↓ Salta al contenuto principale
  1. Danze /
  2. Virginia Mixer - Il mixer nato dal Virginia Reel

Virginia Mixer - Il mixer nato dal Virginia Reel

Video
#

Esecuzione registrata nel DVD 006
Cliccando Play accetti l’avvio del player YouTube No-Cookie

Il Virginia Mixer è il ballo che apre la serata: due cerchi di coppie, figure semplici, e a ogni ripresa di 32 battute tutti cambiano partner. Nella nostra pratica lo incontriamo come anello di congiunzione tra il Virginia Reel - la danza americana per antonomasia, figlia delle country dances inglesi - e la grande famiglia dei mixer, i balli nati per far conoscere le persone tra loro.

La sua storia non è scritta in nessun trattato. La ricostruiamo dai fogli didattici americani del Novecento, dai manuali della recreational folk dance e da un fondo giapponese che l’ha custodita con cura quando, in patria, era già quasi dimenticata.

Due avvertenze, prima di entrare nella scheda. Virginia Mixer non è sinonimo di Virginia Reel: condivide le figure e l’ascendenza, ma è un’altra danza, in un altro spazio, su un’altra musica. E non è nemmeno la composizione moderna Virginia Reel Circle Mixer #24 del caller britannico John Sweeney, che del mixer riprende soltanto il principio.

Scheda sintetica
#

Nome proprio #

Virginia Mixer (in giapponese バージニア・ミクサー). Il nome è attestato come titolo di repertorio nella recreational folk dance anglo-americana e nella folk dance giapponese, dove ricorrono anche le romanizzazioni dialettali Virginy Mixer e Virginny Mixer, che riprendono la grafia del titolo della canzone Carry Me Back to Old Virginny.

Il nome descrive una danza di tipo mixer, non una variante grafica del Virginia Reel: una coreografia autonoma costruita sulle stesse figure di base. Chi cerca in rete il solo nome inglese rischia di non trovare nulla, ed è normale: nel web anglofono «Virginia Mixer» è anzitutto un nome di persona e un evento di networking (vedi Note di ricerca e fonti).

Altri nomi e varianti #
  • Virginy Mixer, Virginny Mixer: romanizzazioni dialettali documentate nei database giapponesi (FDDB #5293) e nelle liste tracce dei dischi Folk Dance Best.
  • バージニア・ミクサー: nome giapponese standard.
  • Circle Virginia Reel: denominazione della stessa idea coreutica in una raccolta didattica statunitense (Hallum & Glass), che la presenta esplicitamente come mixer version.
  • Virginia Reel Mixer, Virginia Reel Circle Mixer: formule correnti nei circuiti didattici e di ceilidh.

Da distinguere con cura:

  • Virginia Reel: danza longways in due file contrapposte, altra formazione e altra musica. Non è un sinonimo.
  • Virginia Reel Circle Mixer #24: composizione autoriale recente di John Sweeney, documentata dal 2018 circa.
  • Virginny Mixer: coreografia novecentesca firmata Russ e Marietta Bullock, catalogata da CALLERLAB: nome assonante, danza distinta.
Traduzione e significato #

«Il mixer della Virginia». Mixer è termine tecnico dei balli di società angloamericani: indica una danza costruita per mescolare i partecipanti, cambiando partner a ogni giro. Virginia è lo Stato statunitense evocato dalla canzone; Virginny è la resa dialettale ottocentesca dello stesso nome.

Il significato letterale non prova l’esistenza della danza, e va detto anche il resto: «Virginia Mixer» è pure un nome proprio femminile attestato negli annuari universitari americani, un titolo di eventi sociali e aziendali nello Stato della Virginia e, in inglese comune, un mixer audio o industriale. Nessuna di queste occorrenze ha rapporto con il ballo.

Area geografica e provenienza #

Stati Uniti d’America. Tutte le fonti che attestano la danza la classificano come americana, e il toponimo rimanda allo Stato della Virginia, cuore della tradizione del Virginia Reel. Regione, contea o comunità d’origine non sono però documentate: ciò che sappiamo è che la danza appartiene al repertorio della recreational folk dance novecentesca e circola anzitutto nei circuiti didattici statunitensi.

Mappa dello Stato della Virginia, Stati Uniti, con la sua posizione sulla costa atlantica

La sua seconda vita è altrove. Nel Giappone del secondo dopoguerra la Japan Folk Dance Federation l’ha schedata nei manuali del 1974 e del 1977 e incisa su dischi per i circoli: lì il Virginia Mixer è ancora un ballo vivo. In Europa il nome circola nei repertori di folk dance internazionale, senza una pratica locale documentata.

In Italia non risulta diffuso né praticato: nessuna scheda negli indici balfolk (Balli Folk ne ha una per il Virginia Reel, non per il Mixer), nessun programma di festival, stage o gruppo di danza popolare.

Epoca e anno di riferimento #
  • 1685 (1695 secondo altre datazioni): il Sir Roger de Coverley entra in The Dancing Master di Playford, radice del futuro Virginia Reel.
  • XVIII secolo: il Virginia Reel si diffonde nelle colonie americane; tocca il massimo di popolarità tra 1830 e 1890.
  • 1878 circa: James A. Bland pubblica Carry Me Back to Old Virginny, la melodia su cui sono incise le registrazioni giapponesi del mixer.
  • Seconda metà del Novecento: la codificazione didattica del mixer nei manuali americani; 1974 e 1977 le schede giapponesi; 1981 l’EP Toshiba TS-4876; 1994 la ripresa video di Kamaishi.
  • Data di creazione della coreografia e autore: non documentati.
Occasione e funzione sociale #

Ballo di festa e di accoglienza, prima ancora che ballo di figura. Le occasioni documentate:

  • barn dance, feste di comunità, serate scolastiche, piazze e folk dance party: il mixer serve a rompere il ghiaccio e a far ballare anche i timidi.
  • Il «ballo di saluto»: in Giappone è catalogato come ごあいさつの踊り, la danza con cui si apre la serata, e compare nel «tempo di accoglienza» delle rassegne.
  • La chiusura di serata: nel verbale del circolo Polka Folk Dance di Kakogawa (16 ottobre 2012) figura in una sequenza di cinque mixer, «chiassosa, allegra, divertente».

Nessun legame documentato con ricorrenze calendariali, riti agrari o occasioni cerimoniali: è danza ricreativa a pieno titolo, e la sua efficacia sociale cresce con il numero dei partecipanti.

Storia e origine #

La genealogia si legge nella storia del Virginia Reel. La danza madre appartiene alle country dances inglesi: il prototipo è il Sir Roger de Coverley, pubblicato da Playford. Con l’emigrazione britannica le due file contrapposte passano in Nord America, dove prendono il nome di Virginia Reel e diventano, tra il 1830 e il 1890, l’immagine stessa della festa di comunità: la letteratura la cita (Dickens, A Christmas Carol) e il cinema hollywoodiano la consacra come «the American folk dance».

La svolta mixer. Nel Novecento il movimento della recreational folk dance - Burchenal, Gulick, Shaw, Casey, Hallum e Glass - traduce quel patrimonio in materiale didattico. La Reel in due file ha un difetto pratico: le coppie in attesa restano ferme. La versione circolare risolve il problema, perché tutti ballano contemporaneamente, e aggiunge il cambio di partner a ogni ripresa. La raccolta America Dances! di Rosemary Hallum e Henry «Buzz» Glass descrive la Circle Virginia Reel esattamente così: una mixer version della danza americana, adatta a bambini, ragazzi e adulti.

Le tracce giapponesi. Il foglio didattico nordamericano Anglo-American Mixer Double Circle Formation e le schede della Japan Folk Dance Federation mostrano la stessa danza in doppio cerchio, su cicli di 32 battute con cambio di partner. Il nome sopravvive in due grafie, Virginy e Virginny, e in Giappone la danza resta in repertorio almeno dal 1974.

Non documentati: autore della coreografia, data e luogo della prima esecuzione, percorso della diffusione. La danza è orfana della propria documentazione d’origine: in patria non si reperiscono né cue sheet né schede tecniche.

Note etnocoreologiche #

Formazione. Doppio cerchio di coppie: un cerchio interno e uno esterno, partner uno di fronte all’altro a una distanza di circa un metro e venti; la progressione procede in direzioni opposte per i due ruoli, così che ogni ballerino incontri persone sempre nuove. Esiste anche una versione in quadrato di quattro coppie.

Variante in varsouvienne. Il foglio didattico americano descrive la coppia in varsouvienne position - uomo dietro la donna, mani destre unite sopra la spalla destra di lei, mani sinistre davanti - tutte le coppie in Line of Dance: promenade, passaggio alla donna successiva, do-si-do di spalla destra, giro di mano sinistra in diagonale, ritorno al partner e balance and swing.

Il principio. Una figura con il partner, una figura con il vicino, il cambio, si ricomincia. È la logica del mixer: la danza non si regge sul virtuosismo ma sulla rotazione, e funziona tanto meglio quanto più il gruppo è numeroso.

Perché non è una Reel. La Reel organizza l’interazione tra coppie in file contrapposte, con le coppie di testa che guidano e le altre che attendono il turno; il mixer mette tutti in cerchio insieme. Stessa famiglia di figure, spazialità opposta.

Divulgatori e gruppi di riferimento #

Stati Uniti

  • Elizabeth Burchenal, Luther Halsey Gulick, Lloyd Shaw, Betty Casey: la codificazione didattica del primo Novecento e del secondo dopoguerra.
  • Rosemary Hallum e Henry «Buzz» Glass, autori di America Dances!: la descrizione più distesa della variante circolare; Glass è stato specialista di danza nelle scuole pubbliche di Oakland e presidente della Folk Dance Federation of California.
  • Fenton «Jonesy» Jones, Olga Kulbitsky, Bob Brown, Dick Oakes: la trasmissione nei workshop e nei gruppi dell’area di Los Angeles.
  • Archivi: Folk Dance Federation of California, Socal Folk Dance Federation, The Caller’s Box, Contrafusion.

Giappone

  • 日本フォークダンス連盟 (Japan Folk Dance Federation): editore delle schede e supervisore delle incisioni.
  • Ensemble Academia e Victor Orchestra: le orchestre da ballo delle registrazioni.
  • Circoli: Polka Folk Dance di Kakogawa (verbale del 16 ottobre 2012), Kamata Folk Dance Circle (2024), circolo Tanpopo (Tanpopo Party 2014); la rassegna prefetturale di Kamaishi (Iwate, 1994).

Danze affini

  • Russ e Marietta Bullock (Warren, Rhode Island), coreografi del Virginny Mixer per CALLERLAB; John Sweeney, autore del Virginia Reel Circle Mixer #24.

Italia

  • Nessun gruppo, insegnante o festival documentato per il Virginia Mixer. Il Virginia Reel è invece proposto in ambito didattico da associazioni come AUSER Della Regia APS (Como) e compare negli indici balfolk.
Formazione e tipologia #
  • Tipologia: mixer progressivo, cioè danza sociale a cambio progressivo di partner. In Giappone è classificata come round dance (RD), con variante square dance (SD).
  • Formazione principale: doppio cerchio concentrico di coppie fronte a fronte, progressione in direzioni opposte.
  • Varianti: coppie in varsouvienne lungo la Line of Dance (foglio didattico statunitense); quadrato di quattro coppie (scheda giapponese N10-18); circle mixer nella composizione moderna di Sweeney.
  • Partecipazione: tutti danzano insieme, nessuna coppia in attesa del turno.
  • Numero di partecipanti: la danza dà il meglio in gruppi numerosi; con pochi ballerini la rotazione diventa «un po’ critica».
  • Non decifrata: la notazione giapponese della formazione (doppio/mixer, M↓, W↑): il glossario consultato non spiega il valore delle frecce.
Struttura della danza #
  • Ciclo di 32 battute, ripetuto con cambio di partner a ogni ripresa. È l’unico dato strutturale su cui tutte le fonti convengono.
  • Descrizione documentata in sette figure (Hallum & Glass):
    1. Forward and Back: quattro passi avanti e quattro indietro, poi si ripete.
    2. Right Hand Star: stella con le mani destre, giro completo in senso orario.
    3. Left Hand Star: la stessa figura con le mani sinistre, in senso antiorario.
    4. Two Hands Round: giro a due mani.
    5. Dos-à-dos and Veer Right: passaggio spalla contro spalla e spostamento diagonale all’indietro; qui avviene il cambio di partner, con i ballerini interni che avanzano in senso orario e gli esterni in senso antiorario.
    6. Heel-Toe: tallone e punta con il nuovo partner, mani all’altezza delle spalle, quattro spostamenti laterali, poi figura invertita.
    7. Swing New Partners and Promenade: giro con il gomito destro per dodici tempi, quindi promenade in senso antiorario per sedici passi. Si ricomincia dall’inizio con i nuovi partner.
  • Variante in varsouvienne: A1 promenade e passaggio alla donna successiva, do-si-do di spalla destra, giri di mano in diagonale, balance and swing finale.
  • Giappone: la registrazione federale consente 14 riprese complete, poco meno di quattro minuti; il circolo di Kakogawa consiglia di sfumare l’audio per chiudere il ballo.
  • Non documentata: la sequenza interna delle figure nelle schede giapponesi - il campo dedicato è vuoto e le schede cartacee (N4-199, N10-18) non sono reperibili online.
Metro e struttura musicale #
  • Metro: 4/4, attestato dalla scheda FDDB e dal catalogo Folk Dance BEST 400; nella pratica didattica statunitense il riferimento è invece il metro di reel/hoedown in 2/4, mentre il 6/8 compare solo come ipotesi in una scheda. La discrepanza è segnalata nelle Note di ricerca e fonti.
  • Struttura: canzone strofica di 32 battute per ripresa; l’incisione federale giapponese ne consente 14.
  • Brani documentati: Carry Me Back to Old Virginny di James A. Bland per le registrazioni giapponesi; Sherbrooke nella raccolta di Hallum & Glass; The Digging Dutchman di Douglas Clark e Turkey in the Straw nella prassi nordamericana.
  • Avvertenza tecnica: molte incisioni commerciali non sono utilizzabili. Il catalogo giapponese cita il caso di Louis Armstrong, esecuzione amatissima dal curatore ma scartata perché «verso la fine contiene una battuta d’ingresso in più» e rompe la quadratura delle 32 battute. La danza esige un fraseggio regolare, come negli arrangiamenti fatti in studio per i circoli.
  • Musica dal vivo: non documentata nel circuito attuale; le fonti citano soltanto registrazioni.
Strumenti e stile musicale #

Registrazioni documentate: Victor Orchestra (45 giri Victor SK-530) ed Ensemble Academia (EP Toshiba EMI TS-4876; CD Fōku Dansu Best, TOCF-7001/2). Sono arrangiamenti strumentali da sala, di registro leggero e brillante, pensati per l’uso didattico e ricreativo dei circoli: non esecuzioni old-time, né di tradizione orale.

Prassi nordamericana: old-time string band - violino, banjo, chitarra, contrabbasso, a volte fisarmonica - con le calls del caller; andamento vivace, ma con un portamento «rilassato e con verve».

Origine della melodia: parlor song / canzone da minstrel show del 1878.

Organico delle registrazioni giapponesi: non specificato dalle fonti; non avanziamo ipotesi.

Autori e compositori #
  • Coreografia: nessun autore documentato. È danza di tradizione ricreativa, non firmata.
  • Musica: Carry Me Back to Old Virginny, di James A. Bland (1854-1911), compositore e performer afroamericano del circuito minstrel, pubblicata intorno al 1878.
  • The Digging Dutchman: melodia di Douglas Clark, fisarmonicista e danzatore al Folklore Village, associata a un mixer di questo tipo.
  • Sherbrooke: brano indicato da Hallum & Glass per la Circle Virginia Reel, senza attribuzione.
  • Danze affini: Virginny Mixer di Russ e Marietta Bullock; Virginia Reel Circle Mixer #24 di John Sweeney.
Aneddoti e curiosità #
  • Il nome tradisce la canzone. La grafia Virginy dei database giapponesi non è un errore: riproduce il dialetto del titolo originale di Bland, Carry Me Back to Old Virginny. Segno che la danza è nata attaccata a un brano preciso, non a una famiglia di reel generici.
  • La battuta di troppo di Louis Armstrong. Il curatore del catalogo Folk Dance BEST 400 confessa di preferire l’incisione di Armstrong a tutte le altre, e di doverla comunque scartare: una battuta in più fa saltare la quadratura. Racconta bene la tensione, tutta interna al mondo folk dance, tra gusto musicale e requisiti metrici.
  • Il ballo dei saluti. La definizione giapponese di «ballo di saluto» (ごあいさつの踊り) colloca il Virginia Mixer accanto a Ocean Wave e Circassian Circle: danze che aprono la serata e fanno incontrare chi non si conosce.
  • Un’apparizione a Kamaishi. Nel 1994 la danza è filmata nel «tempo di accoglienza» di una rassegna prefetturale a Kamaishi, in Iwate: un mixer americano di metà Novecento come gesto di benvenuto in una cittadina del Tōhoku, diciassette anni prima del terremoto del 2011.
  • La tournée di Moiseyev. Le fonti librarie raccontano che il coreografo sovietico Igor Moiseyev, in tournée negli Stati Uniti, volle imparare il Virginia Reel dai ballerini popolari americani e ne fece il pezzo di chiusura dei suoi spettacoli. È un aneddoto suggestivo, ma non lo abbiamo verificato su fonti primarie: lo riportiamo come racconto, non come prova (vedi Note di ricerca e fonti).
  • Appello alla memoria diretta. Non abbiamo raccolto testimonianze di chi abbia imparato questa danza in un circolo o a uno stage. Chiunque conservi appunti di corso, programmi di serata o ricordi diretti è invitato a farsi avanti: anche un foglio di appunti sarebbe un contributo documentario di primo ordine.
Presenza nei media e nella cultura di massa #

La danza: nessuna presenza documentata. Non risultano film, trasmissioni o documentari che mostrino il Virginia Mixer, e nemmeno un video consultabile: la scheda giapponese alla voce video riporta «solo musica» e il collegamento non è attivo. L’unica traccia audiovisiva nota è la ripresa del 1994 a Kamaishi, dentro un archivio video non pubblicato.

La musica, invece, è famosissima. Carry Me Back to Old Virginny è stata incisa innumerevoli volte, è stata canzone ufficiale dello Stato della Virginia dal 1940 al 1997 ed è ancora oggi discussa pubblicamente negli Stati Uniti per il suo contenuto razzista. Questa sproporzione - brano celebre, coreografia dimenticata - è di per sé un dato etnocoreologico.

Da non confondere: il Virginia Reel compare davvero sullo schermo (Via col vento, Ritorno al futuro - Parte III) e nella letteratura ottocentesca citata dalle schede librarie. È un’altra danza.

Italia: la divulgazione didattica riguarda il Virginia Reel, proposto da associazioni come AUSER Della Regia APS di Como tra le danze inglesi e scozzesi; del Virginia Mixer non c’è traccia.

Difficoltà e adattamenti #

Livello: basso, per principianti. Il catalogo Folk Dance BEST 400 e il verbale del circolo di Kakogawa la definiscono concordemente un mixer «vivace e semplice»; le figure sono camminate, stelle, giri di mano, do-si-do, promenade.

Dove sta la difficoltà: non nei passi, ma nella progressione - capire quando lasciare il partner e riconoscere chi è il successivo.

Adattamenti documentati

  • Gruppi numerosi: con pochi ballerini la rotazione è «un po’ critica».
  • Durata: quasi quattro minuti; la chiusura consigliata è la dissolvenza dell’audio.
  • Scelta della musica: servono incisioni a 32 battute regolari, senza introduzioni aggiuntive.
  • Doppia formazione: la variante in quadrato permette di adattare la danza a spazi e numeri diversi.
  • Scuola e animazione: Hallum & Glass la indirizzano esplicitamente a bambini, ragazzi e adulti; il passo è di camminata naturale, poi skip e sashay.
  • Italia: quando il Virginia Reel viene proposto in ambito ricreativo le versioni sono semplificate; per il Mixer non esistono adattamenti italiani documentati.

Non valutabile: la difficoltà tecnica reale della sequenza giapponese, che non conosciamo.

Note di ricerca e fonti #

Impianto della scheda. Tre livelli di documentazione, tenuti distinti: le fonti librarie e didattiche (Casey, Burchenal, Gulick, Hallum & Glass), che descrivono la danza e la sua variante circolare; la documentazione giapponese (Japan Folk Dance Federation, FDDB, Folk Dance BEST 400, dischi Toshiba e Victor), che attesta titolo, formazione, metro e discografia; le ricerche web, che sul solo nome inglese non trovano quasi nulla.

Discrepanze rilevate tra le risposte analizzate

  • Identità del nome. Alcune schede identificano Virginia Mixer con la Circle Virginia Reel di Hallum & Glass, altre con il Virginny Mixer di CALLERLAB, altre con il Virginia Reel Circle Mixer #24 di Sweeney: sono tre cose diverse e non le abbiamo fuse. La prima è la stessa idea coreutica documentata in una raccolta didattica, la seconda una coreografia novecentesca firmata Bullock, la terza una composizione recente.
  • Metro. 4/4 nella scheda giapponese e nel catalogo BEST 400; 2/4 di reel/hoedown nella prassi statunitense; 6/8 solo come ipotesi in una scheda. Il dato più solido resta la struttura di 32 battute, condivisa da tutte le fonti.
  • Musica. Carry Me Back to Old Virginny (Giappone), Sherbrooke (Hallum & Glass), The Digging Dutchman e Turkey in the Straw (prassi USA): non è una contraddizione, sono repertori diversi per la stessa danza. Nessuna fonte indica una melodia «originale».
  • Data del Sir Roger de Coverley. 1685 (John Playford) per una parte delle fonti, 1695 (Henry Playford) per un’altra: entrambe circolano nella letteratura e non ne abbiamo scelta una come definitiva.
  • Genealogia irlandese. La discendenza della Reel dalla Rinnce Fada irlandese medievale è un’ipotesi storiografica ricorrente, non un dato dimostrato: non l’abbiamo messa nel testo principale.
  • Datazione delle registrazioni Toshiba. 1981 secondo il database FDDB, 1970 (Shōwa 45) secondo un indice MFMA: discrepanza non risolta.
  • Aneddoto Moiseyev: riportato dalle fonti librarie, non verificato su fonti primarie.
  • Omonimie che hanno inquinato la ricerca: Virginia Mixer come nome proprio di persona (annuari, necrologi, programmi universitari), come titolo di eventi di networking nello Stato della Virginia, come mixer audio o industriale. Le ricerche efficaci sono state quelle in giapponese e sulla grafia Virginy Mixer.
  • Italia: nessuna attestazione documentale del Virginia Mixer; il Virginia Reel circola in corsi e indici balfolk. Lo studio sulle danze mixer nel Bal Folk palermitano (Crescimanno, 2017) non cita questa danza.

Punti aperti. La sequenza dei passi nelle fonti giapponesi non è consultabile: il campo dedicato è vuoto e i manuali cartacei (schede N4-199 e N10-18) non sono reperibili online. Mancano le scansioni di quelle schede, il foglietto illustrativo dei dischi Victor SK-530 e Toshiba TS-4876, eventuali cue sheet statunitensi, registrazioni video della danza e memorie di insegnanti. Chi possiede anche solo un foglio di appunti di corso è invitato a contribuire.

Questa danza compare in 1 DVD:


Coreografia
#


Note d’archivio
#

nessuna

Riferimenti e link#

Articoli correlati