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C’è una danza che si canta mentre la si balla. Solomon Levi nasce come canzone comica americana dell’Ottocento e diventa, nel Novecento, una delle «singing square dance» più amate: quattro coppie disposte in quadrato, la voce del caller che intona le istruzioni a tempo di musica e un ritornello («tra-la-la-la-la») cantato da tutti mentre si fa promenade.
È una danza di festa, di scuola e di campi estivi: semplice per chi comincia, capace però di raccontare, con ironia e con qualche ombra, la storia dell’intrattenimento popolare statunitense.
Nella nostra pratica la usiamo come ballo «rompighiaccio», per mettere in cerchio un gruppo eterogeneo e insegnare senza fatica una regola d’oro delle square dance: il passaggio spalla destra contro spalla destra.
Scheda sintetica#
- Nome proprio #
- Solomon Levi (talvolta Old Solomon Levi o Solomon Levi Square). Nella letteratura dello square dance il nome indica sia la danza sia la melodia e la canzone su cui è eseguita. Le fonti CALLERLAB la classificano come Traditional Square Dance; la Folk Dance Federation of California come danza americana.
- Altri nomi e varianti #
- My Name Is Solomon Levi (dal primo verso della canzone), Old Solomon Levi, Solomon Levi Square, Solomon Levi Singing Call, Separate and Promenade Square; in ambito didattico italiano anche «quadriglia cantata». Grafie: Solomon Levy, Soloman Levi.
- Sono documentate più coreografie omonime (la forma CALLERLAB di 48 tempi; una versione pubblicata nel 1951 da Dick Best; una forma documentata nel 1972 in Northern Junket) che condividono titolo e melodia ma possono avere figure differenti.
- Omonimie da non confondere: l’omonima danza israeliana attribuita alla coreografa Gila Solomon Levi; il canto di Padstow in Cornovaglia; la versione yiddish londinese Old Solomon Levy; il brano omonimo di Woody Guthrie.
- Traduzione e significato #
«Solomon Levi» è un nome proprio di persona di origine ebraica (Salomone + Levi). Non è il nome di una figura coreutica né una denominazione tradizionale ebraica della danza: il personaggio appartiene alla canzone omonima, dove incarna lo stereotipo ottocentesco del mercante di abiti ebreo.
Campanello d’allarme metodologico: il nome non dimostra un’origine ebraica del ballo, e il testo originario contiene stereotipi antiebraici oggi riconosciuti come offensivi.
- Area geografica e provenienza #
- Stati Uniti d’America. La canzone nasce nell’ambiente urbano del teatro popolare (vaudeville, minstrel show, music-hall) di fine Ottocento; la forma danzata appartiene alla cultura dello square dance americano (New England, Appalachi, Midwest e West), poi diffusa su scala nazionale da caller, manuali e dischi. Il testo colloca il negozio del protagonista in Salem Street o Chatham Street (Boston) oppure a San Francisco, secondo le varianti. Non è documentata un’origine regionale unica e certa della coreografia.
- Epoca e anno di riferimento #
Canzone: spartito pubblicato da Oliver Ditson & Co. nel 1885 e attribuito a Fred Seaver; il testo circola però oralmente già a metà Ottocento (presente in raccolte universitarie del 1862-1866). Adattamento coreutico come singing square: prima metà del XX secolo (anni ‘20-‘50), con codifica stabile nel secondo dopoguerra.
- Data di nascita della coreografia: non documentata, di tradizione orale.
- Square dance sociale e didattica: barn dance, feste di comunità, serate introduttive dello square dance (one-night-stand), scuole, campi estivi, matrimoni. In origine anche play-party nelle comunità rurali che vietavano la danza strumentale.
- Funzione ricreativa, aggregativa e di orientamento nello spazio: nessuna funzione rituale o cerimoniale. È una danza d’apertura ideale, che insegna la regola del passaggio spalla destra, l’orientamento nel quadrato e la promenade.
- In Italia: sere di ballo dei campi estivi scout, laboratori scolastici e oratori; ballo «rompighiaccio» per gruppi eterogenei più che forma di una tradizione locale.
- Storia e origine #
La storia della danza va distinta da quella della canzone.
- Canzone: comic dialect song statunitense, prototipo dello stereotipo del mercante ebreo (genere che la stampa dell’epoca chiamava Hebrew comedy), grande successo editoriale nei songster (raccolte di spartiti) e poi in alcuni innari scolastici.
- Danza: la figura di «separazione e incontro» (Separate around the outside track), già presente nelle quadriglie francesi e nelle country dances inglesi, viene cantata sulla melodia e diventa una singing square.
- Diffusione novecentesca: Lloyd «Pappy» Shaw la raccolse da caller itineranti e la fissò come modello didattico (Cowboy Dances, 1939); i caller ne fecero uno standard, oggi nel canone CALLERLAB.
- Nessun coreografo unico: l’origine della coreografia non è documentata. Il testo originale veicolava stereotipi antisemiti, progressivamente rimossi o glossati.
- Note etnocoreologiche #
- Singing call square dance (traditional square dance) per quattro coppie in quadrato. Il caller canta le istruzioni adattandole al testo della canzone, e il ritornello «tra-la-la» è intonato dai ballerini stessi durante la promenade. La struttura è modulare e cumulativa (una coppia alla volta, poi le due coppie di testa, poi le laterali, infine tutte). L’uso del dos-a-dos e del saluto alle coppie corner rivela la derivazione dalla quadriglia francese. Lo stesso titolo può indicare coreografie diverse; esiste anche una variante play-party cantata a cappella.
- Divulgatori e gruppi di riferimento #
- Divulgatori e studiosi: Lloyd «Pappy» Shaw e la Lloyd Shaw Foundation, Ralph Page, Betty Casey, Vyts Beliajus, Country Dance and Song Society (CDSS), CALLERLAB, New England Dancing Masters (Sashay the Donut), Square Dance History Project.
- Caller e interpreti storici: Lawrence V. Loy, Fenton «Jonesy» Jones, Carson Robison and his Pleasant Valley Boys, Bill Litchman, Stan James and the Valley Boys, Steve Minkin; tra i contemporanei Tom Murray, Gerry Hardy.
- In Italia: gruppi di square dance e country & western dance, canzonieri scout (AGESCI/CNGEI) e quaderni di «danze facili dal mondo»; nessun divulgatore stabile dedicato specificamente alla danza.
- Formazione e tipologia #
- Quadrato di quattro coppie (otto danzatori) con le coppie partner una di fianco all’altra ai lati del set. Tipologia: American Traditional Square Dance, sottocategoria Singing Call (singing square). Adattabile a cinque o sei coppie disposte in cerchio, oppure come mixer circolare. Variante play-party: cerchio o fila, senza strumenti e con il canto corale dei partecipanti.
- Struttura della danza #
Sequenza canonica di 48 tempi (CALLERLAB):
- Tempi 1-8: la coppia attiva si separa e percorre l’esterno del quadrato (il gent a sinistra, la lady a destra).
- Tempi 9-16: i due partner si incontrano sul lato opposto e si superano spalla destra, poi tornano.
- Tempi 17-24: saluto ai corner e dos-a-dos o swing con il partner.
- Tempi 25-48: presa in promenade, giro antiorario del set e ritornello cantato «Solomon Levi, tra-la-la». La sequenza si ripete per la 2a, 3a e 4a coppia, poi per le due coppie di testa, per le due laterali e infine per tutte e quattro; chiusura con saluto al partner e ai corner. Con musica di 64 tempi si aggiunge un Forward and Back. La regola del passaggio spalla destra (right-shoulder passing rule) è parte integrante della corretta esecuzione. In testimonianze storiche le figure possono differire (cerchi, chassez, right-and-left, grand chain).
- Metro e struttura musicale #
- Metro prevalentemente binario: 2/4 o 4/4 in stile marcia (alcune fonti e notazioni indicano invece un 6/8 di tipo jig), tempo vivace ma comodo (~118-130 bpm). Fraseologia quadrata in conteggi di 8 tempi; struttura melodica di 48 battute (A 16 + B 16 + coro 16) o 32/64, in forma strofa + ritornello. Il ritornello sillabico «tra-la-la-la-la» funge da cue per la promenade. Alcune fonti di square dance non indicano un metro unico: è quindi più prudente descrivere la danza per frasi di 8 tempi anziché attribuirle un metro rigido (vedi Note di ricerca e fonti).
- Strumenti e stile musicale #
- Old-time string band: fiddle (violino), banjo, chitarra acustica, contrabbasso (o basso tuba), pianoforte o fisarmonica; stile marciato e old-time/western square dance, senza ornamentazioni virtuosistiche.
- Nelle forme originarie di play-party e nei canzonieri scout: canto a cappella con battiti di mani e bassi vocali.
- Autori e compositori #
- Per la canzone: partitura attribuita a Fred Seaver (anche Fred Saver), edita da Oliver Ditson & Co., Boston, 1885 (Library of Congress, Control No. 2023856452); il testo circolava però oralmente e alcune fonti lo indicano come anonimo. Per la danza: coreografia di tradizione orale americana, senza autore unico; messa in forma e codifica didattica attribuite a Lloyd Shaw (e Bill Litchman per la call registrata). Fenton «Jonesy» Jones è divulgatore e registratore, non autore originario.
- Aneddoti e curiosità #
- Il numero «149» citato nel testo è l’indirizzo reale del negozio: 149 Salem Street, Boston; in alcune varianti diventa Chatham o Second Street.
- Il termine dispregiativo «sheeny» («Poor sheeny Levi») è stato sostituito nelle edizioni scolastiche del Novecento con «Solly» o «Mister».
- La melodia condivide struttura armonica e metrica con la canzone folk The Spanish Cavalier: i musicisti a volte intrecciano le due arie.
- Negli ambienti militari e bandistici fu adottata come marcia rapida d’ordinanza (es. Prince Edward Island Regiment, Canada).
- Nota didattica di CALLERLAB: «Do not be tempted to change partners on this dance…» (“non siate tentati di cambiare partner in questa danza”).
- Alcune fonti collegano il personaggio a commercianti di abiti realmente attivi a San Francisco dopo la corsa all’oro: suggestione aneddotica, non accertata.
- Presenza nei media e nella cultura di massa #
- La canzone ha avuto diffusione maggiore della danza: songster, innari scolastici, raccolte di canti da campo e dischi a 78 e 33 giri (RCA Victor, MacGregor, Folkcraft, Folkways). La danza vive in dischi didattici, video di caller contemporanei e materiali di organizzazioni come la Lloyd Shaw Foundation; è brano di base per insegnare lo square dance nelle scuole primarie statunitensi. Non risultano presenze cinematografiche o televisive di rilievo.
- Difficoltà e adattamenti #
Difficoltà bassa, livello introduttivo assoluto: i passi si limitano alla camminata, allo swing e alla promenade. La difficoltà reale è spaziale e ritmica: mantenere la formazione, capire le chiamate e rispettare la regola della spalla destra.
- Adattamenti: dos-a-dos sostituibile con swing o elbow swing; promenade come semplice camminata in cerchio; forme a 5-6 coppie in cerchio o come mixer; versione di 64 tempi con Forward and Back; versioni per bambini con soli battiti di mani; testo ripulito dagli stereotipi.
- In Italia si insegna a volte come primo ballo «americano» dei laboratori, prima delle quadriglie con caller.
- Note di ricerca e fonti #
Sintesi delle fonti: manuali e schede tecniche dello square dance (CALLERLAB Dance Resource; Lloyd Shaw Foundation; New England Dancing Masters, Sashay the Donut), spartito storico della Library of Congress (1885), raccolte sul campo sul play-party (B.A. Botkin 1937; Richard Chase 1949), repertorio storico di Lloyd Shaw (Cowboy Dances, 1939) e schede divulgative (Folk Dance Musings – Andrew Carnie).
Discrepanze riscontrate tra le schede analizzate:
- Natura della danza: la tesi prevalente è quella della traditional singing square dance statunitense (adottata nel testo principale). Varianti interpretative: play-party; ballo di cerchio cantato e didattico; «danza tradizionale ebraica/klezmer», non confermata e anzi smentita dalle fonti; canto della Cornovaglia a Padstow, quasi certamente una confusione con l’omonima tradizione inglese.
- Metro: 2/4 o 4/4 per la maggior parte delle fonti, 6/8 per alcune, «metro non univoco / meglio per frasi di 8 tempi».
- Autore e anno della canzone: Fred Seaver, 1885, per la maggioranza e per la fonte primaria (Library of Congress); 1890; circa 1881; 1879 e «Fred Seibley» probabile refuso; «anonima/di tradizione orale».
- Lunghezza della figura: 48 tempi (CALLERLAB) vs 32 battute vs 64 con Forward and Back.
- Omonimie segnalate: danza israeliana di Gila Solomon Levi; tradizione di Padstow; Old Solomon Levy yiddish; brano di Woody Guthrie.
- Presenza in Italia: assente o rarissima nei circuiti balfolk; documentata per via orale nei canzonieri scout e nei quaderni didattici e in circoli di square/country & western dance. Manca uno studio etnocoreologico italiano dedicato («Non documentato»).
Avvertenza etica: il testo originale della canzone contiene stereotipi antiebraici; va citato come dato storico, senza riproporne i contenuti offensivi. Le versioni moderne sono state edulcorate.
Questa danza compare in 1 DVD:
Coreografia#
Note d’archivio#
Riferimenti e link#
- [1]Solomon Levi - Lawrence V. Loy (RCA Victor, 1945)Incisione storica di riferimento (RCA Victor, 1945) con chiamata cantata di Lawrence V. Loy e musica di Carson Robison and his Pleasant Valley Boys.
- [2]Solomon Levi - Square Dancing with Tom MurrayEsecuzione contemporanea con chiamata cantata (St. Louis Callers’ Guild, 2019), utile per vedere figura, formazione e promenade.
- [3]Solomon Levi - Dimostrazione e Singing Call (Lloyd Shaw Foundation / DFBP)Video didattico tratto dal Beginner Dance Party Leaders Seminar della Lloyd Shaw Foundation.
- [4]Solomon Levi - CALLERLAB Dance ResourceScheda tecnica della traditional square dance: formazione, sequenza di 48 tempi, figure e modalita di esecuzione.
- [5]Folk Dance Musings - Solomon Levi (USA), a cura di Andrew CarnieAnalisi etnocoreologica con trascrizione delle call, varianti e note sulla struttura della danza.
- [6]Lloyd Shaw Foundation - Solomon Levi, call sheet (LS 501/502)Partitura coreografica storica con call di Bill Litchman, sequenza e note didattiche.
- [7]Library of Congress - Solomon Levi, Fred Seaver, 1885 (Oliver Ditson)Spartito storico originale: fonte primaria per datazione e attribuzione della canzone.
- [8]Lloyd Shaw, Cowboy Dances: A Collection of Western Square Dances, Caxton Printers, 1939.Repertorio storico che ha codificato e diffuso Solomon Levi nella square dance moderna.
- [9]Betty Casey, International Folk Dancing U.S.A., University of North Texas Press, 1981.Manuale di riferimento sulle danze popolari e le singing call statunitensi.
- [10]B.A. Botkin, The American Play-Party Song (1937)Studio fondamentale sul play-party nella cultura rurale statunitense, con riferimenti a Solomon Levi.
- [11]Richard Chase, Singing Games and Playparty Games (1949)Raccolta di giochi cantati e play-party della tradizione popolare statunitense.
- [12]Square Dance History ProjectArchivio digitale con documenti, audio e video sulla storia della square dance, inclusa Solomon Levi.
- [13]New England Dancing Masters - Sashay the DonutRepertorio didattico contemporaneo che include Solomon Levi come square dance per principianti.
- [14]E.L. Simons Folk Song Collection - Solomon LeviVersione orale della canzone raccolta a meta Novecento, con note storiche sull’origine come comic dialect song.
- [15]Play-party - Wikipedia (EN)Voce enciclopedica di inquadramento sul genere del play-party nella cultura popolare statunitense.






