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Sacketts Harbor

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Sackett’s Harbor è una delle grandi contra dance storiche del New England: una di quelle «castagne d’oro» - i chestnuts - che le comunità del Nord-Est americano hanno ballato per oltre un secolo e che ancora oggi restano vive nei festival e nelle serate di contra.

Porta il nome del porto di Sackets Harbor, sul Lago Ontario, base della flotta americana durante la Guerra del 1812; il suo titolo più antico, Speed the Cable («Affrettate il cavo»), custodisce la memoria di un episodio bellico realmente accaduto: il cavo d’ancora che gli americani trasportarono via terra per completare la fregata Superior ed eludere il blocco britannico.

Danzata in triple minor proper su 32 battute, ha nel turn contra corners il suo cuore tecnico: è la danza-maestra con cui ancora oggi si insegna questa figura in mezzo mondo.

In Italia la incontriamo raramente - qualche stage di English Country Dance o di contraddanza americana, quasi mai nei circuiti balfolk. Chi l’ha ballata da noi è invitato a raccontarcelo: questa scheda cresce anche con le vostre memorie.

Scheda sintetica
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Nome proprio #

Sackett’s Harbor (nelle fonti anche Sacket’s Harbor e Sackets Harbor). È il titolo consolidato nel repertorio contra del Novecento, ma la danza è la stessa che i manuali ottocenteschi pubblicano come Speed the Cable, Speed the Telegraph e Steamboat Quickstep.

Attenzione alle omonimie: il nome indica anche una località dello Stato di New York, la battaglia del 1813, una nave e una melodia (reel) omonima - nessuno di questi significati è, di per sé, la danza.

Altri nomi e varianti #
  • Speed the Cable - titolo della prima attestazione a stampa (Elias Howe, The Complete Ball-Room Hand Book, Boston 1858, p. 83).
  • Steamboat Quickstep (o Washington Quickstep / Washington’s Quickstep) - titolo usato in Howe 1862, Washburn 1863 e Schell 1890; nella tradizione moderna è considerato sinonimo della stessa danza.
  • Speed the Telegraph - variante attestata in alcune fonti.
  • Sackett’s Harbor - titolo stabile dal 1863 (The Ball-Room Manual of Contra Dances and Social Cotillons di H.G.O. Washburn, Belfast, Maine).
  • Grafie del toponimo: Sackett’s Harbor / Sacket’s Harbor / Sackets Harbor.
  • Nessun nome italiano alternativo documentato: in Italia si mantiene il titolo inglese.
Traduzione e significato #

«Il porto di Sackett» (dal fondatore Augustus Sackett). Non è una metafora coreografica ma un toponimo: Sackets Harbor è la località sul Lago Ontario che fu base e cantiere navale statunitense nella Guerra del 1812. Il significato del titolo è quindi storico-commemorativo, non descrittivo del movimento.

Il vecchio titolo Speed the Cable significa invece «affrettate il cavo» e allude all’impresa logistica che la danza celebra. Nei contesti italiani il nome resta in inglese, senza traduzione consolidata.

Area geografica e provenienza #

Stati Uniti d’America, area del New England e dello Stato di New York: manuali stampati a Boston e nel Maine, comunità di ballo rurali del Nord-Est. Il nome rinvia a Sackets Harbor, contea di Jefferson (New York), all’estremità orientale del Lago Ontario.

La danza appartiene alla famiglia delle American country dances / contra dances, nate dall’adattamento americano delle longways inglesi e scozzesi e della contredanse francese.

Italia: di matrice interamente nordamericana; nessuna area di provenienza locale e nessun adattamento diffuso documentato.

Epoca e anno di riferimento #
  • 1813-1814: contesto storico evocato (Guerra anglo-americana; battaglia di Sackets Harbor, 29 maggio 1813; trasporto del cavo per la Superior ed elusione del blocco britannico, 1814).
  • 1858: prima attestazione a stampa della coreografia, come Speed the Cable (Howe, Boston).
  • 1862: riedizione come Steamboat Quickstep.
  • 1863: prime attestazioni con il titolo Sackett’s Harbor (Washburn).
  • 1890-1893: riprese nei manuali di Schell e French.
  • ca. 1984: interpretazione di riferimento moderna di Ralph Page.
  • 2011-2013: esecuzioni documentate al Ralph Page Dance Legacy Weekend e a Fayetteville.

La coreografia è probabilmente anteriore alla prima stampa, ma l’anno di composizione non è documentato con certezza.

Occasione e funzione sociale #

Danza sociale di comunità. Tradizionalmente ballata nelle town hall dances, nelle barn dances e nei balli pubblici dei villaggi del New England ottocentesco; oggi nelle serate di contra dance, nei festival folk e negli stage didattici, con il caller che chiama le figure in tempo reale.

La funzione è la socialità: la progressione porta ogni coppia a incontrare e ballare con tutte le altre lungo la fila, senza partner fisso. Non è legata a riti calendariali o di passaggio. Nella pratica contemporanea è spesso usata come danza didattica per insegnare il turn contra corners.

Storia e origine #

Sackett’s Harbor nasce come danza commemorativa, non come testimone diretta degli eventi: la memoria del 1812-1814 fu messa in forma coreografica quattro decenni più tardi, nella grande fioritura editoriale dei manuali di contra dances americane di metà Ottocento.

  • Le figure discendono dalle English e Scottish longways country dances, adattate dai coloni in Nordamerica.
  • Elias Howe la stampa nel 1858 come Speed the Cable; la danza circola poi sotto titoli diversi (Steamboat Quickstep nel 1862, Sackett’s Harbor dal 1863, con Washburn), segno di una popolarità che solo lentamente fissò un’etichetta.
  • Sopravvive per oltre un secolo nelle sale da ballo rurali del Maine, del New Hampshire e del Vermont.
  • Nel Novecento la riscoperta si deve a Ralph Page, che ne diede l’interpretazione di riferimento (ca. 1984); oggi la danza è tra i chestnuts documentati dal progetto Cracking Chestnuts della CDSS.

L’associazione fra il titolo Speed the Cable e l’episodio del cavo è raccontata in Cracking Chestnuts: nel 1814, per completare la fregata Superior a Sackets Harbor evitando il blocco britannico, un enorme cavo d’ancora fu trasportato via terra da New York (secondo il racconto più diffuso: circa due tonnellate, su slitte e carri, con una catena di volontari) fino al porto sul Lago Ontario. L’impresa divenne leggenda patriottica e diede il titolo alla danza. Resta un’ipotesi storica condivisa, non una prova documentaria sulla genesi della coreografia.

Note etnocoreologiche #

Classificata come longways triple minor proper: due file contrapposte di coppie, la prima coppia (ones) attiva all’interno di un minor set di tre coppie, senza cross over.

  • Progressione: single - a ogni ripetizione la coppia attiva scende di un posto lungo la fila e incontra coppie nuove.
  • Cinesica: passo camminato fluido e regolare (smooth walking step), a contatto col pavimento; nessuno swing di coppia nella versione storica.
  • Cambio d’asse: dopo il cerchio di sei a sinistra per 3/4 le linee di tre ruotano di 90° rispetto alla sala (gli uomini verso l’alto, le donne verso il basso).
  • Figura di rilievo: il turn contra corners - gli attivi girano in successione la prima corner, il partner, la seconda corner e ancora il partner, con gomiti o a due mani, rientrando sempre al centro. È la figura che rende la danza un banco di prova per l’orientamento spaziale e la memoria del progression.

Un tratto che i caller sottolineano sempre: la transizione B2-A1 è delicata, perché non c’è un segnale ovvio di dove si trovino gli actives nel nuovo minor set.

Divulgatori e gruppi di riferimento #
  • Compilatori storici: Elias Howe (Boston, 1858 e 1862); H.G.O. Washburn (1863); John M. Schell (1890); French (1893).
  • Interpreti e ricercatori moderni: Ralph Page (interpretazione ca. 1984, riferimento per tutte le ricostruzioni odierne); Larry Jennings (Zesty Contras, Give-and-Take); Don Armstrong; Ted Sannella; Kate Van Winkle Keller e Ralph Sweet (Cracking Chestnuts, fonte critica); David Smukler e David Millstone (Cracking Chestnuts, CDSS, 2008); David Millstone (Geography Lesson ~ Searching for Sackett’s Harbor); George W. Williams V (animazione didattica UpaDouble).
  • Caller contemporanei: Tod Whittemore (Ralph Page Dance Legacy Weekend 2011), Catherine Burns (Fayetteville 2013), Al Olson (variante Almost Sackett’s Harbor).
  • Enti e circuiti: Country Dance and Song Society (CDSS), Lloyd Shaw Foundation, Ralph Page Dance Legacy Weekend, Stockton Folk Dance Camp, comunità contra del New England.
  • Italia: nessun gruppo o scuola stabile documentato; la danza compare sporadicamente in workshop di English Country Dance e contradanza americana tenuti da caller anglofoni. Chi ha locandine, appunti o registrazioni di stage italiani è invitato a contribuire.
Formazione e tipologia #

Formazione: longways set, due file contrapposte di coppie; unità coreografica di triple minor proper (tre coppie per minor set, coppie attive non incrociate: uomini in una fila, donne nell’altra). Progressione: single.

Tipologia: American contra dance tradizionale - uno dei chestnuts / heirloom contras del repertorio del New England, danza di progressione su 32 battute.

Struttura della danza #

La coreografia, nell’interpretazione Page / Cracking Chestnuts, dura 32 battute (64 tempi di contraddanza) e si articola in quattro sezioni di 8 battute:

  • A1: le linee di tre avanzano e indietreggiano (forward and back, 8); tutti e sei formano un cerchio e ruotano a sinistra di 3/4 (circle left six hands 3/4, 8), finendo in linee di tre trasversali al set - l’asse della danza è cambiato di 90°.
  • A2: gli attivi attraversano il centro (down the center, 4), si girano da soli (turn alone, 4), ritornano (lead back, 4) ed eseguono il cast off in posizione centrale (4); le seconde salgono.
  • B1: gli attivi eseguono il turn contra corners e rientrano al posto (16 battute nella versione storica; 8 in alcune interpretazioni).
  • B2: le linee di tre avanzano e indietreggiano (8); cerchio di sei a destra per 3/4 (8), che riporta tutti in formazione longways e apre il nuovo minor set.

Le istruzioni di Howe (1858) descrivono la stessa sequenza in forma sintetica: «Forward and back six, swing six three-quarters round to the left; first couple chassé across the set back and cast off; turn contra corners; forward and back six and swing round to the right to place».

Metro e struttura musicale #

Metro: reel in 2/4, 4/4 o cut time (2/2), con struttura AABB di 32 battute (due sezioni di 16 ripetute, fraseggio di 8+8). Tempo vivo di quickstep / hornpipe americano, circa 110-120 bpm. Alcune fonti indicano anche il tempo di jig (6/8), legato alla melodia Steamboat Quickstep.

Melodia più usata: Steamboat Quickstep, nota anche come Washington Quickstep / Washington’s Quickstep. Esiste una melodia omonima, Sackett’s Harbor (reel in La dorico, trascrizioni attestate in La minore), che raramente viene impiegata per la danza stessa; alcune schede la considerano oggi più adatta alla coreografia rispetto alla Washington Quickstep.

Nelle esecuzioni documentate la danza è stata chiamata anche su melodie diverse: Reconciliation (Fayetteville 2013).

Strumenti e stile musicale #

Organico storico: la banda da ballo del New England - fiddle (violino) solista, pianoforte o chitarra per l’armonia, contrabbasso, a volte flauto o clarinetto.

Pratica contemporanea: contra dance band con sax, fisarmonica, mandolino, banjo.

Lo stile è quello del reel brillante e «quadrato», dal fraseggio marcato, pensato per sostenere le figure e la chiamata del caller.

Autori e compositori #

Coreografia: di tradizione orale / repertorio stampato ottocentesco; nessun autore documentato. Il compilatore editoriale della prima attestazione è Elias Howe (Boston, 1858), ma la paternità della danza resta anonima. L’interpretazione moderna di riferimento è di Ralph Page (ca. 1984).

Musica: Steamboat Quickstep / Washington Quickstep e il reel omonimo Sackett’s Harbor sono melodie di tradizione, senza compositore documentato. La ricostruzione contemporanea della melodia legata al titolo si deve a Kate K. Keller (volume Music of the War of 1812 in America) e a David Hildebrand (album Music of the War of 1812, 2012).

Aneddoti e curiosità #
  • Il cavo della Superior*: nel 1814, per completare la fregata Superior a Sackets Harbor senza attraversare il blocco britannico sul lago Ontario, il suo cavo d’ancora fu fatto arrivare da New York e poi trasportato praticamente a mano per gli ultimi 32 km; dalla zona di Sandy Creek fino al cantiere navale di Sackets Harbor. Il cavo pesava circa quattro tonnellate e fu spostato con carri, slitte e il lavoro alternato di circa duecento volontari. L’impresa divenne una leggenda patriottica e viene associata alla melodia di danza Speed the Plough.
  • La danza-maestra: tra i caller è nota come «the teaching dance for contra corners», perché permette di insegnare la figura senza interrompere il flusso del minor set. Ralph Page la considerava una delle «heirloom contras» e ammetteva di non aver trovato molte notizie storiche precise sul suo conto.
  • Il «no swing»: Sackett’s Harbor è una delle poche contraddanze tradizionali prive di swing di coppia, cosa che la rende cara a chi preferisce le figure di intreccio al giro a due mani.
  • La variante Almost Sackett’s Harbor: creata da Al Olson, trasforma la danza in triple progression con una spinta a due mani in apertura di B2.
  • Dal repertorio ottocentesco al pop: alla serata ContraShock Brooklyn (2015) il Great Bear Trio, con Chris Miller al sax, eseguì Sackett’s Harbor facendola seguire da Get Lucky dei Daft Punk - esempio di continuità fra repertorio storico e musica contemporanea.
  • Ecco il paragrafo integrato:
  • Curiosità toponomastica: Sackets Harbor è anche la città natale di Jerry Thomas (1830-1885), il celebre barman considerato il padre della mixology americana. Nel 1862 pubblicò How to Mix Drinks, or The Bon-Vivant’s Companion, il primo grande manuale statunitense di cocktail, e rese il mestiere un’arte creativa e spettacolare. Una circostanza del tutto estranea alla danza, ma utile a ricordare quante storie si sovrappongano a questo nome.
Presenza nei media e nella cultura di massa #

Nessuna presenza nel cinema o nella televisione mainstream. Presenza documentata in:

  • video di esecuzioni dal vivo: Ralph Page Dance Legacy Weekend 2011 (caller Tod Whittemore, band Firetruck) e Fayetteville 2013 (caller Catherine Burns);
  • animazioni coreografiche didattiche (UpaDouble, Playford’s Progeny);
  • repertori digitali di melodie (Traditional Tune Archive, North Atlantic Tune List, Nottingham Music Database);
  • pubblicazioni specializzate (CDSS News, American Square Dance, New England Caller, Northern Junket) e syllabi di festival (RPDLW, Stockton, Lloyd Shaw);
  • il disco Sackett’s Harbor: Nineteenth-Century Dance Music from Western New York State (Sampler Records, 1988), curato da Jim Kimball con Betsy Gamble e Mitzie Collins.
Difficoltà e adattamenti #

Difficoltà media per danzatori intermedi. La difficoltà non sta nei passi, ma nella consapevolezza del set: la rotazione di 90° dell’asse e la progressione triple minor rendono delicata la transizione B2-A1, dove gli attivi devono formare il nuovo minor set; il turn contra corners, con la sequenza corner-partner-corner-partner a tempo rapido, richiede memoria e coordinazione. Una parte delle fonti la valuta media-avanzata, proprio per il contra corners e per la gestione dei tre ruoli nel minor set.

Adattamenti:

  • esecuzione in duple minor per serate con molti principianti;
  • set più corti (quattro coppie invece di sei) per ridurre i tempi d’attesa;
  • two-hand turn al posto del giro a gomito nei contra corners, in contesti English;
  • ritmo rallentato (90-100 bpm) nella prima esecuzione didattica, poi a tempo (120 bpm);
  • variante Almost Sackett’s Harbor (triple progression) di Al Olson.

Per i circuiti balfolk italiani non sono documentati adattamenti specifici, data la rarità della danza.

Note di ricerca e fonti #

Voci discordanti (mantenute come variante di ricerca). Una parte delle schede consultate sostiene che il nome Sacket’s Harbor sia attestato solo come melodia/tune e come toponimo, e che non esista una coreografia codificata con questo titolo. Questa posizione poggia soprattutto sul repertorio musicale della Guerra del 1812 (album Music of the War of 1812 di David Hildebrand, 2012, su fonti di Kate K. Keller; archivio Thomas Bending, Reels for Sackets Harbor) e sull’assenza di riscontri in alcune raccolte di quadriglie. La scheda non la accoglie come tesi principale, ma la registra: le schede coreografiche storiche e contemporanee sono numerose e convergenti.

Discrepanze riscontrate tra le risposte.

  • Episodio commemorato: alcune fonti indicano la difesa/battaglia di Sackets Harbor del maggio 1813, altre l’azione di maggio 1814 legata al trasporto del cavo e all’elusione del blocco britannico. La scheda accoglie il 1814 come episodio del cavo, mantenendo il 1813 come contesto della battaglia.
  • Dettagli del trasporto del cavo: alcune risposte parlano di circa 16 miglia e duecento uomini, altre di oltre 300 miglia da New York/Sandy Hook con un cavo di circa due tonnellate. La discordanza riguarda la ricostruzione narrativa, non l’esistenza dell’episodio.
  • Prima attestazione: 1858 (Speed the Cable), 1862 (Steamboat Quickstep) e 1863 (prime attestazioni con il titolo Sackett’s Harbor) sono concordi; una parte delle fonti indica solo il 1863. L’anno di composizione della coreografia resta non documentato.
  • Metro: oscillazione fra reel in 2/2, 4/4 o 2/4 e jig in 6/8, quest’ultimo legato alla melodia Steamboat Quickstep.
  • Musica associata: prevale Steamboat Quickstep / Washington Quickstep; l’omonimo reel Sackett’s Harbor è citato come raramente usato per la danza, con almeno una fonte che lo considera invece preferibile.
  • Difficoltà: «media» per la maggior parte delle fonti, «media-avanzata» per una di esse.

Omonimie escluse: la località di Sackets Harbor, la battaglia del 1813, la nave SS Sackett’s Harbor, la melodia/reel omonima e gli eventi di danza storica che ancora oggi vi si tengono (ballroom, quadriglie, line dance) - nessuno di questi costituisce «la danza Sackett’s Harbor».

Italia: nessuna attestazione stabile nei circuiti balfolk o di danza popolare italiani; la presenza è occasionale (stage, workshop di English Country Dance e contradanza americana con caller ospiti). La voce resta aperta a segnalazioni di caller, insegnanti e danzatori italiani.

Questa danza compare in 1 DVD:


Coreografia
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Note d’archivio
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nessuna

Riferimenti e link#

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