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Sliabh gCua Set - Danza tradizionale irlandese del Waterford

Video
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Tra le colline di Sliabh gCua, nell’entroterra della contea di Waterford, l’Irlanda custodisce uno dei suoi set più generosi: una quadriglia di quattro coppie danzata interamente sulle polke, il Sliabh gCua Set, noto anche come Waterford Polka Set.

Siamo in una terra di pascoli e di parlata gaelica sopravvissuta a lungo, dove, quando si spostava il tavolo di cucina e arrivava un suonatore, un quadrato di otto persone bastava a fare festa. Come tutte le set dances irlandesi, il ballo nasce dalla rielaborazione popolare delle quadriglie europee ottocentesche, ma qui ha preso il ritmo incalzante della polka e il passo marcato del Munster.

Quasi scomparso dopo la fine delle feste di casa, è stato raccolto dalla memoria degli anziani del luogo e riportato in vita dal revival del set dancing. Nella nostra pratica lo incontriamo soprattutto negli stage specialistici e nelle serate di set dancing irlandese: in Italia resta una rarità, una gemma per appassionati.

Scheda sintetica
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Nome proprio #
Sliabh gCua Set. La “g” è dura, per effetto dell’eclissi grammaticale irlandese (urú). Nella cartografia storica anglicizzata la zona compare come Slieve Gua o Slieve Goe.
Altri nomi e varianti #
Waterford Polka Set e Sliabh gCua Polka Set, i nomi più diffusi fuori dall’Irlanda; Slieve Gua Set e Slieve Goe Set, anglicizzazioni storiche. Nel set dancing il termine “set” (seitrince) indica la formazione di quattro coppie che esegue la danza. Da non confondere con i set dello Sliabh Luachra (confine Cork-Kerry), con cui condivide solo il pattern onomastico, né con il monte Slieve Gullion (Armagh). In Italia non risultano nomi alternativi consolidati.
Traduzione e significato #
“Sliabh” significa “montagna, altopiano brullo” in gaelico. Il significato di “gCua” non è accertato: le fonti propongono un antico nome territoriale oppure etimologie popolari non verificate. Il nome indica quindi l’area montuosa di Sliabh gCua, nel Waterford occidentale, e la comunità che vi vive: come per quasi tutti i set irlandesi, è il nome del territorio, non una descrizione della coreografia. In “Sliabh Geal gCua na Féile” il termine evoca la “montagna luminosa” della terra natia.
Area geografica e provenienza #

Contea di Waterford (Contae Phort Láirge), provincia del Munster, Irlanda sud-orientale. In dettaglio:

  • il distretto tradizionale di Sliabh gCua, tra Clonmel e Dungarvan, con i centri di Touraneena, Ballinamult, Knockboy, Kilrossanty e Seskinane;
  • l’area collinare ai margini dei monti Comeragh e Knockmealdown;
  • una piccola enclave di lingua irlandese, spesso chiamata “il più piccolo Gaeltacht d’Irlanda”, legata al Gaeltacht na nDéise (Ring e Old Parish).

Oggi il set è danzato soprattutto nel Munster e nei circuiti irlandesi di set dancing, in Irlanda e all’estero.

Epoca e anno di riferimento #
Formazione riconducibile all’Ottocento, quando le quadriglie europee vengono rielaborate in forme locali dai maestri di danza itineranti. Per questo set non esiste una data di creazione documentata: va considerato di tradizione orale e regionale. La forma oggi danzata è il frutto della raccolta e della codificazione didattica del XX secolo, soprattutto nel revival del set dancing degli anni Ottanta-Novanta. Prima attestazione scritta: non documentata.
Occasione e funzione sociale #

Un tempo:

  • house dances (balli nelle case, con il tavolo spostato e il focolare acceso);
  • crossroads dances (danze agli incroci, nei mesi estivi);
  • matrimoni, sagre patronali e ricorrenze comunitarie. Oggi:
  • céilí, fleadh cheoil e festival di musica e danza tradizionale (es. Willie Clancy Summer School);
  • competizioni Scór e raduni di club;
  • momento simbolico per la comunità è l’Éigse Sliabh gCua di Touraneena.

La funzione resta di aggregazione e, in contesto gaeltacht, di affermazione identitaria linguistica e territoriale.

Storia e origine #

Le set dances irlandesi derivano dalle quadriglie e dai cotillon francesi e britannici, diffusi in Irlanda tra Sette e Ottocento dai maestri di danza itineranti (dancing masters), dalle sale della piccola nobiltà e dalle truppe di passaggio. Le comunità rurali ne adottarono la struttura e la riempirono di passi locali e ritmi propri: ne risultarono repertori fortemente regionali, spesso legati a una valle o a una parrocchia, come nel caso di Sliabh gCua, dove la polka divenne il linguaggio ritmico dominante.

Nel Novecento il Public Dance Halls Act del 1935, spostando il ballo dalle case e dagli incroci alle sale autorizzate, e i mutamenti sociali indebolirono quasi ovunque i repertori locali. Il set rischiò la scomparsa: la sua sopravvivenza si deve alla memoria dei ballerini anziani della zona e al lavoro di raccolta del maestro Connie Ryan (Co. Tipperary), che ne raccolse le figure e le reintrodusse nei circuiti di insegnamento. Da lui l’hanno appresa Pádraig e Róisín McEneany, che l’hanno portata nei workshop internazionali. La forma oggi danzata è dunque una ricostruzione di revival, documentata e nuovamente insegnabile, non la trascrizione di una trasmissione ininterrotta. Non esistono ideatore né anno di codificazione documentati.

Note etnocoreologiche #

Va inquadrato nel genere delle danze di quadriglia a formazione quadrata. Elementi distintivi:

  • quattro coppie sui quattro lati, con coppie “di testa” (tops) e “di fianco” (sides) che si alternano nelle figure;
  • passo base “polka-batter” (scansione 1 and 2 and 1-2-3), vivace e ritmico, con lavoro dei piedi basso e vicino al suolo;
  • presa valzer (waltz hold) per house e swing e presa bassa all’avambraccio (low forearm) per le ladies chain;
  • schema metricamente omogeneo: tutte e cinque le figure su polka, tratto distintivo rispetto ai set che alternano reel, jig e hornpipe;
  • figure caratteristiche come il “bring up the figure”, il “long body” (presente anche in altri set del sud-ovest) e l’“offering up”, con cambio progressivo di partner.

Stile del Munster/Waterford: sobrio e scivolato ma energico, con battering accentuato. Rispetto allo step dancing competitivo, il set dancing conserva un carattere più conviviale e meno codificato, spesso appreso sul momento da un caller o da compagni più esperti.

Divulgatori e gruppi di riferimento #

In Irlanda:

  • Connie Ryan (Co. Tipperary), maestro e raccoglitore, fonte primaria del revival; dà il nome al Connie Ryan Set Dancing Festival;
  • Pádraig e Róisín McEneany, che l’hanno appresa da Ryan e diffusa in workshop internazionali (Ellenville, New York, 2004; tour didattici in Europa, tra cui l’Irish Tour 2007 in Italia);
  • il Sliabh gCua Set Dancing Club di Touraneena-Dungarvan (fondato da Monnie Hallahan, oggi guidato da Meadhbh Houlihan), più volte campione All-Ireland e gemellato dal 1970 con il Liverpool Irish Centre;
  • sul piano documentario: Larry E. Taylor (Kent State, 2008), William (Bill) Lynch, Pat Murphy, il portale Set Dancing News di Joe e Claire O’Donovan, l’archivio di Comhaltas Ceoltóirí Éireann e l’ITMA.

In Italia: circuito di nicchia di set dancing irlandese (associazioni e scuole come Gens d’Ys, Clover, Tara School, Gannet School of Irish Set Dancing); il set compare solo in stage specialistici tenuti da maestri ospiti, senza repertorio stabile.

Formazione e tipologia #

Set completo (full set) di otto danzatori, quattro coppie miste disposte sui quattro lati di un quadrato e rivolte verso il centro. Convenzione dei lati:

  • First Top e Second Top (coppie “di testa”);
  • First Side (alla sinistra della First Top) e Second Side (coppie “di fianco”).

Quando i ballerini sono meno di otto si ricorre alla mezza formazione (half set). Tipologia: danza sociale di quadriglia (set dance / polka set), distinta dal céilí dance codificato e dallo step dancing solistico.

Struttura della danza #

Cinque figure in sequenza, tutte su polke, ciascuna con introduzione musicale di 8 battute inclusa nel conteggio:

  • Figura 1 — Polkas, 72 battute: tops balance in and out, swing in waltz hold, ladies chain, house; poi le sides ripetono.
  • Figura 2 — Polkas, 128 battute: all balance and swing; tops advance and retire (right hand in right), crossover anticlockwise con la dama che gira due volte sotto le dita; sequenza incrociata e “chain to home”; le sides ripetono.
  • Figura 3 — Polkas, 152 battute: circle advance and retire e swing; al centro il gent di una coppia di testa gira la dama della coppia opposta mentre i partner cambiano lato; ripetizioni e cerchio finale.
  • Figura 4 — Polkas, 248 battute (la più lunga): ladies chain e house; “bring up the figure”; poi il “long body” (balance in and out in waltz hold 4 battute e house alla posizione successiva a destra, ripetuto fino a casa), cerchio e swing.
  • Figura 5 — Polkas, 88 battute: circle advance and retire, swing e “offering up”, con le dame che avanzano verso il gent successivo fino al ritorno ai partner originali.

I conteggi 72-128-152-248-88 sono quelli della versione di riferimento (Larry E. Taylor 2008, su workshop McEneany 2004).

Metro e struttura musicale #
Tutte e cinque le figure in polka, metro 2/4, tempo vivo intorno ai 130-160 bpm. Struttura a frasi di 8 battute con moduli AABB, tipica della polka irlandese. Ogni figura ha un numero fisso di battute ed è sostenuta da due-tre melodie ripetute fino al completamento, per una durata di alcuni minuti (dalla prima figura più breve, circa 1 minuto, alla quarta più lunga, 3-4 minuti).
Strumenti e stile musicale #
Formazione da céilí band o piccolo ensemble tradizionale: fisarmonica diatonica (button accordion), fiddle (violino), flauto traverso irlandese e tin whistle, concertina, banjo tenore, pianoforte o chitarra e bodhrán. Lo stile del Waterford/Munster è diretto, ritmico e “bouncy”, con battering accentuato che asseconda il passo dei danzatori. Registrazioni di riferimento: Matt Cunningham Ceili Band, Dance Music of Ireland Vol. 7.
Autori e compositori #
Di tradizione orale. Non è documentato alcun autore o coreografo: la coreografia è tramandata di generazione in generazione e poi ricostruita nel revival. Le melodie sono polke tradizionali anonime del repertorio del Munster, di pubblico dominio. Tra gli interpreti che ne hanno inciso le tracce di riferimento figurano Matt Cunningham Ceili Band, Johnny Reidy Ceili Band, Ceili Time Band e Swallows Tail Ceili Band.
Aneddoti e curiosità #

La zona di Sliabh gCua è celebre in Irlanda anche per il canto in gaelico “Sliabh Geal gCua na Féile”, composto alla fine del XIX secolo da Pádraig Ó Miléadha mentre era emigrato nelle miniere di carbone del Galles: un lamento nostalgico per la terra natia che ha tenuto vivo il nome della regione nella memoria collettiva (non è però legato direttamente alla danza). Altri spunti:

  • la “g” di “gCua” è l’eclissi (urú) della grammatica irlandese, da cui la pronuncia con g dura;
  • la zona è detta “il più piccolo Gaeltacht dell’isola”, dove la lingua irlandese ha resistito fino quasi ai giorni nostri;
  • il club di Touraneena mantiene da oltre quarant’anni uno scambio biennale con il Liverpool Irish Centre;
  • il “long body” della quarta figura è condiviso con altri set del sud-ovest (Ballingeary, Hollymount, Skibbereen, Summit), segno della circolazione delle figure;
  • la zona conserva iscrizioni ogamiche nella chiesa di Knockboy (XII secolo) e la memoria di Dan Fraher, da cui il Fraher Field di Dungarvan.
Presenza nei media e nella cultura di massa #

Nessuna presenza nella cultura di massa mainstream: non risultano apparizioni di rilievo in film o serie televisive.

  • Compare in “Come West Along the Road” (Vol. 3, RTÉ) con i Sliabh gCua Set Dancers;
  • è nelle registrazioni di Matt Cunningham (Dance Music of Ireland, Vol. 7) e nell’Irish Set Dance Music Database;
  • è citato in Set Dancing News (ottobre-novembre 2008) e in note coreografiche online (Larry E. Taylor, 2008);
  • la circolazione contemporanea avviene soprattutto online (video di esecuzioni e lezioni, archivi Comhaltas) e ai fleadh e all’Éigse di Touraneena.

In Italia non ha alcuna presenza mediatica: la diffusione, quando c’è, passa da scuole, serate irlandesi e festival dedicati.

Difficoltà e adattamenti #

Livello medio; medio-alto se si affronta l’intero set. Richiede coordinazione di gruppo, buon senso del ritmo e familiarità con i passi base (polka-batter, house around, swing, ladies chain); la quarta figura (248 battute) e il “long body” richiedono resistenza e memoria della sequenza. Adattamenti comuni:

  • insegnamento figura per figura, con tempi musicali rallentati in fase didattica;
  • mezza formazione (half set) quando i ballerini sono meno di otto;
  • nelle serate sociali si riducono le ripetizioni o si privilegiano le figure 1-2-5.

Per i principianti conviene partire da set più semplici (Plain Set, Caledonian Set). Italia: danza rara o assente nei circuiti balfolk e popolari; la si incontra solo in occasionali stage di set dancing irlandese, serate di céilí o scuole dedicate, mantenendo i comandi originali in inglese (tops, sides, house around).

Note di ricerca e fonti #

Il quadro generale sulle set dances si basa su studi e manuali consolidati (Pat Murphy, Toss the Feathers 1995 e The Flowing Tide; Helen Brennan, The Story of Irish Dance; Larry Lynch, Set Dances of Ireland) e sugli archivi di Comhaltas Ceoltóirí Éireann e dell’ITMA. Per lo Sliabh gCua Set la fonte più articolata è la notazione di Larry E. Taylor (2008), ripresa dal workshop di Pádraig e Róisín McEneany (Ellenville, New York, 2004) su insegnamento di Connie Ryan, con i conteggi di battute 72-128-152-248-88; utili anche le note McEneany (PDF), setdanceteacher.ie (W. Lynch), mabula.net e Set Dancing News.

Discrepanze riscontrate tra le risposte analizzate:

  • Metro delle figure: la tesi prevalente vuole tutte e cinque le figure in polka (2/4); alcune schede ipotizzano reel (4/4) nelle prime figure e un passaggio di hornpipe (4/4 puntato), soluzione non confermata dalle fonti di riferimento.
  • Nomi alternativi: “Waterford Polka Set” è ampiamente attestato; restano non confermati “Sliabh gCua Reel Set” e “Knockmealdown Set”.
  • Etimologia di “gCua”: non risolta; le traduzioni popolari non sono verificate.
  • Natura della forma attuale: ricostruzione di revival documentata, non trascrizione di una trasmissione ininterrotta; l’attribuzione della contea risulta talvolta omessa in alcuni database, dove va comunque ricondotta a Waterford.

Coreografia
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Note d’archivio
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nessuna

Riferimenti e link#

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