorale è un’etichetta tematica e geografica, non una prova delle origini.
Note etnocoreologiche #
  • Branle di famiglia, classificato come branle coupé o branle simple coupé: alternanza di sezioni di passo e «coupures» ritmiche, con stacchi marcati.
  • Forma tradizionale in ronde (cerchio chiuso) o chaîne (catena aperta); la ripresa contemporanea documentata da Bernard Schaffner lo danza anche in carré.
  • Progressione laterale: double a sinistra, simple a destra; poi trépignements sul posto, prima di riprendere il percorso.
  • Mani tenute, braccia rilassate, alternanza uomini/donne; nessun cambio di partner e nessuna figura virtuosistica.
  • Carattere processionale e rituale: il piede marca il tempo, il busto resta sobrio, lo sguardo va verso il centro o verso il partner.
  • Avvertenza: non esiste una sequenza ufficiale e pubblicata per Ballersdorf; le varianti sono locali e didattiche.
Divulgatori e gruppi di riferimento #
  • Richard Schneider (Strasburgo, Ministero della Gioventù e dello Sport, anni Settanta): raccoglitore della melodia e ricostruttore della coreografia.
  • Bernard Schaffner, presidente della Fédération des groupes folkloriques d’Alsace: fonte esperta sulla classificazione della danza.
  • Au Gré des Vents / Kitterlé / Zipfelkapp (Danyèle Besserer, Gilles Péquinot): ensemble di riferimento del revival, dal 1990 circa.
  • Carnet de Bal (Strasburgo): associazione che pubblica schede coreografiche e promuove il repertorio alsaziano.
  • Franches Connexions (Jean-Michel Corgeron, François Heim): raccolte didattiche per fisarmonica diatonica.
  • Bawler Schnaka et Kunkelstub / D’luschtiga Bawler Schnaka: gruppi di folklore del vigneto alsaziano, custodi del repertorio orale.
  • Georges Hertzog ed Eugène Maegey: autori della registrazione storica Danses Traditionnelles d’Alsace.
  • Angelo Girardi (diatonia.net): tablatura per organetto.
  • Italia: non risultano gruppi o insegnanti stabili dedicati a questa danza; solo stage occasionali e contatti con gruppi alsaziani.
Formazione e tipologia #
  • Formazione tradizionale: ronde (cerchio chiuso) o chaîne (catena aperta), mani tenute, braccia rilassate, uomini e donne alternati.
  • Variante moderna: carré (quadrato), documentato da Schaffner nella pratica dei gruppi folklorici; non è la forma tradizionale.
  • Non è una danza di coppia in presa chiusa, né una quadriglia storica, né un cerchio di coppie.
  • Tipologia: branle coupé / branle simple coupé, processionale e rituale natalizio.
Struttura della danza #
  • Parte A (spostamento): partenza su una levée; double a sinistra (due passi laterali sinistra-destra) e simple a destra; la sequenza si ripete.
  • Parte B (trépignements): sul posto, quattro serie di tre colpi rapidi di piede (destro-sinistro-destro) con ritmo «vuoto, veloce, lento, lento» secondo il PDF di riferimento, oppure 1-6 rapidi e 7-8 lenti secondo un’altra descrizione; chiusura con un piccolo salto.
  • Ripresa: si torna al percorso laterale; la struttura è ciclica (A-B-A/C), senza figure obbligate.
  • Durata e numero di ripetizioni variano con la musica, la versione e il contesto didattico.
  • Le fonti non tramandano una sequenza ufficiale: le differenze tra PDF, Carnet de Bal e pratiche di gruppo sono parte della storia della danza.
Metro e struttura musicale #
  • 3/4 nelle trascrizioni ABC e Folk Tune Finder, con indicazione di tempo Q:1/4=150.
  • Tonalità di Sol maggiore, con alternanza Sol/Do nelle raccolte per organetto diatonico G/C.
  • Frasi brevi e ripetitive, adatte a una danza ciclica; la struttura completa richiede l’esame della partitura.
  • Alcune fonti didattiche e di genere indicano un metro binario (2/4 o 4/4) per la famiglia dei branles: è un’ipotesi, non un dato specifico per Ballersdorf.
  • La discordanza tra 3/4 e metro binario è segnalata nelle note di ricerca.
Strumenti e stile musicale #
  • Fisarmonica diatonica G/C (organetto a 8 bassi), violino, clarinetto, flauto, percussioni, contrabbasso; ghironda occasionale.
  • Ensemble folklorico acustico; stile moderato, appoggiato, con accento marcato sul primo tempo per guidare la catena.
  • La registrazione Danses Traditionnelles d’Alsace utilizza accordion, percussioni, violino, flauto, clarinetto e contrabbasso.
  • Non è documentato un organico storico canonico: gli strumenti noti appartengono alla prassi del Novecento e del revival.
Autori e compositori #
  • Melodia anonima di tradizione orale; nessun autore o compositore documentato.
  • Richard Schneider è il raccoglitore della melodia e il ricostruttore della coreografia negli anni Settanta, non il compositore.
  • Arrangiamenti moderni: Georges Hertzog ed Eugène Maegey per la registrazione storica; Au Gré des Vents per il revival.
  • La distinzione tra melodia (anonima) e coreografia (ricostruita) è essenziale per leggere la scheda.
Aneddoti e curiosità #
  • Il pastrage: i pastori che si recano alla crèche danzando, con un parallelo nel pastrage provenzale della Messa di Mezzanotte.
  • Il brano è catalogato anche come Noël des bergers de Ballersdorf: doppia anima, danza profana e canto natalizio.
  • Nel CD Au Gré des Vents la traccia è accoppiata a Madeleine et la mort, altro branle alsaziano, segno di una prassi di suite.
  • Ballersdorf conserva anche la memoria del viadotto ferroviario del 1857 e del massacro del 1943: fatti estranei alla danza, da non confondere con essa.
  • Il nome Les Bergers può evocare l’opéra comique di Offenbach (1865): nessun rapporto con il branle.
Presenza nei media e nella cultura di massa #
  • CD Au Gré des Vents / Kitterlé / Zipfelkapp – Du piment dans le kugelhopf – Musiques d’Alsace à danser, Carnet de Bal CB94002, 1994.
  • Raccolta didattica Trad Magazine – Tablatures 3, Bal 2 (1997), con il brano a pagina 19.
  • Registrazione 33 giri conservata al Mucem: Hirtereige vo Ballersdorf, catalogata come branle simple coupé – Noël des bergers de Ballersdorf.
  • Video YouTube Madeline et le Mort / Les Bergers de Ballersdorf e video Facebook del 2025 con il commento di Bernard Schaffner.
  • Materiali didattici del progetto Comenius 2009 (École André Aalberg, Sainte-Marie-aux-Mines).
  • Nessuna presenza nel cinema, nella televisione generalista o nella cultura di massa.
Difficoltà e adattamenti #
  • Difficoltà facile/accessibile: nella classificazione Franches Connexions il brano ha il livello più basso, una stella.
  • La sezione dei trépignements richiede un minimo di coordinazione e memoria ritmica; il resto è un passo laterale semplice.
  • Adatta a principianti, laboratori scolastici e cerchi di bambini; si insegna spesso in versione semplificata (due passi a sinistra, due a destra).
  • L’organetto G/C a 8 bassi permette di eseguirla senza alterazioni.
  • Non è una danza di virtuosismo: la difficoltà aumenta solo se si cerca la precisione dei colpi e del salto.
Note di ricerca e fonti #

La scheda incrocia le risposte disponibili e privilegia le fonti documentarie verificabili: la scheda coreografica del progetto Comenius, le pubblicazioni Carnet de Bal e Franches Connexions, il catalogo Mucem, le trascrizioni ABC e la testimonianza esperta di Bernard Schaffner.

Fonti principali. PDF Les bergers de Ballersdorf del progetto Comenius [3]; scheda di Carnet de Bal [4]; Franches Connexions Vol.3 – Bal 2 [5] e pagina dei brani tradizionali [18]; catalogo Mucem [6]; trascrizioni ABC [8] e Folk Tune Finder [9]; OpenMusicRepository [10]; La Ridondaine [11][12]; repertorio Bawler Schnaka [13]; Musipedia [14]; Discogs [15]; Wikipedia DE – Branle [16].

Video e registrazioni. Video YouTube Madeline et le Mort / Les Bergers de Ballersdorf [1]; video Facebook con il commento di Bernard Schaffner [2]; registrazione SoundCloud Hirtereige vo Ballersdorf [7]; pagina audio del progetto Comenius [17].

Discrepanze e cautele.

  • Formazione. La maggior parte delle fonti descrive una danza in ronde o chaîne; Bernard Schaffner parla di un branle coupé dansé en carré, precisando che la forma tradizionale era in ronde o chaîne. Nel corpo seguiamo la forma tradizionale circolare, segnalando il carré come variante moderna [2][3].
  • Classificazione. Schaffner e il catalogo Mucem parlano di branle coupé / branle simple coupé; una scheda sostiene invece che non si tratti di un branle coupé. La presenza dei trépignements come sezione staccata rende plausibile la prima lettura, che seguiamo [2][6].
  • Metro. Le trascrizioni ABC e Folk Tune Finder danno 3/4 in Sol maggiore con alternanza Sol/Do; alcune fonti didattiche e di genere indicano 2/4 o 4/4. Il 3/4 è il dato specifico più verificabile, ma non va generalizzato a tutte le versioni [8][9].
  • Data e origine. La connessione con i giochi di presepe vivente medievali è riportata dalla scheda divulgativa [3], ma non è dimostrata una continuità coreografica fino a oggi. La datazione c. 1400-1460 di OpenMusicRepository riguarda il motivo musicale, non la coreografia [10]. La coreografia attuale è ricostruita negli anni Settanta [2][11].
  • Italia. Due schede la descrivono come diffusa nei circuiti italiani; le fonti più prudenti e la ricerca sul campo la indicano come rara o assente, presente solo in stage tematici. Seguiamo la seconda lettura [2][11].
  • Difficoltà. Le valutazioni oscillano tra facile, medio-bassa e non valutabile. La classificazione Franches Connexions (una stella) sostiene la lettura di danza accessibile, con una minima attenzione alla sezione dei colpi [5].
  • Titolo. Les Bergers de Ballersdorf è il titolo della melodia e della canzone; il nome coreutico è Branle des Bergers / Branle des bergers de Ballersdorf. La distinzione è importante per non confondere il brano musicale con la danza [2][11].
  • Dettagli non confermati. Le descrizioni di una danza a stelle, di corporazioni pastorali settecentesche, di bastoni intagliati (holettes), di un metro 2/4 a 112-124 BPM e di una grande diffusione italiana provengono da una sola fonte e non trovano riscontro nelle altre fonti: non sono state riprese nel corpo della scheda.
  • Omonimie. Da non confondere con il Branle des bergers – Les Sept Pas / Siebenschritt, con Les Bergers di Offenbach (1865) e con Bergers et barons.

Aree grigie. Non esiste una coreografia ufficiale pubblicata per Ballersdorf; le fonti disponibili descrivono varianti didattiche e di gruppo. La continuità con il pastrage medievale e il titolo completo del canto alsaziano restano da verificare. La diffusione italiana non è censita. La scheda è aperta a contributi di insegnanti, danzatori e musicisti (programmi, appunti, registrazioni).

Questa danza compare in 1 DVD:


Coreografia
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Note d’archivio
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nessuna

Riferimenti e link#

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