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Polka Des Bebes

Video
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Polka des Bébés — «polka dei bebè» — è una polka di coppia che si balla sorridendo. In gran parte della Francia è nota come La Badoise; in Alsazia diventa D’r Klàtschtànz, «la danza dei battimani». Non è una danza per bambini: il nome racconta il carattere giocoso e mimato che la danza assunse a Parigi intorno al 1900, con giochi di dita, minacce scherzose e riconciliazioni.

Il cuore della danza è una piccola commedia in due parti: i partner si fermano, battono le mani sulle ginocchia e su quelle dell’altro, si minacciano con l’indice, si inchinano; poi ripartono in un giro di polka. Una struttura semplice, che vive di complicità e sguardi.

La incontriamo nei repertori francesi e alsaziani e, in Italia, soprattutto in laboratori didattici e serate per famiglie. Non è una tradizione autoctona.La balliamo con il piacere di un gioco ben fatto, lasciando che la memoria francese resti al suo posto.

Scheda sintetica
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Nome proprio #
Polka des Bébés (francese), nota anche come La Badoise, Baby Polka o Polka bébé. In Alsazia è D’r Klàtschtànz («la danza dei battimani»). In Italia circola come «polka dei bambini».
Altri nomi e varianti #
  • La Badoise, Polka badoise, Badoise, Polka Badina (Bresse): il nome più diffuso in Francia.
  • Baby Polka, Baby-Polka, Polka bébé: forme legate alla circolazione parigina e didattica.
  • D’r Klàtschtànz, Klàtschtanz (Alsazia); categoria delle Klàtschtänze / Winktänze, danze a battimani e mimi.
  • Polka dei bambini, Polka dei putei (Veneto): la seconda è una traduzione dialettale non documentata in fonti edite ma riportata unicamente dalla memoria viva di chi sta scrivendo queste righe.
  • Polca bebé (Colombia): versione nata dalla circolazione transatlantica.
  • Polka des lapins: titolo associato alla danza in una registrazione, forse variante distinta.
  • Omonimie da non confondere: Bébé Polka Brillante di G.B. Pirani; Polka dei bambini di Casadei (liscio romagnolo); Klatsch Patsch Tanz (comptine moderna); Balè saltè putele (volume sulle danze venete); Polka des lapins / Le Saut du lapin.
  • Cautela: la Manfrina Polacca e la Vinchia romagnola sono state accostate a questa polka da una scheda, ma senza riscontro documentale; non vanno presentate come sinonimi.
Traduzione e significato #
«Polka dei bebè» o «polka dei bambini». Badoise significa «di Baden»: è un’etichetta geografica di prestigio usata dai maestri di ballo ottocenteschi, non una prova di origine unica. D’r Klàtschtànz significa «la danza dei battimani/schiaffetti».
Area geografica e provenienza #

Francia, con una diffusione nazionale e una particolare vitalità in Alsazia (dove è D’r Klàtschtànz), in Haute-Bretagne (regione di Rennes, come La Badoise), in Savoia, Champagne, Vandea, Aveyron, Nizzardo, Linguadoca e Provenza. Il tipo badoise è ricondotto alle Alpi germaniche: Baden, Tirolo, Svizzera, Baviera, Svevia, Foresta Nera, Palatinato e Assia. Una versione è documentata anche in Colombia (polca bebé), segno di una circolazione transatlantica.

Mappa dell'Alsazia, in Francia, con la regione tra Strasburgo, Colmar e Mulhouse

Italia. Nessuna tradizione autoctona. La danza circola in laboratori didattici, serate per famiglie e qualche stage di danze francesi; nei balfolk italiani non è un repertorio stabile.

Epoca e anno di riferimento #
  • La polka arriva nei salotti parigini negli anni Cinquanta dell’Ottocento; i maîtres de danse ne creano numerose varianti.
  • 1878: La célèbre polka des bébés, composizione a stampa di Victor Buot, Parigi.
  • 1885: Baby-Polka di F. Paul; 1890: nuova versione di H. Verley.
  • Intorno al 1900: riscoperta parigina con carattere infantile (giochi di dita, minaccia del dito).
  • 1903: l’Encyclopédie mondaine di Lopp discute la Polka Bébé e la tradizione boema.
  • Novecento: raccolte sul campo in diverse regioni francesi (Champagne 1976, Aveyron 1994); la danza entra nei repertori didattici e nel revival folk.
  • La notizia di un’introduzione alla corte di Luigi XIV, riportata dalla scheda alsaziana, è tradizionale e cronologicamente problematica: va trattata con cautela.
Occasione e funzione sociale #
  • Balli di società, feste paesane, nozze, veglie e carnevale; oggi soprattutto didattica, animazione per famiglie e serate balfolk.
  • Funzione di corteggiamento giocoso e socializzazione: il tira e molla mimato scioglie la timidezza della coppia.
  • Non è una danza riservata ai bambini: l’uso scolastico è moderno e didattico, non originario.
  • In Italia vive soprattutto in laboratori scolastici, feste per famiglie e stage di danze francesi; non è un ballo stabile dei balfolk.
Storia e origine #
  • La polka boema conquista Parigi negli anni Quaranta-Cinquanta dell’Ottocento e diventa una moda di società; i maestri di ballo creano varianti, tra cui la badoise.
  • Il tipo badoise è ricondotto alle Alpi germaniche e al Baden; il nome funziona come etichetta di prestigio. La scheda alsaziana parla di un’introduzione alla corte di Luigi XIV da parte degli alsaziani: è un’asserzione tradizionale, non dimostrata e anacronistica per la polka.
  • Intorno al 1900 la danza viene riscoperta a Parigi con un carattere infantile e mimato; da qui il nome Polka des Bébés / Baby Polka.
  • La tradizione orale francese conserva molte varianti regionali; le raccolte del Novecento e il revival folk le riportano in circolazione.
  • Una versione è documentata in Colombia, verosimilmente arrivata con le migrazioni, e vi si radica come polca bebé.
  • Distinguere la storia documentata (polka ottocentesca, stampe 1878-1903, raccolte novecentesche) dalle leggende locali sulle origini.
Note etnocoreologiche #
  • Klàtschtanz / Winktanz:* danza di coppia a battimani e mimi, affine alle fricassées provenzali e alle danze a claque del Tirolo, della Svizzera, della Baviera e del Palatinato.
  • Micro-narrazione: seduzione, disputa e riconciliazione. Il dito minaccioso, i colpi sulle ginocchia e sulle mani, il piccolo inchino e il bacio finale sono gesti codificati, non improvvisazione.
  • Due anime: la sezione mimata e il giro di polka. La danza vive nel passaggio continuo tra fermo e rotazione.
  • Non è una danza infantile: il carattere «bébé» è una coloritura teatrale assunta tra Otto e Novecento.
  • Le varianti includono occhiolino, carezze, solletico, bacio sulla guancia e, in alcune versioni didattiche, cambio di partner.
  • In Italia la danza è nota soprattutto per via didattica.
Divulgatori e gruppi di riferimento #
  • Ensemble Tournevire, Loïc Valdor, Marius David e orchestra d’Annemasse: registrazioni e basi musicali per la danza.
  • Fédération des Groupes Folkloriques d’Alsace, OLCA (Office pour la Langue et les Cultures d’Alsace) e portale Sàmmle / CTAI: la documentazione alsaziana di riferimento.
  • Scuola francese: USEP Moselle / Alain Trinkwell, Savoie Educ, Belldanse, CRMTL, schede per i cicli 1-3.
  • Raccoglitori: Jean-Pierre Bertrand ed Eugène Mornet (Vandea), Pierre Ginesty (Aveyron, 1994), Jean Raisky, Michel Baron e i Michon (Champagne, 1976), Arsène Courty (Limousin).
  • Italia: non risultano gruppi o insegnanti stabili dedicati a questa danza; solo laboratori didattici e stage occasionali di danze francesi.
Formazione e tipologia #
  • Danza di coppia, tipicamente disposta in cerchio (par couple en ronde) o sparsa nella sala.
  • I partner si fronteggiano per la parte mimata, poi passano alla presa di polka per il giro.
  • Tipologia: polka mimata di tipo badoise / Klàtschtanz, non una danza a catena o di gruppo.
  • Il cambio di partner compare solo in alcune versioni didattiche, non nella forma tradizionale.
Struttura della danza #

Struttura bipartita A-B, ripetuta x4 nella variante scolastica o AA BB x3 nella variante bretone/savoiarda.

  • Parte A (16 + 16 tempi): coppie in cerchio, in bras con il ragazzo all’interno; pas sautillés o pas marchés in senso antiorario (SAM), poi in senso inverso (SIAM). La variante didattica di livello 2 esegue tutto in pas de polka.
  • Parte B (fronte a fronte, sul posto): tre colpi sulle cosce e tre nelle mani del partner (a destra, poi a sinistra); minaccia con l’indice destro e sinistro, tre pestate a terra; giro individuale con piccolo inchino; ripresa in polka chaloupée (polka laterale nel senso del cerchio per quattro volte, poi giro completo in pas de polka).
  • Varianti: occhiolino, carezze, solletico, bacio sulla guancia; cambio di partner nelle versioni didattiche.
  • I conteggi delle battute non sono uniformi: dipendono dalla versione musicale e dalla scheda didattica.
Metro e struttura musicale #
  • Metro 2/4 di polka; alcune fonti indicano 4/4 come equivalente di trascrizione.
  • Tempo allegretto moderato, circa 110-120 BPM nelle versioni didattiche, più rapido nelle serate da bal.
  • Struttura musicale A 16 battute / B 16 battute, con fraseologia quadrata; spesso in Sol maggiore (Polka Sol, key of G).
  • Melodie di riferimento: Tu m’as volé mon porte-monnaie, Ce sont les filles d’Lamballe, La Cotelle y danse; la Baby-Polka di F. Paul è la matrice più citata.
  • La danza si adatta anche ad altre melodie di polka, con piccoli aggiustamenti del fraseggio.
Strumenti e stile musicale #
  • Fisarmonica diatonica o cromatica, musette, violino, clarinetto; in contesti balfolk anche chitarra e bouzouki.
  • Nelle registrazioni scolastiche: orchestra di fisarmoniche e percussioni leggere.
  • Stile polka sautillante e chaloupée, con marcato dondolio delle spalle e accento sul primo tempo.
  • Andamento vivace ma non frenetico: il tempo deve lasciare spazio ai gesti e agli sguardi.
Autori e compositori #
  • Coreografia di tradizione orale, senza autore documentato.
  • Melodia a stampa: La célèbre polka des bébés di Victor Buot (Parigi, 1878); Baby-Polka di F. Paul (1885) e nuova versione di H. Verley (1890).
  • Trascrizione moderna di riferimento: Victor Transcripon Laroussinie, La Polka des bébés, pubblico dominio.
  • Gustave Desrat (1895) riporta un aneddoto sull’introduzione in Francia da parte della contessa Gueneau de Mussy: testimonianza non verificabile.
  • Distinguere la melodia (documentata) dalla coreografia (orale e variabile).
Aneddoti e curiosità #
  • I maestri di ballo la chiamano «je t’aime moi non plus» per il continuo tira e molla mimato: battiti affettuosi, finta lite con indice minaccioso, riconciliazione con bacio.
  • Nelle scuole francesi si insegna con comandi in francese: Tapez les genoux, Tapez les mains, Main droite, Main gauche, Grondez, Tournez, Tenez-vous les mains.
  • Nel 1894 la Gazette de Biarritz-Bayonne et Saint-Jean-de-Luz riferì di un ballo collettivo con 150 «bébés» danzanti per tre ore.
  • In Colombia l’informatore Pedro David Castro raccontava di aver appreso la polca bebé osservando gli indígenas di Marmato e del resguardo di San Lorenzo (Riosucio, Caldas); la ricerca comparativa ha poi mostrato la corrispondenza con la danza francese.
  • La somiglianza con Polka des lapins e Le Saut du lapin ha generato confusione in alcuni programmi di bal.
  • La notizia di un’introduzione alla corte di Luigi XIV è una tradizione riportata dalla scheda alsaziana, non un fatto documentato.
Presenza nei media e nella cultura di massa #
  • Video didattico e patrimoniale OLCA / Sàmmle (2015) sulla versione alsaziana D’r Klàtschtànz.
  • Incisione dell’Ensemble Tournevire (1990) e versione per l’infanzia di Didier Jeunesse (2010).
  • Video didattico «La polka des bébés – Italie» su Vimeo, segnalato dal portale EPS Moselle.
  • Numerose esecuzioni su YouTube (La Badoise, Danza Circular; La badoise – Danza popular de Francia), spartiti in libera circolazione e tracce su Spotify.
  • Nessuna presenza nel cinema o nella televisione generalista.
  • In Italia, Polka dei bambini di Casadei è un’omonimia discografica del liscio romagnolo, non correlata coreograficamente.
Difficoltà e adattamenti #
  • Difficoltà molto bassa / livello introduttivo: adatta ai principianti e ai bambini.
  • La parte mimata è accessibile già ai più piccoli (cicli 1-2); la polka tournée richiede un po’ di coordinazione (cicli 3 e oltre).
  • Adattamenti: pas marchés invece di pas sautillés, soppressione del giro individuale per i più piccoli, scelta libera della presa (mano, gomito, ballo).
  • Nei balfolk italiani viene spesso semplificata in camminata in cerchio + gesti, per coinvolgere famiglie e principianti.
  • La difficoltà aumenta solo se si cerca la precisione dei colpi, la rapidità del tempo e la qualità della recitazione.
Note di ricerca e fonti #

La scheda incrocia le fonti disponibili e privilegia le fonti documentarie convergenti: la scheda alsaziana Sàmmle/OLCA, le schede coreografiche francesi (Belldanse, Savoie Educ), le raccolte etnografiche (Mus’Trad Vendée, Occitan Aveyron, RADdO, CRMTL) e le stampe ottocentesche.

Fonti principali. Sàmmle / OLCA, D’r Klàtschtànz – La polka des bébés [5][6]; Belldanse, La badoise (ou Polka des bébés) [7]; Savoie Educ, Badoise [8]; Mus’Trad Vendée [9]; Institut occitan de l’Aveyron [10]; RADdO [11]; Didomena/EHESS [12]; CRMTL, repertorio di Arsène Courty [13]; BnF, Polka des bébés di Victor Buot [14]; Lopp, Encyclopédie mondaine (1903) [15]; collectage di Pontfaverger [16]; partitura di pubblico dominio [17]; EPS Moselle [18]; Julien Tiberghien [19]; Reflexiones Danzarias [20]; Traditional French Folk Dances [21]. Per l’Italia: Placida Staro, Coreologia [23], che inquadra la famiglia delle polke dei bambini ma non documenta una variante veneta.

Video e registrazioni. Video OLCA/Sàmmle [1]; Ensemble Tournevire [2]; La Badoise eseguita in cerchio [3][4]; video Facebook del gruppo folklorico di Blaesheim [22]; registrazione di Jean Baron & Christian Anneix [24].

Discrepanze e cautele.

  • La «polka dei putei» veneta. Una fonte la presenta come danza alpino-veneta di origine ottocentesca, con riferimenti a Placida Staro; tutte le altre la considerano una traduzione dialettale non documentata. Nel corpo seguiamo la seconda lettura: la danza è francese, il nome veneto è una suggestione linguistica [23].
  • Manfrina Polacca e Vinchia. Una risposta collega alla polka la Manfrina Polacca del Polesine e la Vinchia romagnola; nessun’altra fonte conferma l’equivalenza. Sono danze affini per famiglia, non sinonimi documentati: non le abbiamo incluse nel corpo.
  • Origine. La scheda alsaziana parla di un’introduzione alla corte di Luigi XIV da parte degli alsaziani; la polka nasce però nell’Ottocento e l’affermazione è cronologicamente problematica. La trattiamo come tradizione, non come prova. La pista germanico-alpina (Baden) è la più accreditata [5][6][8].
  • Data. Non esiste una data certa di nascita. Le stampe (Buot 1878; Paul 1885; Verley 1890) e la riscoperta parigina del 1900 sono i riferimenti documentati; la tradizione boema riportata da Lopp (1903) è una testimonianza, non una paternità [14][15].
  • Struttura. Le fonti alternano A-B x4 (variante scolastica) e AA BB x3 (bretone/savoiarda); i conteggi delle battute e i gesti variano. Non esiste una versione unica [7][8].
  • Metro. Il 2/4 è il dato prevalente; alcune fonti indicano 4/4 come equivalente. I 110-120 BPM sono una media didattica, non un tempo normativo.
  • Italia. La presenza stabile nei balfolk italiani non è documentata; la danza vive soprattutto in laboratori didattici e feste per famiglie. La dicitura veneta non è attestata in repertori editi.
  • Omonimie. Da non confondere con la Bébé Polka Brillante di Pirani, la Polka dei bambini di Casadei, il Klatsch Patsch Tanz moderno e Balè saltè putele.
  • Dettagli non confermati. La grande narrazione alpino-veneta, il metro 2/4 a 115-125 BPM e i nomi Stiriana, Tiri, Truk proposti da una sola risposta non trovano riscontro nelle altre fonti e non sono stati ripresi.

Aree grigie. L’origine esatta del tipo badoise, il rapporto tra le numerose varianti francesi e la diffusione italiana restano da documentare. La denominazione veneta «polka dei putei» attende testimonianza possibilmente documentabile (programma di stage, appunti, registrazione). La scheda è aperta a contributi di insegnanti, danzatori e musicisti.

Questa danza compare in 1 DVD:


Coreografia
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Note d’archivio
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nessuna

Riferimenti e link#

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